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Franco Arminio da Bisaccia il poeta scrittore contemporaneo che più mi appartiene

di Pasquale Di Lena

22 febbraio 2017

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Franco Arminio da Bisaccia il poeta scrittore contemporaneo che più mi appartiene. Sarà perché è un meridionale della parte più a sud dell'Irpinia, poco lontano dalla Puglia e dalla Basilicata; un paesologo a cui piacciono i luoghi dove, come a Trevico, "diverse storie s'incontrano e si raccontano". E a Trevico, questo delizioso paese a nord di Bisaccia, posto su un monte alto poco meno di 1100, da dove si può spaziare su un panorama immenso, Franco ha aperto, due anni fa, la Casa della paesologia. 

C’ero anch’io all’inaugurazione di questo luogo d’incontro e, poi, alla visita della casa nativa, oggi centro culturale, di Ettore Scola. Il grande regista, che ho avuto la fortuna di conoscere anni fa e vivere, nel giardino di Villa Farnese, una bella serata con lui intorno a un tavolo, chiacchierando di vino e di cibo. L’occasione, un’edizione del Globo d’oro, la manifestazione dell’Associazione della Stampa Estera in Italia, che premia il miglior film dell’anno, prodotto in Italia,  e dà riconoscimenti ai personaggi del cinema italiano. 

Sarà anche perché l’ho conosciuto una sera all’Afra di via Marconi, in Larino,  l’associazione culturale dedicata a Antonella Franceschini, quando è stato chiamato a presentare uno dei suoi libri “Geografia commossa dell’Italia interna”, uscito l’anno prima (2013) per la Bruno Mondadori editrice, e mi sono incantato ad ascoltarlo. Tutti temi a me cari. Sarà perché quella sera ha voluto regalarmi questo suo libro, molto bello, con una sua dedica “A Pasquale, poeta della terra”, il poeta che vorrei essere.

Sarà perché l’ho seguito nella sua campagna elettorale (elezioni europee 2014), candidato della lista di Tsipras e mi sono divertito con i suoi spot e i suoi filmati, tutti originali e uno più bello dell’altro. Penso al suo discorso fatto a  un gregge che passava sulla strada asfaltata.

Sarà che ci siamo incontrati lo scorso anno, a marzo, a Piedimonte Matese a dibattere di un prodotto a me caro, l’olio, in occasione della terza edizione del concorso “Buonolio Salus Festival”, organizzato dal bravissimo e appassionato Vincenzo Nisio, mio amico.

Chiudo dicendo che il poeta e scrittore Franco Arminio mi appartiene, anche, per i profumi che ci inebriano e i sapori che ci appagano, tutti mediterranei come il vino e l’olio.

P.S.: nell’immagine del titolo c’è una poesia di Franco Arminio, che fa parte di un suo libro inedito “Poesie scelte (1978-2014)”, che ha avuto un'idea molto bella: 

“Mi è venuta l’idea di spedirlo a chi ne fa richiesta in forma di baratto – scrive Arminio – Se uno in cambio di questo file mi manda due barattoli di marmellata oppure un libro che gli è caro oppure un suo disco etc… Credo che darà più valore a queste poesie. E poi si apre un nuovo modo di far circolare la poesia. A che mi serve aspettare due anni un grande editore? Sapppiamo tutti quanto sia introvabile lo scaffale di poesia nelle librerie. Se è davvero un tempo nuovo, dobbiamo fare cose nuove. E poi è bello leggere un libro che non è in commercio, un libro che possiamo stamparci a piacimento, con la carta e i caratteri che vogliamo. Dunque, via al baratto”.

di Pasquale Di Lena

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