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Regione

 

Vitalizi a mogli, figli e persino genitori degli ex.
Uno scherzetto che costa 3,5 milioni di euro l'anno. E sono solo gli stipendi degli ex...

 

Partono da 1.700 euro e superano anche i 4200 euro netti al mese, quelli attuali, possono essere erogati al compimento del 55mo anno di  eta' e sono reversibili per coniugi, figli ed anche per i genitori.



Sono i vitalizi previsti per i consiglieri regionali del Molise che hanno cessato l'attività politica. Una sola legislatura di cinque anni e si ha diritto ad una  cospicua indennità per la vecchiaia (almeno 2500 euro al mese), grazie alla  legge del 1995, simile a quella dei parlamentari. Ogni anno la regione spende  per i già consiglieri circa 3,5 milioni di euro. Una cifra che aumenta ad ogni elezione, a causa del forte ricambio degli eletti. Per cofinanziare il fondo di  previdenza dei consiglieri della Regione Molise ogni iscritto versa il 22% della indennità mensile lorda. Per avere diritto al vitalizio bisogna versare almeno  60 rate, anche con contribuzione volontaria in caso di fine anticipata della  legislatura.
 
In caso di inabilità al lavoro o di decesso accorsi durante il mandato, viene meno il numero minimo di versamenti. L'assegno si riscuote, di  norma, a 60 anni compiuti, ma con una piccola penalizzazione si può chiedere anche l'anticipo di cinque anni. Con una sola legislatura si ottiene il 30%  dell'indennità mensile lorda (quella base e' pari a 7800 euro al mese, circa 12  mila euro per i presidenti di Giunta e Consiglio), fino ad un massimo del 60%  con 16 anni di contribuzione. Un capitolo speciale i legislatori, ovvero i  consiglieri regionali in carica all'epoca, lo hanno riservato alla reversibilità, ovvero alla possibilità di assegnare l'assegno mensile anche ai  familiari, in caso di decesso del titolare. Così che diventano titolari del 50%  del vitalizio "il coniuge; i figli legittimi o legittimati finché minorenni;  gli affiliati, in mancanza dei figli, finché minorenni; i figli o, in mancanza, gli affiliati purché studenti sino al compimento del ventesimo anno di età, o  inabili al lavoro in modo permanente che convivevano a carico dell'ex consigliere e che versino in particolari condizioni di bisogno, accertate  dall'Ufficio di presidenza. 

Qualora non sopravvivano ne' il coniuge ne' i figli o affiliati aventi diritto, l'assegno spetta al padre del gia' consigliere o, in  mancanza, alla madre, purché siano di età superiore a 60 anni o inabili a  proficuo lavoro". In base alle maglie "larghe" della legge, il "Settimanale del Molise" ha calcolato che esiste la possibilita' teorica che un assegno vitalizio  sia pagato per anche 50 anni, a fronte di versamenti minimi. La norma prevede un  solo sbarramento, anche se temporaneo: l'assegno sarà sospeso nel caso si venga eletti al Parlamento italiano o europeo. Una volta terminato il mandato  l'erogazione sarà ripristinata regolarmente, ovviamente cumulata all'altro  vitalizio maturato.

di  primapaginamolise.it

Campobasso, li 6 dicembre 2011

 

 

 

 

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