Crisi al Comune di Campobasso

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Traditori o fedeli, la conta degli assessori al rush finale. E c’è chi è già pronto a voltare le spalle al sindaco

di Stefania Potente (da primonumero.it)

4 gennaio 2019

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La conta è ormai vicina dopo una fine dell’anno non proprio all’insegna del ‘volemose bene’. Il brindisi organizzato da Antonio Battista con gli eletti in Comune per il pomeriggio del 31 dicembre è stato disertato da qualche (ex?) assessore. “Non siamo andati per motivi personali”, la giustificazione degli assenti. In realtà dopo l’azzeramento della giunta e il sostegno del sindaco alla corsa di Michele Durante alla segreteria del Pd l’aria che tira in Municipio è piuttosto avvelenata.

Carte alla mano e occhiali calati sul naso, il primo cittadino ha cominciato a valutare chi ha fatto cosa nei vari settori di competenza, obiettivi raggiunti, la fiducia nei suoi confronti e la lealtà al centrosinistra. I membri della sua squadra di governo li ha incontrati prima dell’azzeramento, ad uno ad uno ha spiegato i motivi di una scelta drastica che ha scontentato alcuni. Tra poco scioglierà le riserve su chi merita di restare nella sua squadra di governo. “Stiamo lavorando e mettendo su i programmi per arrivare a fine mandato”, le dichiarazioni che Battista ha rilasciato a Primonumero prima che cominciasse l’emergenza neve. “Appena sarò pronto con tutti i responsi, terrò una conferenza stampa per comunicare le mie decisioni in totale e massima trasparenza”.

E loro, i diretti interessati? L’azzeramento ha fatto arrabbiare più di qualche assessore che non ci sta a passare agli occhi dei cittadini come ‘traditore’ o ‘fannullone’.

Firmeranno o no il famoso documento che il sindaco sottoporrà loro per ‘vincolarli’ a lui e al centrosinistra evitando fughe verso le ‘spiagge’ del centrodestra? Quasi sicuramente non lo faranno tutti.

Ad esempio Salvatore Colagiovanni, uno degli assessori più discussi, è pronto a porre delle condizioni. “Se non leggo il documento non posso rilasciare dichiarazioni”, dichiara alla nostra testata. “Ho letto una prima bozza e, se dovesse restare tale, posso già dire che non la sottoscriverò, Battista lo sa. Dal mio punto di vista, nel documento bisogna indicare chi sarà il candidato sindaco o se ci saranno le primarie. Se il candidato sindaco sarà Antonio Battista, non ho problemi a sottoscrivere l’atto”.

Seconda condizione: “In calce al documento devono esserci le firme dei rappresenti di tutte le sigle che compongono la coalizione che nel 2014 ha vinto le elezioni”. Impossibile che questo avvenga: l’Udc e i Popolari per l’Italia, infatti, sono tornati nel centrodestra e hanno sostenuto Donato Toma alle Regionali di aprile.

E proprio chi rappresenta l’Udc nell’esecutivo comunale come Massimo Sabusco (anche su di lui i rumors sono scatenati e parlano di un ritorno nel centrodestra, fra l’altro altamente possibile vista l’amicizia con Aldo Patriciello, ndr) non si sbilancia: “Chiarirò prima al sindaco la mia posizione e poi la ufficializzerò”. Probabilmente queste sono le due poltrone più a rischio.

“Rispetto la decisione del sindaco e firmerò il documento”: prova a fugare i dubbi Maripina Rubino (in quota Popolari). Anche Francesco De Bernardo e Stefano Ramundo, entrambi sulla graticola, prometteranno lealtà a Battista. “Mi sono confrontato con la mia parte politica (che fa riferimento a Pierpaolo Nagni, ndr) e al momento non ci sono motivi per non firmare il documento del sindaco”, dice il titolare della mobilità che si smarca dal collega Colagiovanni. Del resto, agli inizi di novembre, quando sono iniziate a circolare le prime voci sui cambi di casacca, De Bernardo aveva già chiesto ai suoi colleghi di uscire allo scoperto. Un appello caduto nel vuoto. Ma un sassolino De Bernardo se lo toglie dalla scarpa. “L’utilità di questa operazione non la capirò mai – insiste –, probabilmente voleva l’azzeramento solo chi intende affossare l’immagine di Antonio Battista perché, a mio parere, avevamo raggiunto un equilibrio tra maggioranza e giunta”.

Stefano Ramundo invece forse ha addirittura anticipato il giudizio di Battista sottoscrivendo la candidatura alla segretaria regionale del Pd per Michele Durante. Ecco il segnale che ha inviato al centrosinistra smentendo il passaggio ai Popolari. “Credo che l’azzeramento sia legittimo, così come è legittimo che il sindaco faccia le sue valutazioni sul mio operato”, dice. E forse, a marcare la differenza con alcuni suoi colleghi, puntualizza: “Non ero tanto attento alle questioni politiche interne in Municipio perché impegnato con l’avvio della differenziata nella parte est della città”.

di Stefania Potente (da primonumero.it)

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