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Siamo stufi!

Caro Direttore Antonio Sorbo, torno a chiedere ospitalità sul suo giornale non più per pietire attenzione da parte delle nostre autorità amministrative, ma per annunciare che sta cambiando la consapevolezza dei molisani.

 

Siamo stufi delle giustificazioni inconcludenti, dei ritardi, del menefreghismo imperante. Visto ed accertato ancora una volta che i paesi di montagna non interessano a nessuno e sono quindi destinati a morire, ora, prima che si compia l’amaro destino, vogliamo dare segni tangibili della nostra esistenza e vitalità ed opporci all’andazzo.
L’Assessore ai trasporti, dopo i numerosi interventi di allarme per la paventata chiusura della linea Carpinone – Sulmona, in un comunicato ci ha fatto sapere che (riporto fedelmente) “si è svolto nella sede dell’assessorato il tavolo tecnico sul trasporto ferroviario regionale con il delegato delle Ferrovie per lo Stato spa. Vittorio Moffa, alla presenza dei dirigenti e funzionari regionali dei servizi preposti”.
Non una parola sul destino della Carpinone – Sulmona; non una parola sui risultati raggiunti dal tavolo tecnico; abbiamo saputo soltanto che erano presenti dirigenti e funzionari e questa sottolineatura ci è sembrata tanto ad uno scarico di responsabilità.
Forse non si è capito che se andranno avanti i lavori appena iniziati a Carpinone per tagliare definitivamente i collegamenti con la linea che porta a Sulmona il destino è compiuto, non si potrà più tornare indietro e la linea sarà definitivamente cancellata per esclusiva volontà della Rete Ferroviaria Italiana con la colpevole condiscendenza dei nostri responsabili regionali e provinciali.
Certo, in questo particolare momento non ci si può aspettare niente dalla Provincia di Isernia, essendo totalmente impegnata a dimostrare che la sua utilità risiede soltanto nella distribuzione delle poltrone e delle indennità e che quell’Assessore che porta avanti un progetto e lo fa arrivare a compimento deve essere cacciato al più presto per manifesta “incompatibilità”.
Ma dall’Assessore regionale ci saremmo aspettati una violenta protesta nei confronti delle Ferrovie; ci saremmo aspettati un impegno preciso a delineare un piano per il salvataggio della nostra linea ferroviaria; ci saremmo aspettati una convocazione quantomeno dei sindaci, se non anche delle associazioni; invece niente di tutto questo, soltanto un tavolo tecnico con dirigenti e funzionari che non è servito a niente.
Presto non rimarrà altro da fare che sostenere le iniziative dei nostri sindaci più impegnati e seguire l’esempio di tassisti e camionisti e occupare i binari e anche le strade, se necessario; impedire i collegamenti ferroviari con Roma e Napoli; creare problemi agli altri incolpevoli italiani nella speranza che qualcuno si accorga di noi e dia ascolto alle nostre esigenze, che non sono capricci irrazionali, ma problemi veri.
La ringrazio dell’ospitalità e la saluto con stima

di LUCIANO SCARPITTI (Presidente Associazione "Il Glicine")

 

 

da altromolise.it
                                  

  Campobasso, 23 Gennaio 2012

 

 

 

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