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Lavoro

                       

 

CISL Poste di Campobasso

TORNANO LE MINACCE

 

Da tempo ormai si assiste a una strategia aziendale che lascia perplessi molti dei dipendenti postali. Si susseguono cambiamenti di programmazione, di strategie, di organigrammi che non fanno intravedere alcuno sviluppo aziendale.

La logica che appare a una prima valutazione, sembra essere quella della riduzione del personale ad ogni costo. Figure professionali nuove che vanno a sostituire altre ma con un aggravio delle competenze, figure vecchie alle quali non è dato uno spiraglio professionale, uffici chiusi, ridimensionamento di altri, carichi di lavoro in continuo aumento.

Sembra che l’Azienda, pur di seguire nella logica della riduzione del personale, stia applicando dei tagli lineari tagliando naturalmente la parte debole della struttura, di certo non i loro premi o i loro compensi.

A tutto ciò s’interfaccia una sola cosa: il budget. Preteso ad ogni costo e “senza se e senza ma”. Una politica aziendale voluta dal management consapevole dello sbando dell’Azienda. Risveglio della concorrenza, nuova concorrenza,  strategie sbagliate di Poste, stanno avendo un effetto devastante sulla tenuta del mercato,  ma l’Azienda continua a essere sorda ogni tentativo di dialogo, di partecipazione.

E nella sensazione di questo sbando s’inserisce l’inasprimento di forme di “punizioni” inflitte ai dipendenti,  di provvedimenti duri, che anche andando contro il contratto di lavoro, o della normale ragionevolezza, sono intraprese dal management. Noi siamo dell’idea che “chi sbaglia paga”, ma come in ogni circostanza, si paga il giusto. Una linea dura che sembri  nascondere altro.

Ci viene il sospetto che questa sia una nuova forma di riduzione del personale o di minaccia, troppi i segnali che provengono dall’ambiente, come al ritorno di forme di paura da far invadere nell’animo e nei pensieri dei dipendenti minacciando cassa integrazione, mobilità e licenziamenti se non si portano a casa risultati, senza mai parlare dei loro conti correnti, dei loro premi, che veramente impoveriscono l’Azienda. 

Ci poniamo una domanda: ma credete davvero che di poter continuare in questo modo?

Credete davvero che i lavoratori delle poste molisane siano sempre disposti a farsi mettere la testa sotto i piedi da chi ormai non riesce a vedere oltre i propri interessi, senza cercare di capire il mutamento della società, del mercato e delle persone.

Credete davvero che il rifiuto, la ribellione sia davvero lontana o nulla nelle menti e nelle intenzioni dei lavoratori?

Beh se credete davvero di poter portare l’esasperazione all’infinito, forse è il momento di ricredervi. In un periodo di crisi produrre di più è noto a tutti, far sacrifici è dovere di tutti, ma ciò può essere accettato quando sono compiuti da tutti, e non solo da una parte mentre l’altra si riempie stando comodamente seduta dietro una scrivania estraniata dalle problematiche e dalle fatiche di altri.

 

Di Antonio D’Alessandro (Segretario Territoriale CISL Poste di Campobasso)    

           

  Campobasso, 24 Gennaio 2012

 

 

 

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