Aggiornamento Paleolitico

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Travolti da un (in)solito destino…

di Emilio Izzi - fb

14 settembre 2017

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Dopo la mia pesante denuncia relativa alla copiosa presenza di acqua sul sito del Paleolitico di Isernia, bisogna registrare alcune importanti dichiarazioni! Secondo il DIRIGENTE E I TECNICI dei Beni Culturali del Molise e secondo il GIORNALISTA RAI 3 Molise, il Museo è stato costruito a regola d’arte e la presenza di acqua, per quanto corposa, è solo da addebitare al fatto che piove! Infatti, se non piovesse, il sito sarebbe asciutto! 

E difronte a queste dichiarazioni disarmanti, possiamo pure stare sereni! Ma no! IL DIRIGENTE e il GIORNALISTA di supporto, appena dopo, dichiarano che sul luogo è stato già inviato un tecnico per una relazione al fine di attivare dei lavori di SOMMA URGENZA! Cioè, il Museo è stato costruito a regola d’arte, ci piove dentro dalla copertura (e non solo) da anni come da me sottolineato e adesso si deve intervenire di “somma urgenza”! Ma perché intervenire, il Museo è ottimo, basterebbe non far piovere! Lo dico per chi non è avvezzo alla procedura di “somma urgenza”, tale meccanismo si pone in essere quando, malauguratamente ed inavvertitamente, un monumento, un affresco, uno scavo archeologico e così via, per cause accidentali ed improvvise, viene ad essere messo in serio pericolo e per evitare che possa essere compromesso, si chiede al superiore ministero di poter intervenire, appunto, con una procedura speciale, la “somma urgenza”. 

Ma è noto a tutti che l’acqua piovana (cos’altro sennò!) entra nello scavo da anni e che di interventi da annoverare come “somma urgente” non se ne capisce in modo assoluto né il motivo, né la ratio! Sembrerebbe così, ma proprio così non è. Infatti, diversamente per altri tipi di interventi, la “somma urgenza” la puoi attivare per lavori fino a centomila euro senza procedere ad una regolare gara ma chiamandoti la ditta che più ti aggrada! Capisci a me! E questo accade da anni e per anni! Ricapite a me! E allora, fatto salvo che i DIRIGENTI e i Tecnici dei Beni Culturali hanno dei buoni motivi per dichiarare delle balle megagalattiche, il motivo del giornalista RAI 3, lo capite voi! Si confeziona un servizio, non su una mia specifica, circostanziata e documentata denuncia, bensì su dichiarazioni false della struttura dei Beni Culturali e poi, addirittura, dopo anni di censure alla mia voce, si tagliano vergognosamente importanti passaggi della sparuta e stringata intervista, lasciando l’utente nell’oscuro più totale! Ecco perché difendo le istituzioni e sempre le difenderò, perché le stesse non sono colpevoli delle gravi mancanze professionali e deontologiche dei soggetti preposti al servizio pubblico, parimenti combatterò sempre chi della cosa pubblica ne fa un uso personale e a convenienza! 

E poi c’è ancora chi mi dice perché difendo Telemolise e la sua direttrice! Ve lo dico io perché! Perché aldilà della cattiveria e dell’atrocità giudiziaria messa in campo nei suoi confronti da un apparato del tipo “associazione a delinquere” e sulla quale sono intervenuto ed interverrò fino a quanto ce ne sarà bisogno, dalla struttura, dall’editore e dal suo direttore, nonostante per anni non sia stato dolce con loro, non ho subito tagli e censure, libero di potermi esprimere secondo una mia ottica che volendo (ma non è mai successo), poteva essere smontata utilizzando gli stessi canali informativi. Ecco perché! La RAI invece (che difendo come servizio pubblico e dal quale però mi aspetto chiarezza e pulizia) a più riprese documentate, mi ha sempre o quasi tappato la bocca o peggio, ha realizzato dei redazionali come meglio gli faceva comodo. E questo va addebitato agli uomini! O presunti tali!

di Emilio Izzi - fb

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