Politica
Uniti
si, ambigui e confusi no!
Il 16
giugno ho partecipato a Campobasso alla Conferenza stampa di presentazione
della Federazione della Sinistra. Un primo passo, importante anche in Molise,
di un processo unitario di tutte le forze comuniste, anticapitaliste,
ecologiste, antagoniste e libertarie.
Nel corso della conferenza stampa si è
evidenziato come
Né comunista né di sinistra. Tanto meno è un cartello elettorale.
Il leader dell'Italia dei Valori potrebbe guidare una ampia coalizione,
unitaria e plurale, che certamente sconfiggerebbe questo centrodestra delle
clientele e del malaffare". Affrettate perché in questo modo si cerca di
non alimentare un reale processo di aggregazione di tutte le culture critiche
presenti nella nostra Regione, ma affrettate anche perché non si prende
realmente in considerazione il nefasto comportamento di Di
Pietro e dell'Idv in Molise che in più di un
occasione è stato ed è inciucista con il sistema di
potere di Michele Iorio. La crisi economica, oltre ad approfondirsi costringe
chi non si propone di metterne in discussione la natura strutturale, a fare
proprie le politiche monetariste e liberiste dell'Unione Europea e della Banca
Centrale.
E' così che in Italia governo e centrosinistra si accapigliano su tutto tranne
che sul punto più importante: i sacrifici. Possono litigare sui tempi e sui
modi, su questo o quel dettaglio, ma non sulla necessità di enormi tagli per
salvare il sistema economico e per soddisfare gli appetiti del capitale
speculativo. Tutto questo è destinato a produrre una macelleria sociale.
Con un'opposizione parlamentare incapace di contestare le scelte di fondo
capitalistiche, che invece vengono addirittura assunte come base per criticare
il governo e per richiamarlo ad una maggiore coerenza con esse, i tagli
draconiani sono destinati a produrre malcontento e sofferenze di ogni tipo, ma
non una resistenza capace di accumulare forze e di preparare una alternativa.
In questo contesto i sentimenti di egoismo sociale, le guerre fra poveri e la
distanza dalla politica, comunque declinata nel bipolarismo, sono cose
destinate a crescere. Mai come oggi sarebbe necessaria una sinistra politica
unita che torni a giocare un ruolo importante sulla scena politica italiana.
Ma, a mio parere, senza chiarezza politica e programmatica l'unità è destinata
ad infrangersi, producendo nuove divisioni. Si corre il rischio che il
"ruolo importante" è destinato ad essere un ruolo comprimario nel
centrosinistra. Inoltre, la radicalità della critica al sistema capitalistico finanziarizzato, che è la causa della crisi, non può essere
un dettaglio sacrificabile sull'altare di una alleanza, in Molise, contro
Iorio. Ad esempio, in questi mesi, in Molise cosi come in tutta Italia uno
straordinario movimento si è mobilitato contro la privatizzazione dell'acqua
indicendo 3 referendum che ha visto la sottoscrizione di più di un milione di
cittadini. Una vera campagna antilberista che allude
ad un mondo radicalmente diverso. Unisce uno schieramento tanto vasto da
ricordare l'arco delle forze che organizzò il Genoa Social Forum nel luglio del
2001.
Con la stessa "potenza politica" se è vero che è riuscita a spostare
pezzi di PD, sindaci un tempo privatizzatori, a
mettere in difficoltà
O che si voglia confondere l'interesse di un ceto politico a ricavarsi uno
spazio istituzionale nel centrosinistra con gli interessi delle lotte e delle
classi subalterne. Per questo, credo, che
Infine penso, sommessamente ma con fermezza, che parlare della Federazione come
se questa avesse già unito il possibile (mentre molto resta da fare per
costruirla come vero spazio pubblico aperto ai movimenti e ai protagonisti dei
conflitti) proponendo poi l'unità a priori con il centrosinistra, è un grave
errore. Non di manovre trasversali delle correnti dei diversi partiti e non di
suggestioni unitarie senza chiarezza abbiamo bisogno. Serve una prospettiva
unitaria chiara su progetto e contenuti, a partire dalle cose che già abbiamo
insieme deciso.
Il corpo militante che in questi anni ha resistito e combattuto contro tutti e
tutto per mantenere in vita una esile speranza di alternativa, merita che il
gruppo dirigente della nascente Federazione sia chiaro sulle proposte e
sull'agire politico e che non abbia solo gli occhi rivolti verso gli
appuntamenti elettorali.
Di Italo Di
Sabato
Campobasso, 8 luglio
2010