“E ancora il buio”

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A Torella del Sannio, il 10 maggio, presentazione del nuovo libro di Sabrina Izzi

di Sabrina Izzi - fb

19 aprile 2019

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Scrivere è una vocazione, una forza impetuosa che nasce e cresce dentro di te prima ancora che la scrittura divenga una professione. È una corrente forte, inarrestabile che ti trascina, ti travolge, non ti lascia tregua. È qualcosa che ti tiene incollato a uno schermo anche quando avresti cento altre cose da fare, perché è più potente del mondo che ti gira intorno. 

Credo di aver trovato dentro di me il momento preciso in cui il mio cuore ha capito che si sarebbe dedicato totalmente all'arte delle parole. È stato molto tempo fa, correva il 1989, mamma mi aveva regalato "Piccole donne" e io mi sono calata con tutte le scarpe nella pelle di Jo. È stato dopo aver letto quel libro che ho iniziato a rinchiudermi in camera con una penna e un quaderno e ho iniziato a dare vita a personaggi e storie, creando un universo tutto mio che mi ha portato a vivere tra le mie pagine, tanto che i protagonisti dei miei racconti si sono trasformati giorno dopo giorno nei miei amici o nemici immaginari. 

È da allora che scrivo, perché semplicemente non potrei non farlo, perché mi sveglio nel cuore della notte con il pensiero di dover mettere nero su bianco quell'idea che mi ha strappata al sonno, o potrei dimenticarla. Non posso lasciare i miei personaggi per troppo tempo da soli con i loro intrecci, hanno bisogno di me come io di loro. E non riesco a trascorrere un solo giorno senza scrivere almeno una riga. Ecco.

 

“E ancora il buio”

A Torella del Sannio, il 10 maggio alle h 18, presentazione del mio nuovo libro.

“La paura del buio è il terrore di sentirsi soli, smarriti nel mare di questa vita che onde burrascose rendono pericoloso. È perdere la cognizione del tempo, dello spazio, la consapevolezza di essere se stessi. Il buio è il caos, il vuoto, il niente assoluto”, scrive Romano Battaglia, ed è proprio di questo terrore che è pervasa l’anima di Maria, una donna che, superati i due terzi del cammino della sua vita, si ritrova a dover affrontare i fantasmi del passato. 

Un viaggio in treno si trasforma inevitabilmente nel tuffo negli abissi di un cuore martoriato da incubi e momenti di terribile violenza, che hanno reso la donna un involucro pronto a esplodere. 

Dal momento stesso in cui Maria prende il treno, la sua mente viene travolta dai ricordi, che scrupolosamente avvia a trascrivere su un diario nel tentativo di liberarsi per sempre dall’insopportabile peso che grava sulla sua anima in pena.

Una carrellata di immagini e flashback le scorre nella mente alla velocità dei suoi anni trascorsi, e porterà Maria, alla fine del viaggio, a chiudere gli occhi e a rassegnarsi al buio. 

Riuscirà, dopo aver letto dal principio le pagine del suo diario, a ritrovare se stessa?

 

di Sabrina Izzi - fb

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