indietro

 

Politica

 

 

IL PARTITO DEI SALTAFOSSI

 

Dopo Scarabeo, Cavaliere…..di Falco. Si allunga la lista dei saltafossi, di coloro che lasciano il PD ed approdano alla corte di Michele Iorio.

 

Non poteva che essere così. Iorio è il capo indiscusso di questa allegra brigata. Iorio, insieme a Ruta, Patriciello, De Camillis, è stato colui che per primo in Italia ha inaugurato la stagione dei ribaltoni. Correva l’anno 1998.
Confesso che di fronte a questi fenomeni non sono meravigliato. Sono indignato. Scusate il bisticcio di parole, sono indignato della mancata indignazione della società molisana di fronte a fenomeni di siffatta volgarità. Una società incapace di indignarsi, incapace di esprimere pubblicamente disprezzo nei confronti di chi  ha la pretesa di rappresentarla in questo modo, è  una società morta. Scomodare addirittura il Padreterno, l’essere cristiani, cattolici, “l’architettura valoriale”, per giustificare queste miserie umane, è davvero troppo. Cosa hanno a che fare questi saltimbanchi con quella “nuova generazione di laici cristiani impegnati in politica, capaci di cercare con competenza e rigore morale”, invocata da Papa Ratzinger, per risolvere i problemi di questa società?
Siamo ormai in presenza di una mutazione genetica della politica, di un cancro che, se non estirpato rapidamente, comporta la fine dell’intero organismo (la società). Eppure ci sono, sono presenti in questa società energie pulite. Esse hanno il dovere di venire allo scoperto, di trovare la voglia ed il coraggio di un impegno diretto. Di provare ad azzerare una “casta” che usa la politica per risolvere i propri problemi.
Alla luce di quanto sta accadendo la stessa penosa e gravissima vicenda della Provincia assume connotati diversi. Annamaria Macchiarola, sebbene tardivamente, ha il dovere di prendere atto che lo scenario del 14 ottobre 2007 è radicalmente cambiato. Ha il dovere di assumersi le proprie responsabilità ed attivare le procedure per indire nuove primarie, subito
.                                                                                              



Domenico Di Lisa


Campobasso, 2 ottobre 2008

indietro