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ASSOCIAZIONE FORCHE CAUDINE 
(CIRCOLO DEI MOLISANI) - ROMA

 

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In evidenza / 1 

 

Nome e cognome 

Una premessa. In genere la politica - specie quella molisana - rimprovera alla nostra associazione di “non cercare le istituzioni”. Nel senso che sono in molti, anche nei Palazzi, a riconoscere l’enorme opera aggregativa e promozionale condotta da “Forche Caudine” in tutti questi anni qui a Roma. Ma è altrettanto vero - si evidenzia - che la nostra associazione non è solita bussare a porte (né tanto meno a fare da anticamera, aggiungiamo noi), ma soprattutto non le ha mai “spalancate totalmente” verso gli adulatori del momento. Un’equidistanza che è corrisposta a zero apparentamenti ma - basilare - al dialogo con tutti.

Se, tra le desolanti macerie del panorama associazionistico molisano, dopo due decenni siamo ancora qui, con oltre 150 eventi alle spalle, forse lo dobbiamo un po’ anche a queste scelte. Impervie ma proficue. Non solo frutto, a onor del vero, di ragioni deontologiche. Quando, infatti, ci siamo rivolti all’istituzione molisana per facilitare le nostre azioni promozionali o per favorire soluzioni concertate - ad esempio per coinvolgerla (gratuitamente) in qualche manifestazione o anche solo per richiedere quattro poster o due pieghevoli – ci siamo imbattuti in croniche inefficienze o in situazioni paradossali. Abbiamo fior di aneddotica e di documentazione d’archivio in tal senso. Situazioni, d’altronde, che conoscono bene - sulla propria pelle - anche molti associati o semplici lettori di questo Notiziario.

Non è quindi nostro costume sperticarci in lodi di circostanza o d’interesse. Anzi, le cronache molisane ci offrono maggiori occasioni per critiche costruttive (dopo i classici “travasi di bile”) che non per panegirici. Tuttavia, quando c’imbattiamo nel “Molise che vorremmo”, le sottolineature diventano doverose.

I fatti. Abbiamo di recente avuto con l’assessore molisano al turismo, l’avvocato Franco Giorgio Marinelli, due incontri. Il primo casuale, nel corso di una manifestazione fieristica. Il secondo “esplorativo”, come si dice in queste circostanze. Cioè abbiamo approfondito reciprocamente la conoscenza, basata sulle rispettive esperienze, rapportandoci su una condivisione di missioni, seppur in contesti differenti: ciò che vogliamo e possiamo fare per il Molise. Anche insieme.

Qualche giorno fa nella nostra sede ci sono stati recapitati otto scatoloni pieni di materiali promozionali della regione. Con una bella lettera d’accompagnamento firmata dall’assessore. Un gesto esemplare, nel segno della concretezza, che vale più di tanti progetti faraonici o dei proclami lanciati nel convegno di turno. Non è poca cosa se pensiamo che gli ultimi materiali promozionali del territorio molisano, che abbiamo in sede e distribuiamo solitamente nelle nostre iniziative, ce li siamo andati a reperire da soli. Merito soprattutto del nostro instancabile Peppino Colozza che ad Isernia, dopo un bel po’ di prevedibili spiegazioni, s’è caricato nella sua macchina pieghevoli, cartine e buste che promozionano il tartufo molisano. Destinazione Roma.

Se ci tornano in mente l’assessore dalle conferenze stampa semivuote, o quello che annunciò ai quattro venti di essere riuscito a piazzare un gruppo folk in una manifestazione allo stadio Olimpico di Roma, salvo poi scoprire che erano presenti gruppi di tutte le regioni italiane (e onestamente anche migliori della sua scelta…) o quell’altro che esordì ad un nostro convegno dicendo che finalmente “il Molise è più noto grazie al terremoto”, questo segnale ci fa riscoprire una componente che sembrava ormai sepolta: l’ottimismo.

 
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In evidenza / 2

 

 

Parallelismi

 

 

 

Per quel crescente esercito di nostalgici (dal carattere un po’ polemico-disfattista, ad onor del vero) dell’aggregazione del Molise all’Abruzzo, Roma ha offerto un ultimo fine settimana casualmente comparativo tra le due regioni.

Prima location: villa Celimontana. Qui la Società geografica italiana (che occupa lo storico palazzetto Mattei, interno alla villa) e la centenaria Associazione degli abruzzesi di piazza Cavour hanno dato vita ad un’elegante manifestazione sulla terra di D’Annunzio. Due giorni all’insegna della cultura: otto stand riservati unicamente ai libri (da cui si evince la ricchissima e pregevole produzione libraria abruzzese, che comprende anche qualche appendice sul territorio molisano, come i volumi dell’editore Cannarsa su Mafalda, Montefalcone e Roccavivara), la mostra fotografica di Thomas Ashby su archeologia, arte e folklore abruzzesi, una seconda mostra su carte geografiche, atlanti e libri rari di viaggiatori in terra d’Abruzzo (abbiamo “pescato” un interessante testo del 1886 di Francesco Barbalato e Polimante D’Ugo su “Gli Abruzzi e il Molise”, edito da Paravia), convegni di alto profilo e presentazioni librarie (interessante “I tratturi del Mezzogiorno” di Astrid Pellicano, edito da Aracne di Roma). A completamento due concerti (la banda dell’Esercito italiano e quella di Tagliacozzo) e degustazioni a chiusura delle due giornate. Insomma, l’offerta di un’immagine erudita, senza sciatterie, con il minimo di politica e di luoghi comuni.

Seconda location: piazza San Giovanni in Laterano. Domenica 8 giugno. La concessionaria isernina Di Risio e la società Fiditalia promozionano Dr5, l’ormai arcinoto (almeno in casa nostra) fuoristrada molisano. Le installazioni occupano l’angolo a destra della basilica: alcuni striscioni pubblicitari, un cammion di tipo americano, un palco riservato ad alcuni concorrenti del televisivo “Amici” (sic). Sono dispiegati sull’asfalto alcuni Suv. Abituati a vedere le folle oceaniche che accompagnano gli eventi di questo sito (dal concerto del primo maggio alla festa dei popoli, dai comizi sindacali al Family day), fa un po’ di tenerezza vedere l’area semivuota. Ma se il Suv isernino era presente nello stand molisano alla Bit di Milano, qui di promozione istituzionale molisana non c’è nulla (per fortuna, forse aggiungerebbe qualcuno).

Due modi contrastanti di fare marketing. Ai lettori scelta e giudizio.

 

 

 

 

------ IL NOTIZIARIO DELL’ASSOCIAZIONE ------

(questo bollettino raggiunge circa 3mila molisani, i più a Roma)

 

 

 

IL 19 GIUGNO A ROMA

 

FESTA PER MOLISECINEMA

ROMA – Il filmfestival MoliseCinema è una delle migliori iniziative artistiche che si svolgono nella nostra regione, firmato da Federico Pommier Vincelli. Quest'anno si svolgerà a Casacalenda dal 5 al 10 agosto. Entro poche settimane il programma sarà ufficializzato sul sito www.molisecinema.it. Intanto avrà luogo a Roma una piccola anteprima del festival. Appuntamento per giovedì 19 giugno, al cinema Farnese di piazza Campo de' Fiori, alle ore 19.30, con proiezione in anteprima assoluta di "Filastrocca all'albicocca", corto di animazione con le voci narranti di Filippo Nigro e Claudia Pandolfi e selezione dei migliori corti del filmfestival. Poi, dalla 21, aperitivo/festa da Camponeschi wine bar, in piazza Farnese.

 

Tra le ultime produzioni di MoliseCinema ricordiamo il video sul nuovo portale dei beni culturali "Cultura Italia", con la regia di Filippo Macellon e il corto/documentario "Tony Vaccaro fotografo in guerra", distribuito in occasione della mostra sulla nascita della Repubblica inaugurata a Campobasso il 2 giugno.

 

 

 

ASSOCIAZIONI MOLISANE:
RIUNIONE A BEDFORD (LONDRA)

ROMA – Ci sarà anche "Forche Caudine", rappresentata dallo storico Roberto Colella (che terrà una relazione), al congresso della Federazione europea associazioni molisane, che si svolgerà a Bedford, in Inghilterra, sabato 14 e domenica 15 giugno. Al tappeto idee, proposte e progetti che guardano anche alle esigenze delle future generazioni.

EMIGRAZIONE: VISITA IN MOLISE

 

PER UNA VENTINA DI ORIUNDI

 

ISERNIA – Una delegazione di una ventina di persone d’origine molisana che vivono all’estero, provenienti da Argentina, Australia, Belgio, Brasile, Canada, Stati Uniti, Svizzera e Venezuela, composta per lo più di professionisti e imprenditori, ha fatto visita nei giorni scorsi ad alcune strutture della regione d’origine. In particolare alla Neuromed di Pozzilli, accolti dal professor Cantore, direttore del dipartimento di Neuroscienze, il quale ha illustrato le enormi potenzialità del Neuromed soffermandosi sui riconoscimenti ottenuti sia per quanto concerne il centro per lo studio e la cura dell’epilessia sia per le altre specializzazioni della struttura. Ad interessare gli ospiti è stato soprattutto il monitoraggio costante dei pazienti epilettici e le ricerche effettuate in tal settore esposte dal dottor Sparano. Visita quindi alla Dr Groupe di Macchia D’Isernia. “Avvicinare le eccellenze molisane alle associazioni di corregionali che vivono all’estero - spiega Tony Vespa, parte della delegazione - è davvero importante. Occorre far comprendere che in Italia non ci sono solo cose negative, ma tanti centri d’eccellenza come il Neuromed. Noi siamo lontani, ma innalzeremo sempre i progressi che la nostra regione sta facendo”.

 

 

MINORANZE LINGUISTICHE:

 

CONVEGNO A MONTECILFONE

 

MONTECILFONE (CAMPOBASSO) – “Le comunità etnico-linguistiche del Molise sono una realtà viva e rappresentano una risorsa indiscussa per lo sviluppo del territorio. Attraverso il loro recupero e la loro tutela è possibile arrivare a una forma di integrazione anche europea". Così Emilia Petrollini, dirigente dell’assessorato alla Cultura della Regione Molise, ha aperto il convegno "Lingue e culture minoritarie. Dalla tutela  alla valorizzazione", svoltosi a Montecilfone e organizzato dagli Sportelli linguistici e dall’assessorato alla Cultura della Regione Molise.

 

Le minoranze linguistiche dell'area arbereshe (Montecilfone, Campomarino, Portocannone e Ururi) e dell'area croato-molisana (Montemitro, San Felice del Molise e Acquaviva Collecroce) possono rappresentare una "nuova frontiera" per il turismo, sempre alla ricerca di qualcosa di inconsueto, di innovativo. E le comunità molisane possono soddisfare questo desiderio di qualità e di insolito, che chi viaggia spesso desidera incontrare. In che modo? "Con una serie di attività - ha sottolineato Monica Meini del Centro studi sistemi turistici della facoltà di Economia  dell'Università del Molise - che abbiano una visione strategica di sviluppo condivisa da tutti gli operatori dei sette Comuni".

 

Un esempio di sperimentazione in questo senso è arrivato da Emanuele Pisarra, giornalista del Gruppo italiano scrittori di montagna, il quale ha presentato il caso di Civita, località arbereshe calabrese di sole 1.014 anime, che in questi ultimi anni si è ingegnato con percorsi naturalistici a piedi e in jeep, entrando "in rete" con associazioni nazionali (quali l'Associazione del paesaggio o il Club alpino italiano) e cercando di mettere a frutto le caratteristiche peculiari del piccolo centro calabrese.

 

Ma qualcosa sta accadendo anche in Molise. Lo hanno spiegato Luca Spina, tra i fondatori del costituendo gruppo di lavoro ecomusei delle minoranze linguistiche alla Regione Molise e Fulvio Liberatore, presidente di Skupa, società molisana creata da un gruppo di operatori culturali ed esperti di management e marketing. "Scopo degli ecomusei è la conservazione, il restauro e la valorizzazione di ambienti di vita tradizionali - ha dichiarato Spina -  capace di integrarsi con l'artigianato e l'agricoltura locale, valorizzando anche in chiave turistica il patrimonio con la gente che risiede sul territorio". Lo stesso intento della società Skupa: "In questi giorni abbiamo lavorato per creare un corpo di lavoro eterogeneo, con gli sportelli linguistici e l’assessorato alla Cultura della Regione. La scelta di partire da un territorio nel quale si intrecciano idiomi antichi e contemporanei, minoranze linguistiche e culturali è la sfida di questo progetto, che abbiamo deciso di chiamare "Babel": chiunque può partecipare, utilizzando tutti i mezzi che ha a disposizione, valorizzando ogni piccola, microscopica gemma di creatività e innovazione".

 

 

LIBRI/ TONINO ATELLA

 

IN LIBRERIA CON DUE OPERE

 

VENAFRO (ISERNIA) – Il dinamico giornalista venafrano Tonino Atella è di nuovo nelle librerie con due interessanti lavori letterari. Si tratta de “Il Bandito”, storia di Agostino Martone, bandito di M. Cesima (Sesto Campano) dal 1947 al 1950, edito da Terenzi, e di “Una ragazza nella Roma antica”, narrativa per le prime classi di scuola media, appena stampata coi tipi dello stesso editore campano, Simone, ed inserita nella collana “Labirinti”, sezione “Storia antica”. “Una ragazza nella Roma antica” è la storia di una giovane di origini sannite che nel III secolo d.C. vive nell’Urbe con la propria famiglia alle dipendenze del ricco patrizio Cornelio, a sua volta sposato e con figli. Nel testo, ricco di schede didattiche, approfondimenti e “finestre” su storia, cultura, tradizioni, vita quotidiana degli antichi Romani nonché sui primi elementi di lingua latina essendo destinato alle scuole dell’obbligo, si parla delle esperienze diverse dei giovani sanniti e romani, della loro adolescenza, dei primi amori e dei matrimoni, fino alla scoperta del Cristianesimo, che di là a poco trasformerà  il mondo antico. Di tutt’altro genere “Il Bandito”, dedicato ad Agostino Martone, da poco scomparso, che dopo il secondo conflitto mondiale mise su una propria banda imperversando in lungo e in largo tra Molise, Lazio e Campania, prima di finire in manette e trascorrere in carcere 24 anni. Scontati i quali, torna libero e si reinserisce nel contesto civile concludendo dignitosamente la propria esistenza.

 

 

 

FELICE BERARDINONE:

 

MOSTRA A TERMOLI

 

TERMOLI (CAMPOBASSO) – Al Castello Svevo di Termoli è in corso la mostra di Felice Berardinone, artista nato a Sant’Elena Sannita e residente a Bojano. L’esposizione resterà aperta fino al 14 giugno. Il suo lavoro “Gambe in technicolor” ha superato le selezioni nell’ambito di un importante concorso di arti figurative a Chateau de Rennes, in Francia. Tra le ultime mostre molisane, ricordiamo quelle a Vinchiaturo, Bojano e Sant’Elena Sannita.

 

 

TORELLA (CB) CELEBRA

 

LE ECCELLENZE MOLISANE

 

TORELLA DEL SANNIO (CAMPOBASSO) – Due giorni incentrati sulla promozione del ricco patrimonio culturale molisano con finalità sociali. La ricerca, la raccolta e la vendita di funghi e tartufi, che costituiranno il momento clou della manifestazione, hanno la finalità di donare l’intero ricavato in beneficenza in favore dell’Ail Molise, l’Associazione italiana per la lotta contro leucemie, linfomi e  mielomi. Sono questi i nobili scopi dell’evento “Una ricerca per la vita” che avrà luogo sabato 21 e domenica 22 giugno nel pregevole centro storico di Torella del Sannio, per l’occasione arricchito da una serie di iniziative: la visita al Castello Ciamarra, con le opere di Elena Ciamarra  e di  Leonardo Cammarano; due mostre fotografiche sui volti e sui paesaggi molisani; un omaggio alle opere di Eugenio Cirese e di Lina Pietravalle; una mostra di reperti sanniti e romani curata dall’Archeoclub di Trivento, con la possibilità di assistere ad una simulazione di scavo archeologico. Ed ancora: le sculture in ferro battuto di Fernando Izzi, i dipinti di Carmen Del Russo, le sculture in pietra di Mario Meffe. Completano la presenza dell’artigianato artistico le esposizioni “Mani operose” sulla lavorazione di forbici e coltelli, stand di antiquariato e restauro, le ceramiche, i lavori in legno, i profumi, l’arte sacra e quella orafa; i ricami e i merletti nonché i preziosi lavori degli alunni dell’istituto comprensivo “Cirese”.

 

Particolarmente ricca anche l’offerta sul fronte enogastronomico. La sezione “La terra e i suoi prodotti” comprenderà il latte e i suoi derivati; il pane, la pasta e i cereali; i frutti di bosco; i funghi e i tartufi; i legumi; l’olio; il miele; frutta e verdura; i vini. Ma anche le carni e i salumi, i dolci e i biscotti. Il tutto arricchito da degustazioni di piatti tipici a base di funghi e tartufi e secondo ricette tradizionali.

 

“Camminando lungo i tratturi” costituisce invece la sezione dinamica dell’iniziativa, che comprende “Speleologia e fossili”, con esposizione di reperti e di foto, i filmati del territorio a cura del regista-documentarista Pierluigi Giorgio, la mostra micologica con proiezioni di diapositive.

 

Durante la due giorni sono previste visite guidate in bus-navetta (servizio gratuito) in alcuni centri della zona: Pietracupa (Roccia scavata), Casalciprano (Museo all’aperto), Frosolone (Museo dei ferri taglienti), Castropignano (castello d’Evoli), Molise (reperti sanniti).

 

Infine, sabato 21 giugno dalle ore 16 è in programma un convegno medico, con il patrocinio dell’Università Cattolica “Sacro Cuore”, sui progressi nel campo dell’ematologia. Interverranno illustri professori delle aziende ospedaliere molisane e laziali.

 

Per maggiori informazioni: tel. 0874-899482.

 

 

CRONACA/ RAGAZZA MOLISANA

 

UCCISA A BERGAMO

 

BERGAMO - Una ragazza di 21 anni nativa di Campobasso, originaria di Bojano (Campobasso) e residente a Pradalunga (Bergamo) è stata uccisa a coltellate in un appartamento nel centro di Bergamo. La giovane, Alessandra Mainolfi, è stata trovata priva di vita in un’abitazione di via Moroni. Ad ucciderla con diverse coltellate è stato un cittadino tunisino di 25 anni che, dopo aver commesso il delitto, ha chiamato la Polizia ed ha confessato. Sulle ragioni dell’omicidio si sospetta la pista passionale. La giovane viveva in Lombardia con madre e una sorella.

 

 

ANNUNCIO: AFFITTO

 

A CAMPOMARINO (CB)

 

CAMPOMARINO (CAMPOBASSO) - In località Campomarino Lido, nel Molise, affittasi villetta con giardino, posto auto, otto posti  letto. Zona centrale a 350 metri dal mare. Due camere matrimoniali, cameretta con letto a castello, ampio soggiorno, terrazzino attrezzato, cucina e servizi. Ventilatore, autoclave, lavatrice, climatizzatore. Telefonare ore serali: 348-3202224.

 

 

IL NUOVO SITO
DI "FORCHE CAUDINE"

ROMA – La lunga opera di elaborazione del nostro nuovo sito internet sta arrivando al giro di boa. Entro fine settimana sarà pronta la parte “amministrativa”. A seguire inizieremo ad inserire i nuovi materiali. Un lavoro fortemente impegnativo e oneroso ma che, siamo certi, offrirà grandi soddisfazioni. Sarà un sito più giornalistico (in questi giorni abbiamo registrato nuovamente la testata, ora anche online) ma con una sezione dedicata alla conoscenza del Molise (del resto già presente, ma che sarà implementata).

 


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LUTTO: VICINI
ALLA FAMIGLIA CARDARELLI

Siamo vicini alla famiglia Cardarelli, in particolare agli amici fraterni Peppino e Giambattista (medico a Roma) per la prematura scomparsa di Maria Rosaria. E' una notizia che ci scuote e ci addolora profondamente. Riteniamo doveroso ricordare Maria Rosaria anche su questo foglio molisano, dopo averlo fatto privatamente. Le più sentite condoglianze.

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LA RECENSIONE/

NICOLA PAOLINO:
LA TRATTA DEI FANCIULLI”

(recensione a cura della prof.ssa Piera D’Alessandro – Forche Caudine)


ROMA - “... La comunità italiana non faceva che seguire l'innato istinto all'ammassamento, all'aria malsana e al sudiciume al punto che i girovaghi erano disposti a sobbarcarsi miglia e miglia pur di tornare la sera nel quartiere. Senza mezzi termini, la colonia era ritenuta una <minaccia perpetua per la salute pubblica di Londra>... poiché nessuno si occupava delle pulizie in maniera stabile, il fetore che proveniva dall'interno era insopportabile con letti che coprivano integralmente i pavimenti pieni di insetti e animali... Altra pessima abitudine era quella di gettare l'immondizia nel sottoscala, cosa che in poco tempo portava all'emanazione di miasmi terribili. Rosolia, vaiolo, reumatismi ed altre malattie affliggevano la colonia...”. (pag. 39)

Durante la fine del XIX secolo e l'inizio del XX milioni di italiani, da nord a sud, lasciarono la propria terra in cerca di una vita migliore all'estero. Erano costretti dalla fame e dalla miseria, dalla mancanza di una prospettiva di vita decente: insomma, dalla disperazione. E all'interno di questa immensa e tragica diaspora si colloca il libro di Nicola Paolino, testo dedicato ad una delle situazioni più vergognose della storia non solo italiana, oggi di nuovo attualissima. Infatti, lo sfruttamento minorile, figlio dell'ignoranza e della miseria, è tuttora vivo e vitale non solo al di fuori dell'Italia ma anche da noi.

“La tratta dei fanciulli” testimonia come non tanti anni fa, in questo caso in Molise in particolare, ma in generale nel Sud Italia, si praticasse questa attività in maniera molto organizzata, sfruttando la povertà, l'analfabetismo e la condizione di estremo isolamento in cui versavano le popolazioni a sud di Roma. I bambini, non considerati nelle famiglie dei figli nel senso odierno del termine, venivano visti o come delle bocche da sfamare o semplicemente dei mezzi di sostentamento per la famiglia. Se quest'ultima possibilità non era attuabile, allora i piccoli diventavano semplicemente un peso per gli altri. Quindi, in molti casi con grande sollievo da parte dei genitori, i bambini venivano venduti a trafficanti i quali li usarono prima come saltimbanchi in giro per l'Europa, e in un secondo tempo, con la nascita e lo sviluppo della moderna società industriale, nelle vetrerie francesi, almeno nel caso specifico del Molise. I piccoli operai erano sottoposti a condizioni di vita disumane, tant'è vero che moltissimi di questi bambini morirono in breve tempo, a causa delle malattie causate dalla malnutrizione, dai maltrattamenti fisici subiti e dalle condizioni estreme di lavoro che i loro corpicini emaciati non riuscivano a sopportare.

 

Tutto ciò è narrato nel libro di Paolino in maniera molto precisa, basandosi su fonti documentate ufficiali e autorevoli, senza però scadere mai da una parte nella noia dell'ufficialità e dall'altra senza romanzare la realtà o calcare la mano sulla pietà e sulla lacrima facile.

Questo libro dà inoltre un'immagine ben precisa di quella che era la società molisana del tempo, di come era strutturata. Vengono descritte le condizioni di vita delle famiglie nei paesi, dove non si rispettano le più elementari regole igienico- sanitari, vivendo tutti ammassati in una sola stanza, in realtà una stalla, assieme agli animali. Apprendiamo dalla ricostruzione storica che tali posti non avevano alcun servizio igienico, per cui nel migliore dei casi le funzioni corporali venivano espletate proprio fuori la casa, nel peggiore all'interno della stessa, dove poi si mangiava e si dormiva.

In ogni caso l'autore riesce a rendere tutto ciò molto avvincente, usando uno stile molto lineare, semplice e nello stesso tempo efficace, inserendo nella seconda parte del libro materiali autentici di atti documentati – testimoniando così un lavoro di ricerca accurato e preciso – con le descrizioni originali della situazione in cui venivano a trovarsi questi bambini. Particolarmente toccante è la denuncia di un genitore alle autorità, nel momento in cui non riesce ad avere più notizia del figlio e, disperato, cerca inutilmente e vanamente aiuto dallo Stato italiano.

Insomma, un lavoro da leggere sia per l'interessante spaccato di società offerto sia per la sua scottante attualità.


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IL CONTRIBUTO/
LA REGIONE MOLISE
E L'ENERGIA ELETTRICA


DURONIA (CB) - Mentre molte sono ormai le voci di economisti che insistono su consumi sobri e compatibili con le risorse naturali, il rispetto del paesaggio e la salute delle persone, altri pensano piuttosto a cercare tutte le strade capaci di portare l’economia verso il profitto più sconsiderato ed in ogni caso  indifferente per il bene comune ed una vita degna di questo nome.

Tutti sanno che nella ricerca delle fonti energetiche gli scienziati più avveduti cercano d’individuare la tutela della salute per le popolazioni, il rispetto per l’ambiente e le risorse naturali oltre che l’efficienza delle stesse ed i costi di realizzazione e di rendimento.

Un referendum nel 1987 ha deciso che in Italia le centrali termonucleari non debbano essere costruite ed invece l’attuale governo di centro-destra ne sta riproponendo la possibilità in barba al modo di pensare degl’Italiani.

Anche sulle fonti di natura termica o su quelle rinnovabili, quali l’eolico o il fotovoltaico, c’è un dibattito piuttosto eterogeneo circa l’efficienza, il costo, l’impatto ambientale e gli elementi di rischio per gli abitanti del territorio su cui sono posizionati gl’impianti.

Premettiamo subito che siamo favorevoli alle fonti energetiche rinnovabili, purché esse diano garanzia di rispetto della persona e del territorio nelle esigenze di una vita non inquinata dai tanti aspetti negativi che tali sistemi comportano e di cui discetteremo di seguito.

In Italia ad esempio poche e per lo più dislocate nel Meridione sono le regioni che hanno predisposto normative per disciplinare gl’impianti eolici e fotovoltaici; tra l’altro il numero delle torri eoliche da esse previste, come in Toscana, Basilicata e Puglia, è molto limitato e corrisponde a meno della metà delle 545 attualmente previste dalla recente legge n. 15 della Regione Molise.

Oltretutto qualche regione, come la Sardegna, che pure aveva già elaborato linee guida sulle fonti rinnovabili, ha revocato il bando e la relativa procedura di valutazione delle proposte di realizzazione degl’impianti eolici per procedere alla revisione e riformulazione del Piano Energetico Regionale.

C’è dunque già chi, pur essendo favorevole all’eolico, si ferma un attimo per riflettere anche sugli aspetti negativi di questo tipo di fonte energetica e per limitarne i danni.

Diciamo subito che la legge regionale n. 15 prodotta in merito dalla Regione Molise non ci piace per diversi aspetti.

Intanto le fasce di rispetto in essa previste dai perimetri dei parchi archeologici, come da quelli urbanizzati o dalle abitazioni rurali sono nettamente insufficienti a garantire il rispetto del territorio, ma anche la difesa di una vita dei cittadini libera dal rumore, dai campi elettromagnetici e dalle variazioni di luce-ombra prodotti dalle torri eoliche. 

Oltretutto tale normativa, nel fissare il numero dei 545 pali istallabili nel territorio del Molise, stabilisce solo la potenza minima di ciascuno in 2 MW. Questo significa che l’altezza delle torri ed il diametro delle pale possono raggiungere dimensioni che ne fanno dei veri e propri mostri ambientali. Come si capisce la Regione Molise non ha scelto il microeolico, ma un eolico industriale e selvaggio, rispetto al quale non possiamo che dirci contrari.

Creiamo l’eolico, il fotovoltaico, ma non finalizziamoli per favore unicamente ai profitti delle aziende; cerchiamo piuttosto di pensarli, come tutto il resto, per il bene dell’uomo.

Il nostro interesse per il problema che stiamo esponendo deriva dal fatto che la stessa legge regionale n. 15 del Molise è passata sopra le teste della popolazione, senza che a nessuno sia venuto in mente di creare un dibattito diffuso tra la popolazione, in maniera che questa avesse la possibilità di partecipare in modo informato all’elaborazione della normativa in questione.

Nel Molise si è arrivati alla regolamentazione dell’eolico e del fotovoltaico, ma, come ha giustamente fatto rilevare l’associazione Forche Caudine, si è “abbastanza indifferenti ad altre materie limitrofe quali la bioarchitettura, la casa passiva, i pannelli fotovoltaici, il green public procurement, cioè gli “acquisti verdi” da parte della pubblica amministrazione”.

Del problema dei parchi eolici ci siamo interessati sin da quando la dorsale delle montagne che dividono l’alto Molise dall’Abruzzo è stata letteralmente riempita di torri eoliche di enormi proporzioni che rappresentano davvero uno scempio per il paesaggio.

Ora la questione si è fatta più pregnante dal momento in cui la World Wind Energy Holding srl. ha presentato al Comune di Duronia in data 7 maggio 2008 un progetto per la realizzazione sul territorio del medesimo Comune di un impianto eolico di potenza complessiva di 22 MW, costituito da 11 aerogeneratori di 2 MW cadauno,  alti 126 metri e con un diametro delle pale di 92,50 metri.

Ora si è in attesa della valutazione dell’impatto ambientale da parte della regione.

A Duronia, intanto, è nato un comitato spontaneo che ha prodotto un proprio studio preliminare sul rispetto di tale progetto della normativa prevista dalla recente legge regionale n. 15.

Sembrerebbe che la proposta della World Wind Energy Holding srl sia fuori dalle fasce di rispetto previste dalla legge e quindi ci siamo attivati per chiedere la sospensione del progetto in questione ed evitare quindi danni irreparabili all’ambiente ed alla popolazione.

È grave che fino a questo momento tutto sia avvenuto senza che nessuno abbia cercato di coinvolgere minimamente la popolazione di Duronia e del territorio limitrofo e che non siano state ascoltate le associazioni ambientaliste.

La installazione delle undici megatorri previste sconvolgerebbe il paesaggio in maniera irreversibile compromettendo in maniera definitiva per l’intera area qualsiasi progetto di turismo; ma questo sarebbe nulla rispetto ai danni derivanti per la salute della popolazione e per l’intero ecosistema.

Ribadiamo e sottolineiamo che non siamo contrari alle fonti rinnovabili di energia elettrica, purché esse non abbiano un impatto fortemente negativo sulla vita della comunità locale, che in ogni caso dev’essere coinvolta nelle decisioni.

Questo noi vogliamo fare con la creazione del comitato spontaneo a Duronia che ci auguriamo coinvolga unitariamente non solo la popolazione locale, ma anche quella dei Comuni viciniori, in alcuni dei quali sembra ci siano iniziative progettuali simili.

Oltre alla diffusione del documento che alleghiamo, chiediamo una presa di posizione di tutti gli organi competenti in merito.

Informiamo ancora che il comitato spontaneo nato a Duronia organizzerà presto un convegno sul tema in questione perché ci possa essere un confronto di base su una questione così delicata che riguarda la vita dei cittadini dell’area interessata, ma forse dell’intera regione.

È da tempo ormai che molti cercano di coscientizzare gli abitanti delle aree interne del Molise su un modello di sviluppo che non possiamo lasciare all’irresponsabilità di chi cerca d’imporre sistemi di produzione e di consumo contrari alla vita di un’intera collettività.

Speriamo davvero che le forze attive del territorio interno del Molise si assumano la responsabilità di diventare soggetti attivi sulle decisioni politiche, sociali ed economiche.

 

 

 



Un caro saluto a tutti

Dott. Giampiero Castellotti
(presidente)
Avv. Donato Iannone
(vicepresidente)
Sig. Gabriele Di Nucci
(segretario generale)

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E-MAIL DI MOLISANI
Capita che alcuni iscritti cambino e-mail per cui non ricevono più le nostre
informazioni. Invitiamo pertanto tutti i lettori a comunicarci eventuali
cambiamenti. Inoltre possono segnalarci e-mail di altri corregionali che
avrebbero piacere a ricevere queste nostre informazioni. Anche per rendere
più numerosa e forte “la famiglia”. La nostra e-mail è:
info@forchecaudine.it.

Grazie e un caro saluto a tutti
IL DIRETTIVO DELL'ASSOCIAZIONE


Il presidente
dott. Giampiero Castellotti

Il vicepresidente
avv. Donato Iannone

Il segretario generale
sig. Gabriele Di Nucci

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