Politica
Il
Regno è ancora
di Re Michele Iorio
Il
Molise è una regione che raramente balza agli onori della cronaca nazionale, nel
senso più ampio del termine. Anzi quasi mai ci capita, venendo da sempre
accreditata come un'isola felice. Ma negli ultimi dodici mesi si è abbattuto su
questa tranquilla e silenziosa terra un ciclone: Vinicio D'Ambrosio. Con il suo
libro "Il Regno del Molise. Sprechi, scandali e inchieste giudiziarie
nell'Isola felice governata da Michele Iorio", giunto alla quarta
edizione, ha in qualche modo interrotto il sonno e i sogni di tanti
cittadini/elettori che da troppo tempo hanno delegato il proprio futuro ad
amministratori regionali che hanno fatto della mala politica e della mala
amministrazione la propria bandiera. Lo abbiamo intervistato per parlare
dell'ultima manovra finanziaria della Regione, della sanità, della magistratura
molisana, ma anche di come ci si senta a vivere per un anno sotto i riflettori
della critica.
D'Ambrosio, in meno di un anno siamo giunti alla quarta edizione del suo
libro "Il Regno del Molise". Come si sente a vivere sotto i
riflettori? Ci fa un primo bilancio?
Un bilancio sicuramente positivo, più che lusinghiero per quanto mi riguarda,
dato che il libro è stato recensito a livello nazionale su quotidiani come
Repubblica, l'Unità, Liberal e su periodici come la
Voce delle Voci. Ho avuto modo di presentarlo in diversi comuni della regione,
mentre a metà settembre sarò a Potenza su invito dell'associazione culturale Decander. La cosa curiosa è che in Molise, all'infuori di
alcune eccezioni, da parte dei media non ci sono state recensioni, analisi,
critiche rispetto al contenuto del libro. Questo perché c'è un controllo quasi
assoluto degli organi di informazione da parte di Michele Iorio. In buona
sostanza, non parlandone si è cercato di svilire la portata del mio lavoro. C'è
stato poi anche qualche tentativo di attacco sul piano personale di cui i
responsabili risponderanno in sede giudiziaria.
A distanza di un anno Lei ritiene che il suo libro sia ancora attuale oppure
pensa che abbia bisogno di qualche aggiornamento?
Il contenuto del mio libro è decisamente attuale. La conferma viene dalla
stessa amministrazione regionale, che ha appena messo in campo delle misure di
razionalizzazione della spesa per ridurre, seppure parzialmente, gli sprechi
perpetrati in questi anni. Sprechi e veri e propri scandali troppo spesso sottovalutati,
che io ho descritto nel libro con chiarezza e precisione. Chi l'ha letto si
rende conto che buona parte della manovra riguarda proprio il taglio degli
sprechi che ho denunciato con documenti e circostanze materiali.
Possiamo dire che è stato anticipatore e, forse, senza esagerare, buon profeta
delle conseguenze del mal costume dei nostri amministratori?
Ho solo fatto un lavoro di ricerca e di elaborazione di atti, documenti
ufficiali, dati numerici, indagini giudiziarie, evidenziando cosa, a mio
giudizio, non andava. In Molise c'è un sistema clientelare diffuso, esaltato
dalla ristrettezza demografica della regione. Oggi "lor
signori" si vedono costretti a tagliare parte delle spese improduttive
finalizzate solo ad acquisire consenso. Veri e propri sprechi che riguardano il
costo della politica, le consulenze, i contratti di collaborazione, gli
apparati politici e amministrativi, il numero dei dirigenti, la soppressione
delle commissioni consiliari speciali. Quest'ultime, assolutamente inutili e istituite
per accontentare, con personale, indennità e prebende, i consiglieri regionali
di maggioranza rimasti senza incarico. Possibile, tanto per fare un esempio,
che ci sia ancora una commissione sull'influenza suina? Sappiamo tutti come è
finita, a livello nazionale, la storia della "bufala" dell'influenza
A, con centinaia di milioni di euro spesi per un vaccino rimasto inutilizzato.
Figurarsi i consiglieri della nostra regione che discettano di aviaria! Non si
è a conoscenza di un solo documento prodotto dalla commissione in tanti mesi.
Come giudica, quindi, la manovra economica finanziaria varata dalla Regione:
tagli veri o ingannevoli?
Intanto bisogna dire che Michele Iorio, dopo essersi beccato del
"cialtrone" al pari di altri amministratori meridionali da parte del
ministro dell'economia Tremonti, in presenza di una forte riduzione dei
trasferimenti statali non poteva non avviare una manovra correttiva. Tagli che
non possono incidere in profondità per due ordini di fattori: 1) non sono
dovuti ad un'impostazione di sana e corretta gestione nell'interesse della
collettività ma esclusivamente al taglio dei trasferimenti da parte del governo
centrale; 2) Iorio deve comunque preservare le sue modalità di gestione
clientelare dato che il prossimo anno ci saranno le elezioni per il rinnovo del
Consiglio regionale. Inoltre bisogna aggiungere che c'è stato un ritardo
inspiegabile nella pubblicazione sul bollettino ufficiale della Regione della
relativa legge.
Perché questo ritardo?
L'interpretazione più ovvia è quella che il ritardo abbia consentito al
presidente, agli assessori, ai consiglieri di continuare a percepire per
l'intero mese di agosto i soliti compensi e prebende. C'è qualche spunto da
approfondire contenuto in questa manovra? Va approfondita l'ammissione,
contenuta nel provvedimento, del fatto che la società per l'informatica, la
Molise Dati Spa, non sia una società in house della Regione. Nelle misure per
il contenimento della spesa pubblica è previsto che la Giunta regionale possa
procedere all'acquisizione "per completarne la configurazione di società
in house providing" della totalità delle quote
dai privati oppure di cedere a terzi la sua partecipazione in toto. Ora, se la
società non è mai stata in house sono, di conseguenza, ipotizzabili possibili
profili di responsabilità degli amministratori e l'annullabilità delle
assunzioni, forniture, servizi, appalti posti in essere in tutti questi anni
per decine, o meglio, centinaia di milioni di euro? A chi di dovere la
risposta.
Questa sua ultima riflessione costituisce un monito per la magistratura
molisana. Anche essa è forse dormiente?
Nel libro ho scritto che, a volte, si ha l'impressione che talune Procure e
magistrature voltino le spalle per non guardare. Eppure la questione morale riguarda
tutti i cittadini, anche i magistrati. E invece, in un'apparente, tranquillità,
sembra che tutto proceda per il meglio. Chi osa chiedere se sia possibile che
non esistano controlli, che non si facciano verifiche di fronte all'utilizzo
dei fondi pubblici, che non si sappia quante decine di milioni di euro costano
annualmente gli enti sub-regionali, viene visto come un fastidioso
rompiscatole. Oggi si ha come la sensazione di una strategia di Iorio per
coprirsi le spalle con la nomina di grossi, ma anche meno grossi, calibri a
livello giudiziario e di organi inquirenti, a partire dal caso eclatante della
nomina di Nicola Passarelli, ex presidente della
Corte d'Appello di Campobasso, come assessore esterno alla Sanità, per finire
alla nomina contemporanea dell'ex procuratore capo della Corte dei conti del
Molise, Giuseppe Grasso, e di un generale della Guardia di Finanza in una
commissione di gara. Ma ci sono tanti altri esempi. Sanità: deficit altissimo,
Regione commissariata, molte critiche, tante proteste, fiumi di parole … Non
sto qui a ricordare gli errori e i favoritismi nella gestione della sanità
regionale. Ricordo solo l'istituzione di un reparto di neurofisiopatologia
presso l'ospedale di Isernia, diretta dal fratello di Michele Iorio, Nicola. È
un caso unico in Italia, e probabilmente al mondo. Perché non esiste in alcun
ospedale una unità di neurofisiopatologia senza che
sia connessa a un reparto di neurologia, di cui è una branca, o di
neurochirurgia. L'ospedale di Isernia non ha né neurologia né neurochirurgia.
Infine: nel momento in cui si va verso la riduzione drastica dei fondi e il
taglio dei posti letto nei nosocomi regionali, e inoltre si parla sempre più
spesso della soppressione degli ospedali di Venafro, Agnone e Larino, cosa ti
fa l'Azienda sanitaria regionale? Un avviso, nel quale si spiega che per la
realizzazione dei progetti di ricerca scientifica – un inciso, sfido a trovare
qualcuno che abbia mai sentito parlare di ricerca scientifica da parte dell'Asrem – intende procedere alla costituzione di una
"long list". Espressione per dire che vuole
avere un elenco di consulenti esterni a cui conferire incarichi di
collaborazione. Da una parte si tagliano i posti letto e dall'altra parte si
pensa ancora di procedere all'assunzione di consulenti.
Per chiudere. È vero che Iorio ha l'abitudine di tenere per sé documenti e atti
che pure dovrebbe mettere a disposizione di ministeri superiori e organi
inquirenti?
Diciamo che c'è questa cattiva abitudine del presidente Iorio di non fornire, e
non solo alla pubblica opinione, documenti, informazioni, chiarimenti. Ad
esempio il 19 maggio 2010 si è saputo che Iorio non ha mai trasmesso ai
ministeri dell'Economia e della Salute una delibera di Giunta regionale del
giugno 2008 comportante oneri di spesa per decine di milioni di euro. Poi, per
ben tre volte, in tre anni, la Sezione regionale di controllo della Corte dei
conti del Molise ha chiesto, con distinte deliberazioni, informazioni ed
elementi conoscitivi alla Giunta regionale sui derivati finanziari contratti
dall'ente per ben 258 milioni di euro. È stata anche interessata la procura
della stessa Corte. Inutilmente. Il comportamento omissivo della Regione
persiste. E il bello, si fa per dire, è che ciò non viene sanzionato e non
vengono presi ulteriori provvedimenti e avviati accertamenti.
di Alessandro Corroppoli da giurochenonloscrivo.it
Campobasso, 13 Settembre
2010