Voler
bene al Molise
Si è svolta la manifestazione nazionale ‘Voler bene all’Italia’ che
richiama l’attenzione su una legge (nº 15, ex 1942, detta “Realacci” dal nome
del primo firmatario) che prevede misure finanziarie per il sostegno e la
valorizzazione dei Comuni con meno di 5mila abitanti.
Ci vuol poco a capire che un provvedimento mirato a “sostenere le attività economiche, sociali, ambientali e
culturali delle aree marginali” e a “tutelarne e valorizzarne il patrimonio naturale, rurale,
architettonico e storico-culturale”, può
fare molto, se non cambiare la faccia della nostra regione e quindi riveste un
valore assolutamente particolare.
Gli ultimi dati ISTAT sulla popolazione residente al 1º gennaio 2006 rilevano infatti che i Comuni molisani al di
sopra dei 5mila abitanti sono sei in provincia di Campobasso (Termoli con 31209
ab., Larino con 7208, Campomarino 6709, Montenero di Bisaccia 6667, Riccia 5613
e Guglionesi 5365) e appena due in provincia di Isernia (Venafro con 11514 ab.
e Agnone con 5628). Il conto è presto fatto: se togliamo ai nostri 136 Comuni
gli 8 citati più i 2 capoluoghi, risulterà che per la stragrande maggioranza
dei restanti 126 la Realacci potrebbe rivelarsi una manna.
I piccoli centri ad alta densità di attività
economiche e produttive (pochi purtroppo) sarebbero esclusi dalle agevolazioni
finanziarie, che verranno però riconosciute a quelli situati in zone dove
esistono difficoltà di comunicazione, significativi fenomeni di dissesto,
criticità ambientali e disoccupazione. Ad essere favoriti saranno soprattutto i
borghi che rientrano nel parametro di un cosiddetto “disagio abitativo” basato
su indici di vecchiaia, di ruralità, di terreni improduttivi, di marginalità
sociale e denatalità (la nostra è la regione meridionale col più basso tasso di
natalità: appena 1,09).
La legge ha infatti particolare riguardo per i Comuni
che registrano decrementi di popolazione rispetto al censimento del 1981, altro
parametro da record nella nostra regione. Si pensi che la densità media di
abitanti per km quadrato si aggira in Molise su 72, ma la media è bassa perché
è precipitata a quota 21 quella dei piccoli comuni, i cui registri anagrafici
sono svenati dal fenomeno della centripetizzazione che accresce il rischio
desertificazione. Si chiudono scuole, farmacie, botteghe, perfino bar. I borghi
con meno di 500 (cinquecento) anime sono ormai decine.
L’esempio più emblematico per il nome stesso è quello di
Molise, ridotta a 180 abitanti. Ma nella stessa Chiauci – capofila dell’odierna
manifestazione – di abitanti se ne contano
appena 271: erano 337 nel 1981 e tre volte in più nel 1921.
A scorrere le liste delle imminenti elezioni
amministrative, destano stupore, ammirazione e tenerezza i ben 4 candidati
sindaci e relativi 48 candidati consiglieri scesi in campo per amministrare
rispettivamente 153 cittadini a Castelpizzuto, 283 a Sant’Elena Sannita e 651 a Castellino del Biferno.
Se la memoria non c’inganna, già nella scorsa
legislatura fu presentata una proposta regionale per misure di sostegno ai
Comuni più piccoli a firma dei consiglieri Caterina, Di Domenico, Di Fabio e
Nagni.
E’ finita
nel dimenticatoio ma la situazione si aggrava di giorno in giorno ed è dunque
tempo che, da occasioni come quella odierna in cui si esorta a “Voler bene all’Italia”, le forze politiche regionali e nazionali ricevano un
messaggio forte che scuota l’inerzia
e l’indifferenza dinanzi all’agonia di tante antiche realtà che, oltre all’insostituibile ruolo di coesione sociale, di presidio e cura
del territorio, rischiano di perdere anche quello di catalizzatrici di valori,
saperi, arti, costumi, tradizioni e memorie civili e culturali.
Questa inquietante situazione, combinata con
cambiamenti generazionali e divari digitali, non solo altera identità e assetti
sociali ma spiazza gli interventi tradizionali, che ora bisognerà sostituire
con politiche pubbliche nuove, capaci di ridare ossigeno, vitalità e idee a
tante comunità a rischio.
Iniziative come quella in progress a Macchiagodena (ben descritta giovedì
scorso da Sabrina Varriano) e quella avviata nella piccola (145 abitanti)
Provvidenti “salvata dalla musica”, vanno additate come esempi di un “Voler bene al Molise” e
indicano vie intelligentemente moderne sulle quali incamminarsi per utilizzare
al meglio le agevolazioni finanziarie previste dalla Realacci.
C’è
insomma tanto da fare per bloccare l’isolamento,
creare lavoro e rinsanguare l’anagrafe
dei piccoli municipi anche attraverso le connessioni a banda larga, l’e-learning, la telemedicina e l’e-government (per inciso, un Centro per l’Informatica della P.A., Cnipa, è lì per questo). Lo scorso
18 aprile questa benedetta legge è passata alla Camera ed è stata quindi
trasmessa al Senato. Dunque, senatore Massa, vediamo se, pressando la sua
capogruppo Anna Finocchiaro, ci si può impegnare a fondo affinché sia ora
calendarizzata e finalmente implementata.
di GIUSEPPE
TABASSO
(Primo Piano, 6
maggio 2007)