Nota per
i molisani e per gli elettori della provincia di Isernia:
si tratta di una “provocazione”, ma potrebbe essere considerata come l’inizio
di una discussione aperta, allo scopo di individuare le soluzioni per una
ripresa di un’azione politica più adeguata alle esigenze del territorio e della
“gente”.
In tal senso, propongo di
diffonderla e di arricchirla di altri suggerimenti e proposte. In ogni caso:
non perdiamoci di vista.
Ai neo consiglieri di Centro-Sinistra
al Comune di Isernia
Marcello Veneziale, Maria Teresa D’Achile, Luciano Sposato, Michele Antenucci, Celestino
Sassi, Cosmo Tedeschi, Edmondo Angelaccio
Carissimi,
dopo il travolgente plebiscito di popolo che ha riconfermato il governo
cittadino di Centro-Destra, si pone l’ovvia domanda: che fare?
Intanto, e per prima cosa, occorre prendere atto che il Centro Destra ha
stravinto. Ma fino a questo punto ci arriva anche il più sprovveduto fra noi.
Quello che occorre capire è che, se questo è il vento che tira, il Centro Destra
governerà Isernia a dir poco per i prossimi trent’anni.
Occorre che il Centro-Sinistra si rassegni: gli isernini non lo vogliono. Gli
isernini votano Destra perché vogliono destra.
Perché? Perché la Destra, nel bene e nel male, esiste.
La Sinistra no. La Sinistra, è un’illusione dei sensi, un’aspirazione, una suggestione onirica.
Il voto dei cittadini va rispettato e va rispettato fino in fondo. Hanno
stravinto e devono governare da soli, senza la copertura di una microscopica e
perciò inutile opposizione.
D’altra
parte, se è vero che non esiste una Sinistra (o un Centro Sinistra), esiste una
sparuta minoranza di cittadini di Sinistra alla quale (e sarebbe ora) dovreste
cominciare a rendere conto di ciò che fate.
Il sindaco Melogli non ha governato bene, ma benissimo, e sapete perché? Perchè
ha rispettato il suo elettorato; ha fatto ciò che il popolo di Destra gli
chiedeva di fare: ha cementificato la città.
In campagna elettorale voi avete imprecato contro l’Amministrazione Comunale uscente
non perché ha cementificato la città, ma perché quella cementificazione avreste
voluto farla voi. Il vostro progetto politico, se ne avete uno, è perfettamente
identico a quello della Destra. Ma è una fotocopia, e come ogni fotocopia è
meno bella dell’originale.
I rappresentanti di Centro-Sinistra della precedente Amministrazione non hanno
saputo far altro che scimmiottare la Destra che governava, credendo di far
fessi gli elettori di Destra. I quali, proprio perché fessi non sono, si sono
detti: “ma
perchè dovremmo votare per i falsari, per la fotocopia, quando abbiamo la
Destra Doc e ben griffata, l’originale?”.
Ma non è tutto. In alcuni casi, quel governo di Destra è stato addirittura
scavalcato a Destra dall’opposizione di “Sinistra”. Quando Melogli ha timidamente tentato di bloccare
il traffico automobilistico nel Centro Storico, è stato aggredito dai
rappresentanti del Centro Sinistra (???), i quali, pur di accattivarsi il voto
di qualche bottegaio, volevano che le auto andassero a parcheggiare davanti ai
negozi. Il povero Melogli, (di Destra???) quasi piangeva: “Ma che altro volete? Mi avete
chiesto di mantenere il parcheggio in quella piazza e ve l’ho mantenuto; avete voluto che
le macchine entrassero in quella strada e vi ho dato il consenso. Adesso, un
pezzettino di Centro Storico lo posso restituire ai pedoni o no?”.
Roba da film horror.
Tutta la differenza fra Destra e Sinistra è consistita nello “scontro” sulle mattonelle di corso
Marcelli: una le voleva verde melange e l’altra giallo ocra. Tutto qui.
La Destra ha governato benissimo, e la “Sinistra” si è rosa il fegato perchè quelle cose avrebe voluto
farle essa. Ma erano cose di Destra! Non occorre la Sinistra per fare la Villa
intestata a Giustino D’Uva o per ripristinatre il palazzo Iadopi o
restaurare il vecchio Macello. Bastano i soldi che arrivano da Campobasso o da
Roma.
Il popolo di
Sinistra vuole altre cose, cose che la Destra non può dare.
Intanto non vi sfuggirà il fatto che che da oggi in poi, e per i prossimi
cinque anni almeno -se tutto va bene- il vostro ruolo nel Consiglio Comunale
sarà esattamente quello delle comparse al cinematografo. Mezze figure e contro
figure. Scartine. La maggioranza di Destra è così schiacciante per cui non
avrete la benchè minima possibilità di modificare le sue scelte. Potrete (forse
e se ve lo consentono) esprimere qualche sommesso e impacciato parere, ma nulla
di più. E sapete una cosa? Sono talmente tanti e talmente forti che nemmeno
inveiranno su di voi. Questo sarà il più grave insulto che sarà arrecato alla
vostra dignità: non sarete nemmeno degnati di essere considerati avversari, e
di voi diranno: “poverini, che pena ci fanno”.
Che ci state a fare?
Parliamoci chiaro: da domani in poi, non potrete far altro che scaldare le
poltrone di Palazzo San Francesco, con l’aggravante
(il danno e la beffa) che qualcuno potrà pensare che lo fate per interessi
vostri personali.
Vi rivolgo un appello accorato: dimettetevi (non parlo di Aventino, dico
dimettetevi, autolicenziatevi, tornate a casa). Fate un atto di coraggio, uno
scatto di orgoglio politico e personale. E’ un
atto di rispetto dovuto al vostro elettorato frustrato ed avvilito. Mai come in
questo caso vale il detto: “Tutto è
perduto fuorchè l’onore”.
Chi lo ha detto che l’azione politica debba
svolgersi solo dentro le ovattate mura del Palazzo? Se volete, liberi dall’ingombrante ed umiliate “incarico” di Consiglieri, nessuno vi impedirà di fare politica.
Ma fra la gente, finalmente, e non più comodamente seduti sulle poltrone del
Palazzo.
Riaprite le sezioni dei partiti, ricominciate a parlare con il popolo,
ricominciate a costruire un progetto alternativo (è possibile ed è necessario).
Ricominciate a fare volantinaggio davanti alle scuole, davanti alle parrocchie,
davanti alle case, davanti ai luoghi di lavoro.
Fatevi vedere! Per cinque anni nessuno ha mai visto i volti dei rappresentanti
del Centro Sinistra. Nessuno (tranne parenti ed amici) li conosceva.
Ve ne siete accorti che i vostri avversari detengono tutto intero il monopolio
dell’informazione a Isernia e in
Molise?
Se non avete i soldi per fare un quotidiano (non pretendo una emittente
televisiva, almeno una, contro le decine possedute dalla Destra), cominciate a
fare volantini, chat line, E. Mail, Blog ecc. ecc.
Autotassiamoci!
Ma per favore, cominciate a parlare con la gente e, soprattutto col popolo di
Sinistra. Un popolo diverso, un popolo forse un po’ sognatore. Insomma: un popolo che non vive di solo pane.
Ditela, almeno una volta ogni cinque anni, qualcosa di Sinistra o, in
subordine, qualcosa di Centro Sinistra!
Basta con le decisioni di vertice fra pochi notabili. Fra poco resterete soli
come salami appesi al tronco di un albero che voi stessi avete segato.
Se si rivotasse oggi non prendereste nemmeno i voti dei vostri parenti intimi,
figli, mogli e mariti compresi.
Vogliamo confrontarci con voi, vogliamo esporre le nostre idee, vogliamo
co-decidere.
Vogliano parlare dei problemi veri!!!
Voi non potete più fare politica (sempre che le scadentissime campagne
elettorali viste negli ultimi tempi si possono chiamare politica) per tre
giorni ogni cinque anni.
Questa del 2007 è stata una campagna elettorale insipida, sciapìta e a volte
tetra e funerea.
E poi? Poi, fino al 2013 chi vi vede più? Dove siete? Che fate? Chi siete? Boh.
Vi prego, sforzatevi di capire che col popolo di Sinistra questi metodi non
attaccano. Il popolo di Sinistra è buono e caro, ma ha un brutto difetto: il
cervello non lo manderà mai all’ammasso.
Voi pensate di vincere le elezioni facendo “politica” tre giorni al quinquennio esponendo le vostre gentili
sembianze sui manifesti. Intanto la Destra ha i suoi canali e sono canali
attivi, funzionanti, efficaci, pervasivi ecc. ecc. ecc. e, soprattutto, sono
attivi ventiquattr’ore su ventiquattro e
trecentosessantacinque giorni su trecentosessantacinque.
Il suo elettorato, la Destra se lo coccola, lo coltiva tutti i santi giorni con
cura e con amore: lo annaffia, lo concima, lo protegge dalle intemperie. Poi
raccoglie i frutti.
E grazie al…
Avete raffazzonato liste di illustri militi ignoti che si sono visti solo ed
esclusivamenbte il giorno prima del voto. Non si conoscono fra loro, non hanno
nulla da dirsi, nessuna idea da scambiarsi.
Ma dove volete andare?
E con quali idee?
Avete mai pensato che l’Isernia del 2030 sarà quella
che si sta progettando oggi?
Sarà un carnaio con tanto di smog, di stress, di furti, di scippi, di rapine,
di colonne di macchine guidate da nevrotici imbottiti di cocaina e di alcol;
cresceranno gli infarti, i cancri al polmone, e via imitando le grandi
metropoli. Migliaia di persone abbandoneranno i piccoli comuni limitrofi (che
scompariranno senza che nessuno si accorga del grande patrimonio perduto) e
verranno ad insediarsi ad Isernia. Nel dormitorio di Isernia.
Questa e l’Isernia che sta costruendo
il governo di Centro Destra, in totale ed assoluta libertà, senza neanche
essere contrastata da una parvenza di opposizione.
E la cultura? Ma lo sapete che ad Isernia si celebra la giornata del
futurismo?! Sì, quel futurismo alla Marinetti che inneggiava alla guerra come
benefica e purificatrice.
Dove era la Sinistra quando si varavano quei provvedimenti? Ha protestato, si è
opposta? E chi se n’è accorto?
Mentre Isernia si sbraccia per rivendicare la paternità di uno fra i personaggi
più importanti della Storia, Celestino V, i giovani isernini ne ignorano l’esistenza. L’opposizione
ha mai chiesto conto alla vecchia Aministrazione di queste “dimenticanze?”.
Si ciancia tutti i giorni dei giovani e dei loro problemi.
Ma la Sinistra e il Centro Sinistra non hanno mai pensato ad un luogo di
aggregazione serio, ad esempio un circolo culturale in cui si possano fare
conferenze e dibattiti che so, sulla rivoluzione francese (se proprio vi
ripugna quella sovietica), sul Risorgimento, sul cinema, sul teatro, su
Pirandello, sulla storia dei Romani, dei Sanniti, su Giuseppe di Vittorio, su
Gramsci, sui fratelli Rosselli, sulla resistenza, sui bombardamenti del 43 (chi
ha paura di parlare delle stragi compiute dagli americani?), su Piazza Fontana,
sulla morte del commissario Calabresi (e, se non chiedo troppo, sul volo dell’anarchico Pinelli dal quarto piano della questura di
Milano), su Tangentopoli, sulle caste dei politici che succhiano milioni e
milioni di euro ai cittadini ecc.ecc.ecc.
Insomma, basta con questo funereo torpore. Se ci siete, bussate un colpo.
Se proprio non potete darci pane e companatico, almeno fateci sognare.
Il popolo di sinistra si accontenta di poco: un po’ di cultura, un po’ di
buon gusto, una spruzzata di democrazia, un tantino di trasparenza e qualche
barlume di onestà. Punto e basta.
Ma queste piccole cose potrete farle solo se non cadete nella trappola dalle
poltrone del Palazzo. Lì dentro, se tutto va bene, svolgerete il ruolo di
ospiti tollerati. Di fatto sarete ostaggi della Destra, che vi userà come
comoda copertura lasciando intendere che a Palazzo San Francesco c’è l’opposizione e, quindi, la
democrazia. Non è così, sarà una dittatura bianco-nera che regnerà
incontrastata.
Che fare? Occorre operare un salto di qualità, un qualcosa che vada al di là
della tradizionale prassi politica, un comportamento di rottura. Occorre, da
parte vostra, un atto di umiltà, che è contemporaneamente un atto di coraggio.
Prendete atto che una opposizione così microscopica, in un Consiglio Comunale
così sbilanciato, con la migliore volontà possibile, è destinata solo ad essere
mortificata.
Andatevene. Tornate a casa. Dimettetevi.
Coraggio!
Pensate: se ne parlerà su tutti i giornali, ne parlerà anche Al Jazeira, e con
un pizzico di fortuna potreste anche essere intervistati da Bruno Vespa.
Che volete di più dalla vita?
Confidando nel vostro buon senso, vi saluto affettuosamente.
Antonio Grano -
Macchia d'Isernia