I “Fuochi di Sant’Antonio”

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Appuntamento con la centenaria tradizione a Vastogirardi il 17 Gennaio

di Pro Loco Vastogirardi

16 gennaio 2019

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Appuntamento con la centenaria tradizione dei “fuochi di Sant’Antonio” a Vastogirardi il 17 Gennaio accensione delle fiamme nel pomeriggio dei vari fuochi disposti nelle varie piazzette del paese. 

Il 17 gennaio, in occasione dei festeggiamenti in onore di Sant’Antonio Abate, le piazze e i vicoli del borgo antico si animano di maestosi ed ardenti falò: i “Fuochi di Sant’Antonio”. La tradizione di accendere fuochi propiziatori per i raccolti della nuova stagione, proprio nel periodo più freddo dell’anno, ha origini pagane ed è legata all’apertura del Carnevale da tempo immemorabile.

L’associazione di questi fuochi a Sant’Antonio Abate nasce dal fatto che nella mitologia cristiana Sant’Antonio è il guardiano dell’inferno, protettore degli animali e dei fabbricanti di spazzole di setola (che venivano fatte con le setole di maiale). A seguito della peste del 1656, nella quale perirono due terzi della popolazione del Regno di Napoli (a Vastogirardi il numero delle famiglie da 258 si ridusse a 88 nel giro di pochi mesi), la tradizione dei fuochi si propagò in tutti i paesi assumendo anche una valenza purificatoria.

Il culto di Sant’Antonio Abate, chiamato in tutto il Regno “Sant’Antuono” per distinguerlo dal Santo di Padova, al quale era già dedicata una Chiesa nella piazza del paese, sotto la torre dell’orologio, la quale aveva anche funzioni di campanile, non poteva non propagarsi in una terra dove gli animali abbondavano e dove la transumanza ha costituito per millenni l’unico modello economico. La Chiesa matrice di San Nicola, un tempo completamente affrescata, conserva alcune parti di affreschi strappate ai muschi e all’umidità di anni di incuria, e in una di queste è ben riconoscibile Sant’Antonio Abate.

L’uso di appiccare fuochi nelle piazze e piazzette del borgo si è consolidato nei secoli e diviene più vivo proprio quando in molti paesi vicini se ne è persa la memoria. Ai giovani viene affidata poi la tradizione di prelevare un po’ di brace dal fuoco del rione per trasferirla nel camino di casa ed utilizzarla per accendere il proprio fuoco. Con il grasso più puro del nuovo maiale veniva confezionato il pane di Sant’Antonio e con lo stesso grasso di produceva un unguento per curare l’infezione chiamata Herpes Zoster, più nota con il nome popolare di “fuoco di Sant’Antonio”. ...nonostante si sia perso il lontano reale sapore di antico è comunque ancora una manifestazione suggestiva e magica con queste fiamme nella notte,in cui i vastesi soprattutto ,quelli che vivono sono fuori paese e vi ritornano, si riconoscono,si ritrovano e nel calore del fuoco riconoscono il calore dell'abbraccio amorevole di un paese che nei loro cuori è amata casa ! Il Comune e la Pro loco saranno lieti di avervi ospiti al fuoco principale di P.zza Umberto dove vi sarà offerto "Vin Brulè e pizza c r cicr".

Programma:

 ACCENSIONE DELLE FIAMME NEL POMERIGGIO ALLE ORE 16,45 CON LA TRADIZIONALE BENEDIZIONE DEGLI ANIMALI A CURA DI DON PAOLO CONTI PRESSO IL FUOCO PRINCIPALE IN PIAZZA UMBERTO.

A SEGUIRE PASSEGGIATA ITINERANTE TRA I DIVERSI FUOCHI , 3 I FUOCHI A CURA DEL COMUNE NELLE PIAZZE PRINCIPALI, MA DIVERSI ALTRI A CURA DEI CITTADINI NELLE VIUZZE E PIAZZETTE DI TUTTO IL PAESE.

L'INVITO E' A SOFFERMARSI IN QUELLO IN PIAZZA UMBERTO NEL CENTRO-PAESE DOVE LA PROLOCO ORGANIZZA UNO STAND CON MUSICA , VIN BRULE' E DELIZIE DA DEGUSTARE

di Pro Loco Vastogirardi

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