ZUCCHEROPOLI
Tra filati e zucchero filato. Si
stringe il cerchio attorno a Remo Perna.
Remo Perna, il patron
dell’omonima famiglia, è oggetto in queste ore delle attenzioni di inquirenti e polizia giudiziaria. Al centro delle questioni sta l’affaire Zuccherificio del Molise, un intreccio micidiale di società e soldi
che sembrano avere in Perna il loro
denominatore comune. Le Fiamme gialle hanno perquisito l’abitazione e
l’autovettura
dell’interessato e pare abbiano trovato documenti molto interessanti.
Sulla vicenda alligna anche la figura di Elvio Carugno, il dirigente regionale che avrebbe
facilitato l’acquisizione di somme ingenti (3milioni di euro) da parte di società tessili riconducibili a
Perna, soldi poi reinvestiti nello
Zuccherificio.
Si stringe il cerchio attorno a Remo Perna, il “socio occulto”
dello Zuccherificio del Molise e l’uomo sui cui intrecci e trame si
stanno focalizzando in queste ore le attenzioni delle Fiamme
gialle che ne hanno già perquisito
dettagliatamente l’abitazione e l’automobile.
Indiscrezioni dell’ultima ora danno Perna per
avvertito, seppur verbalmente, a non muoversi dal Molise. Perna sarebbe stato invitato a tenersi a
disposizione, una circostanza quest’ultima molto grave e
che se venisse confermata non avrebbe bisogno di molte spiegazioni: gli
inquirenti, molto probabilmente, hanno intenzione di ascoltare Perna ed acquisire dalla sua diretta
testimonianza notizie, fatti, circostanze e dettagli buoni a ricostruire
il complesso meccanismo che ha portato Perna e
famiglia a rilevare la quota di Luigi Tesi, l’ex socio
privato dello Zuccherificio del Molise.
Sulla complessa vicenda, un pauroso intreccio di scatole
cinesi con società che arrivano in paradisi fiscali quali
Cipro e Lussemburgo, rinviamo alla nostra inchiesta
pubblicata (e mai smentita) ormai da mesi. Oggi, alla luce degli eventi
in corso e della istanza di fallimento presentata dalla Energy
Trading (creditrice di oltre 3,2milioni
di euro di fornitura gas) nei confronti dello
Zuccherificio del Molise, nonché del nuovo e paventato intervento
regionale di ulteriori 4milioni di euro
(che vanno ad aggiungersi agli ormai già 50milioni investiti
nello stabilimento saccarifero); alla luce di tutto questo, cui si
aggiungono gli stipendi di novembre, gli
acconti di dicembre e la tredicesima non ancora pagati ai
dipendenti, l’attenzione non può che spostarsi nelle
stanze regionali. A partire da quella di Elvio Carugno,
il dirigente regionale le cui “macchinazioni” hanno permesso a Remo Perna, attraverso finanziamenti impropri e non dovuti
alle società “Solba” e “Moda 2”
(riconducibili a Perna) di acquisire la
bellezza di 3milioni di euro dirottati
nell’operazione Zuccherificio. La “provvista” di denaro, come la
chiamerebbe Tonino Di Pietro, necessaria a regolare i conti con Luigi
Tesi. Nella stanza di Elvio Carugno, dopo
l’inchiesta di Infiltrato.it, accortezza
avrebbe voluto che il presidente della Regione, Michele
Iorio, si precipitasse a chiedere spiegazioni. Nulla di
tutto questo, anzi: il dirigente in questione è stato anche recentemente premiato
attraverso l’attribuzione di un incarico di enorme responsabilità proprio
riferito alla gestione dei fondi europei e Fas. La cosa non è sfuggita al
consigliere regionale di Costruire democrazia, Massimo
Romano, che ha preso carta e penna e ha messo sotto al
naso di Iorio un’interrogazione (l’ennesima) sulla questione
Zuccherificio.
Una dolce filiera tessile – come
giustamente la chiama Romano - è questo quello che si nasconde
dietro a Zuccheropoli,
l’intreccio più torbido dei tanti che stanno strangolando il Molise.
Soldi pubblici dati alle aziende tessili riconducibili a Perna e finiti in dolcificante, nella migliore delle
ipotesi, o in altre intraprese come quelle che vedrebbero Perna come investitore in due società bolognesi (Intermedia
Finance e Intermedia Holding) riconducibili a quel Giovanni
Consorte noto alle cronache per l’affare Unipol.
La dolce filiera, secondo quanto pubblicato nel BURM (il bollettino
regionale) n. 30 del 1° dicembre 2011, avrebbe beneficiato di
altre cospicue somme e sempre a firma Carugno:
486mila euro alla CPM e 252mila alla FAITH INDUSTRY,
entrambe riconducibili per li rami a Perna.
L’intera filiera, di cui la CPM è capofila, è beneficiaria di un
finanziamento di 1milione e 480mila euro.
Un’altra barca di soldi che si spera questa volta servano a produrre
filati e non zucchero filato.
Sulla dolce filiera, quella passata, intanto registriamo il
silenzio di Iorio. Sulla questione Perna/Carugno,
Iorio dovrebbe fare immediatamente chiarezza, e in vece tace. E’
semplicemente inquietante la condotta del capo della Regione che continua
a tacere. I molisani che se lo trovano per la terza volta a capo del
governo regionale (seppur grazie ad una elezione sulla quale si addensano
molte ombre), hanno il diritto di sapere se il
presidente della Regione è a conoscenza di quanto accaduto nell’ufficio
retto da Carugno. E se si, se
Iorio ne è a conoscenza, i molisani hanno diritto di sapere cosa intenda
fare Iorio: se rimuoverlo dall’incarico o, come è stato fatto, avanzarlo
a ruoli di maggiore responsabilità e di maggiore volume di denaro da
amministrare.
Pare che le Fiamme gialle abbiano acquisito dal sopralluogo
effettato in casa e nell’autovettura di Perna
materiale molto interessante e che adesso è al
vaglio degli inquirenti. Intanto, mentre tutto questo accade, operai e
contadini, insieme a tutto l’indotto che ruota attorno
allo Zuccherificio del Molise, passeranno una Natale
di seconda mano, carico d’angoscia e preoccupazioni per
il futuro. Attorno a Remo Perna,
il “Marchionne del Molise”, come lo definì Iorio in
un delirante paragone, il cerchio delle responsabilità si stringe. Adesso
aspettiamo che si stringa anche attorno a chi ha la responsabilità
politica della filiera dolce, ma temiamo che la nostra attesa sarà vana.
E’ facile prevedere come finirà: lorsignori
molleranno Perna, lasciandolo
al suo destino.
di Pasquale
Di Bello e Michele Mignogna (da infiltrato.it)
Campobasso,
li 22 dicembre 2011
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