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L'autostrada del Molise,
 ogni tanto scompare...

Nel programma delle infrastrutture strategiche - 8° allegato infrastrutture del settembre 2010 - del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti c'è.

 

A pagina 17 del documento (per leggerlo clicca qui) l'Autostrada Termoli-San Vittore è riportata con tutti i dati. In totale il costo è di 3 miliardi e 154 milioni di euro. Un'opera divisa in due "tranche": il collegamento S. Vittore-Campobasso, pe run costo di 1 miliardo e 137 milioni di euro, e il tratto Bojano-Termoli per un costo di 1 miliardo e 620 milioni di euro. A questi due tronconi va aggiunto il tratto Termoli-Variante di Guardialfiera per altri 396 milioni di euro. Nel 2010, quando fu approvato l'allegato, erano disponibili meno di 580 milioni di euro per il primo tratto, quello da San Vittore a Campobasso. Il cui progetto preliminare è stato approvato nel febbraio scorso dalla società "Autostrada del Molise" (per i dettagli clicca qui) e prevede una lunghezza complessiva di circa 82 km, di cui 8 km. costituiti dalla variante di Venafro già realizzata dall’Anas ed entrata in esercizio nell’ottobre del 2008. Inoltre, come hanno spiegato i vertici della società, il progetto della tratta San Vittore-Bojano–Campobasso, prevede la realizzazione di 8 gallerie naturali per una lunghezza di circa 9 km; 4 gallerie artificiali per complessivi 950 metri; 38 viadotti, per un’estensione di circa 11 Km; 5 ponti, 40 sottovia e 13 cavalcavia. "La connessione con la viabilità locale - garantivano dalla società - verrà ampiamente garantita dalla realizzazione di 16 svincoli oltre a quello di interconnessione con l’autostrada A1 all’altezza di S. Vittore." I soldi per il 49% dovrebbero essere di parte pubblica, per il restante 51% dei privati e in particolare delle imprese che anno parte dell'ATI che si è aggiudicata la gara per la selezione del soggetto promotore, vale a dire SILEC S.p.A., EGIS PROJECTS S.A., GRUPPO MALTAURO, Costruzioni FALCIONE Geom. Luigi (quest'ultima, unica impresa molisana, detiene il 55% delle quote dell'ATI). La formula è quella del project financing. Nel febbraio del 2011 si parlava di un costo complessivo di 1 miliardo e 354 milioni di euro. 

Atti che erano la diretta conseguenza dell'accordo firmato a Roma il 24 gennaio del 2009 da Silvio Berlusconi e Michele Iorio, accordo che prevedeva la copertura economica proprio per la realizzazione del primo tratto tra San Vittore e Campobasso. I particolari della complessa operazione sono descritti anche sul sito ufficiale dell'Anas (per leggerlo clicca qui). Nell'aggiornamento del Programma delle opere strategiche del settembre scorso (per leggerlo clicca qui) nella tabella di pagina 61 ritroviamo il primo tratto, San Vittore-Campobasso, il cui costo nel frattempo è diventato di 1 miliardo e 244 milioni di euro di cui - si precisa nel documento - 665 a carico del pubblico e i restanti 579 a carico dei privati (una affermazione che contraddice quanto sostenuto dalla società "Autostrada del Molise" pochi mesi prima, quando si parlava di una quota "minoritaria" di fondi pubblici rispetto al privato.  Questo aggiornamento è stato trasmesso e presentato al Parlamento nel settembre del 2011 dall'allora presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi e dal ministro Tremonti. Ed è successivo, di circa un mese, rispetto all'annuncio trionfale che il presidente della Regione Michele Iorio, l'assessore alla programmazione Vitagliano e tanti altri esponenti del centrodestra fecero circa l'arrivo ormai dato per certo dei soldi per l'autostrada.

Era il 3 agosto scorso e una nota della Presidenza della Regione informava che il Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica, presieduto da Berlusconi, aveva approvato quattro punti che erano entrati a far parte di un unico provvedimento: lo sblocco delle risorse FAS del Molise - per 407 milioni di euro – per finanziare PIT, PISU, PAI, interventi per la sicurezza, sociale e territoriale, servizi alla comunità, aiuti alle imprese; il finanziamento della ricostruzione dopo il terremoto del 2002, per 346 milioni di euro; il risarcimento dei danni conseguenti alle calamità naturali di origine meteorologica (alluvione, fulmini, frane) per 40 milioni di euro; il finanziamento di 200 milioni per il primo lotto della Termoli-S.Vittore (ai quali si sarebbero dovuti aggiungere 350 milioni provenienti dal Fondo Infrastrutture dell'allora Ministro Matteoli). Al di là dell'incongruenza delle cifre (200 + 350 = 550), l'annuncio dei vertici della Regione provocò qualche perplessità già allora. Adesso arriva la denuncia di Paolo Di Laura Frattura che richiama il verbale dell'ultima riunione del CIPE (per leggerlo clicca qui) nel quale della Termoli-San Vittore non vi sarebbe più traccia. Scomparsa - segnala Frattura - dall'elenco delle "Opere strategiche". Un'opera dunque cancellata? Secondo il consigliere regionale di centrosinistra, rivale di Iorio alle ultime elezioni regionali, la questione è chiara: Iorio e i suoi amici del vecchio governo avrebbero venduto chiacchiere. Ha ragione Frattura? O la questione è diversa. In effetti leggendo il verbale del CIPE della Termoli-San Vittore o meglio della San Vittore-Campobasso non vi è traccia. Per i più accaniti critici di Iorio la questione è chiara. Per quelli meno critici c'è almeno un dubbio. D'altronde si torna a discutere dell'effettiva utilità di questa arteria per il traffico interregionale. Infatti è chiaro che,come stanno le cose e con i chiari di luna che sta vivendo l'Italia, se mai si riuscisse a realizzarlo, solo il primo tratto potrebbe al limite vedere la luce. Ma fermandosi a Campobasso, non collegherebbe il Tirreno con l'Adriatico né Roma con con la costa orientale italiana e quindi non sarebbe per nulla strategica. Perché allora un governo come quello che chiede "lacrime e sangue" agli italiani dovrebbe spendere un miliardo e qualche centinaio di milioni di euro per una autostrada che non è "strategica"? Insomma, le incertezze sono ancora tante. Ma in questa storia una certezza c'è senz'altro: si chiama "Autostrada del Molise S.p.a" ed è la società mista pubblico-privato costituita proprio per gestire tutta questa operazione. Ha un consiglio di amministrazione, un collegio dei revisori dei conti, collaboratori, insomma una struttura che costa. E già la sua costituzione, secondo quanto denunciato da Michele Petraroia, era costata ai contribuenti molisani 1,5 milioni di euro, la quota versata per la partecipazione regionale sborsata da Finmolise (il capitale sociale complessivo è di 3 milioni di euro).

Impegno che la giunta regionale deliberò con un proprio atto approvato addirittura il giorno di San Silvestro del 2007, subentrando qualche mese dopo a Finmolise negli obblighi di partecipazione alla S.p.a. Quando la società fu costituita il 18 gennaio 2008 si dovette procedere alla nomina dei componenti del consiglio di amministrazione e del collegio sindacale. E questi furono i prescelti come risulta dai verbali: "in quota alla Regione Molise il Dott. Sergio Vento designato Presidente, l’Ing. Alfredo Bajo quale Amministratore Delegato in quota ANAS più i componenti del CdA  Avv. Umberto Colalillo, Dott. Gaetano Di Niro, Dott. Settimio Nucci oltre per il Collegio Sindacale Dott. Carmine D’Abate, Presidente, e Dott. Riccardo Tiscini e Dott. Franco Mancini quali componenti". Sergio Vento fu nominato presidente, Alfredo Bajo amministratore delegato. Poi Vento, ex ambasciatore alle Nazioni Unite e negli Stati Uniti, amico di Iorio, si è dimesso. Nel frattempo sono cambiati anche diversi componenti. Alcuni sono andati via, altri - come Alberto Montano, attuale presidente del Consiglio comunale di Termoli, già sindaco della città, esponente del Pdl - sono arrivati. Oggi il Consiglio di amministrazione, da quanto risulta dal sito dell'Anas, è presieduto da Enzo Di Grezia, già sindaco di Campobasso, già dirigente della Regione Molise. L'Amministratore delegato dal 14 luglio scorso è Michele Minenna. Gli altri tre consiglieri di amministrazione sono Umberto Colalillo, docente universitario, amministrativista di primo piano e difensore di fiducia di Iorio oltre che consulente della Regione, Settimio Nucci (questi due sono "sopravvissuti" rispetto alla prima nomina di tre anni fa) e il già citato Alberto Montano. Il collegio sindacale in carica per il triennio 2011-2013 è formato dal presidente Carmine Franco D'Abate, dai due sindaci effettivi Francesco Mancini, avvocato campobassano, già candidato per Forza Italia alle politiche negli anni '90, avvicinatosi alla Margherita qualche anno fa e tornato ora a gravitare nel centrodestra, e Riccardo Tiscini. I due sindaci supplenti sono Giulia De Martino e Cristian Lombardozzi, quest'ultimo giovane professionista isernino figlio del consigliere comunale del PDL di Isernia, Giuseppe (per leggere i dettagli clicca qui).

Da altromolise.it

Campobasso 9 dicembre 2011

 

                                    

  

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