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NOI ELETTORI MOLISANI AI CANDIDATI...

Il candidato che vuole voti deve impegnarsi a sottoscrivere un decalogo messo nero su bianco direttamente dai cittadini. E’ un “contratto con gli italiani” rigirato, perché scritto non dal candidato ma dagli elettori, quello disposto per le prossime elezioni amministrative molisane dall’associazione “Forche Caudine”. Nei prossimi giorni sarà sottoposto ai candidati delle elezioni del prossimo novembre per raccogliere impegni scritti. Non a caso l’operazione è stata denominata “Scripta manent”, al fine, come sottolineano i rappresentanti dell’associazione, che “le promesse non rimangano come al solito carta straccia”. Un’iniziativa di sicuro peso perché circa 5 mila molisani che lavorano o studiano nella Capitale conservano la residenza nel Comune d’origine e quindi voteranno in Molise. “La regione sta vivendo un momento molto difficile, con indicatori economici allarmanti e dati sulla disoccupazione in controtendenza rispetto ai recenti progressi delle altre regioni meridionali – sottolinea la nota dell’associazione. “Per questo riteniamo importante l’apporto “super partes” dell’emigrazione, soprattutto in termini di proposte, di professionalità e di sollecitazioni. Un contributo lontano da logiche localiste e di parte”. Il decalogo “Scripta manent”, che nei prossimi sarà anche pubblicato sui giornali locali del Molise, analizza in modo circostanziato la situazione regionale, raccogliendo una serie di proposte molto dettagliate e operative che investono diversi settori, dall’economia al turismo, dall’emigrazione alla cultura. Particolare attenzione viene riposta all’esigenza promozionale per una regione tra le più sconosciute del Paese, la cui causa primaria - secondo “Forche Caudine” – è la frammentarietà dell’offerta. L’associazione propone l’ideazione di un logo promozionale unico per il territorio, che tenga conto di un’analisi minuziosa delle tipicità, nonché l’individuazione di una serie di produzioni locali per le quali s’ipotizza la nascita di consorzi, marchi di valorizzazione e iter per le certificazioni europee. In tale contesto rientrano anche le sollecitazioni per politiche di sostenibilità ambientale, tra cui il “green public procurement” (cioè gli “acquisti verdi” da parte della pubblica amministrazione), oggi semisconosciuto in regione. Sul fronte culturale l’associazione auspica il coinvolgimento istituzionale e corale di quei numerosi “nomi noti” d’origine molisana sparsi in Italia e per il mondo (da Laura Biagiotti a Sergio Castellitto, da Antonio Cornacchione a Domenico De Masi, da Giuseppe De Rita ad Elio Germano,

da Citto Maselli ad Antonello Venditti fino a Robert De Niro, Toquinho e Mira Sorvino), avvicinati più dai rappresentanti dell’associazione che non dai politici preposti ai contatti istituzionali, nonché la nascita di un premio letterario regionale di spessore. Vengono inoltre indicate alcune professionalità molisane residenti altrove, soprattutto economisti e manager, potenzialmente utili per supportare la ripresa della macchina regionale e la riorganizzazione dell’ufficio romano della regione. Infine l’impegno sul fronte dell’emigrazione, dove una proposta di legge regionale per l’istituzione di un albo delle associazioni è inspiegabilmente ferma da due anni.