A proposito di invasioni e di presunta italianita'

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L’antropizzazione dei territori interni molisani da parte dei bulgari già nel primo secolo

di Franco Valente - fb

18 gennaio 2018

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I Molisani nati tra Monteroduni e Sepino, compresa Isernia e Boiano, sono Bulgari.

Qualche contaminazione ancora rimane.

I Bulgari chiamano portokàl le arance.

Noi chiamiamo purtualli quei frutti.

I Bulgari chiamano cascekavàl il formaggio.

Noi lo chiamiamo caciocavallo.

Secondo Paolo Diacono, dal 671, Romoaldo iniziò una politica di antropizzazione dei territori interni mediante la fondazione di nuovi centri e il ripopolamento dei territori ormai abbandonati. 

Una politica che si consolidò assicurando ospitalità a nuove popolazioni che dal settentrione si spostavano verso la terra del sole.

Paolo Diacono racconta che in quel tempo, 

"Alzecone, duca dei Bulgari, dopo avere abbandonato, non si sa perché il suo paese, si portò pacificamente in Italia con tutti gli uomini del suo ducato e si presentò a Grimoaldo (re dei Longobardi del Nord) per mettersi al suo servizio in cambio dell’ospitalità. 

Il re allora lo indirizzò da suo figlio Romoaldo a Benevento con l’ordine di assegnargli un territorio. Il duca Romoaldo lo accolse con benevolenza e pose a loro disposizione vaste estensioni di terreno fino allora deserte, cioè Sepino, Boiano, Isernia e altre città con i loro territori e chiese allo stesso Alzecone di cambiare il suo titolo di duca in quello di gastaldo. Costoro abitano tuttora in quelle zone e benché parlino anche il latino, non hanno affatto abbandonato l’uso della loro lingua".

di Franco Valente - fb

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