"La lotta alla mafia non è..."

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Letture teatrali per fare memorie delle vittime di mafia 

di Miriam Iacovantuono (moliseweb.it)

10 maggio 2017

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“La lotta alla mafia non è una carta d’identità, non è una credenziale da esibire, è un fatto di coscienza, è un impegno civile che non richiede né celebrità e né ostentazione”, con queste parole, scandite da più voci, è iniziato lo spettacolo teatrale, dal titolo "La lotta alla mafia non è...", che è andato in scena ieri, 9 maggio al Teatro Savoia di Campobasso. Gabriella Antonelli, a cui è stata affidata la regia, ha spiegato che come gli altri spettacoli organizzati da Libera Molise, anche questo fa parte di un teatro sociale, “dopo aver messo in scena rappresentazioni sulla droga, sull’immigrazione, coinvolgendo anche gli immigrati, abbiamo pensato di parlare di Libera, di cui ne condividiamo i valori. Lo spettacolo – ha continuato – è dedicato a Maria Concetta Barone che, con il marito Franco Novelli che di Libera Molise ne è presidente, ha dato vita a questa realtà nella nostra regione e per questo le dovevamo dare un contributo”.

Le letture teatrali, affidate alle voci di Isabella Astorri, Giuliano Camposarcuno, Antonio Matticola, Franco Novelli e Maria Sollazzo, hanno narrato la storia di personaggi noti e meno noti minacciati o uccisi dalla mafia.  

La narrazione è ruotata attorno alla figura di don Luigi Ciotti, fondatore del Gruppo Abele e di Libera contro le Mafie, un lottatore che non molla mai, un prete che non trovi in sacrestia, ma per strada, un giovane ordinato sacerdote in una chiesa piena di modo di strada.

Con lui sono stati ricordati uomini, donne e bambini ammazzati dalla mafia. È stata raccontata la storia di Pio La Torre e la prima strage dell’Italia Repubblicana, avvenuta il 1 maggio 1947 a Portella della Ginestra. Si è ricordato Carlo Alberto dalla Chiesa ucciso per ordine di Totò Riina, ma anche Giovanni Falcone, un martire il cui sacrificio non ha aperto tempi migliori e  Paolo Borsellino, ammazzato sotto casa della madre 55 giorni dopo la morte del suo amico e collega. Letture teatrali che hanno ripercorso la nascita di Libera, fondata proprio sulla scia e lo sdegno delle stragi del 1992 e per favorire la democrazia e l’impegno sociale.

Una narrazione che è continuata ricordando don Pino Puglisi, don Peppe Diana, Peppino Impastato e il giovane carabiniere molisano Elio Di Mella ucciso il 7 dicembre 1982 mentre, in servizio, durante il trasferimento del camorrista Mario Cuomo, si era rifiutato di consegnare il detenuto. A Elio Di Mella sono stati assegnati, ad oggi, diversi riconoscimenti, ma non ancora quello di vittima delle mafie, come è giusto che gli venga assegnato.

Centocinquanta invece le donne uccise dalla mafia perché considerate disonorate; donne uccise perché dissidenti o per vendetta trasversale, donne delle forze dell’ordine o mogli di autorità, tra tutte è stata ricordata Lea Garofalo. Tra i bambini si è fatto memoria di Angelica Pitroli di appena due anni e Simonetta Lamberti di dieci.

Ricordando questi nomi, attraverso lo spettacolo teatrale, si è voluto parlare di tutti gli onesti difensori della legalità.

A conclusione della rappresentazione sono stati illustrati i diversi progetti legati a Libera, come Amunì, Miseria Ladra, Riparte il Futuro, Libera Terra e Numeri Pari, ma anche 21 Marzo - la Giornata della Memoria e dell’Impegno in Ricordo delle Vittime Innocenti delle Mafie, che si celebra ogni anno in una città diversa per scandire i nomi e cognomi delle vittime di mafia e farli vivere ancora nella loro dignità.

Uno spettacolo, quello organizzato da Libera Molise in collaborazione con il Comune di Campobasso, l'Arcidiocesi di Campobasso-Bojano, l'Associazione SIPBC Onlus Molise e la Banca Popolare delle Province Molisane, che ha voluto raccontare uomini e donne e farne memoria, perché “solo facendo memoria si getta il seme della speranza”.

di Miriam Iacovantuono (moliseweb.it)

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