Politica
I TRASFORMISMI NON APPARTENGONO AL PD
Abbiamo appreso dalla stampa la notizia dell’addio di Francesco di Falco
al centro-sinistra ed il suo ingresso non nel PDL, ma alla corte di
Michele Iorio.
Subito dopo Nicola Cavaliere anche Francesco Di Falco
rinnega il ruolo dei partiti in generale, il suo impegno per la costruzione di
un partito nuovo e plurale, per sposare la causa del “partito di un
leader”.
Qualcuno imputerà al Partito Democratico l’incapacità oramai di avere
“vis actrattiva”, altri si divertiranno a teorizzare l’esistenza di patti
scellerati con Iorio o chissà che altro ancora.
Crediamo, invece e più semplicemente, di vivere un momento storico di profonda
crisi della politica, dei partiti e della società, in cui regnano cinismo e
disincanto.
I vari Scarabeo, Cavaliere e Di Falco sono espressione di questi tempi:
uomini troppo presi dalla gestione quotidiana, incapaci di vivere l’impegno politico
con disinteresse e autentica tensione morale. Hanno privilegiato
l’utilitarismo, la c.d politica del fare (… ma non dicono mai cosa), alle
scelte valoriali.
E’ successo già altre volte in passato, anche in tempi recenti, a destra come a
sinistra, - basta pensare alla vicenda di Remo Grande alla Provincia di
Campobasso- ma è desolante la sensazione che si prova a vedere il vuoto, prima
di tutto ideale e culturale, di certe operazioni. Sembra che nulla più abbia un
senso e che tutto sia possibile in una liquidità nebulosa, il c.d. FARE, che
tutto avvolge e travolge.
Viene da sorridere ai paroloni pretestuosi utilizzati per giustificare il
classico cambio di casacca: continuità istituzionale, architettura valoriale,
valori moderati, ma in realtà siamo presenti semplicemente di fronte ad
operazioni trasformiste, funzionali a legare la politica ai propri interessi
personali o alle convenienze del momento.
Si tratta di comportamenti inaccettabili che il Partito democratico non può
tollerare e dai quali prende nettamente le distanze.
Il PD è nato per cambiare il paese e il nostro impegno è rimettere al centro
della nostra azione l’idea di una politica bella, pulita, intensa, in grado di
appassionare ed emozionare, ma capace anche di mettere in campo progettualità
concreta e cambiamenti che migliorino il nostro paese.
Ci sarà pure un eccesso di dialettica e di parole, ma restiamo dell’idea
che a volte anche le parole servono e pesano più di altro. Così come contano i
comportamenti personali, il rispetto dell’elettorato e della volontà
popolare che elegge i propri rappresentanti certamente perchè “facciano”,
ma coerentemente all’interno dello schieramento e del progetto per il quale si
sono candidati .
E nel progetto e nel profilo identitario del Partito Democratico resta
irrinunciabile la sua alternatività al centro-destra regionale e nazionale.
Annamaria Macchiarola ( segretario regionale
PD)
Danilo Leva ( vice-segretario regionale PD)
Campobasso, 2 ottobre 2008