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Siamo stufi delle
giustificazioni inconcludenti, dei ritardi, del menefreghismo
imperante. Visto ed accertato ancora una volta che i paesi di montagna
non interessano a nessuno e sono quindi destinati a morire, ora, prima
che si compia l’amaro destino, vogliamo dare segni tangibili della
nostra esistenza e vitalità ed opporci all’andazzo.
L’Assessore ai trasporti, dopo i numerosi interventi di allarme per la
paventata chiusura della linea Carpinone –
Sulmona, in un comunicato ci ha fatto sapere che (riporto fedelmente)
“si è svolto nella sede dell’assessorato il tavolo tecnico sul
trasporto ferroviario regionale con il delegato delle Ferrovie per lo
Stato spa. Vittorio Moffa, alla presenza dei dirigenti e funzionari
regionali dei servizi preposti”.
Non una parola sul destino della Carpinone –
Sulmona; non una parola sui risultati raggiunti dal tavolo tecnico;
abbiamo saputo soltanto che erano presenti dirigenti e funzionari e
questa sottolineatura ci è sembrata tanto ad uno scarico di
responsabilità.
Forse non si è capito che se andranno avanti i lavori appena iniziati a
Carpinone per tagliare definitivamente i
collegamenti con la linea che porta a Sulmona il destino è compiuto,
non si potrà più tornare indietro e la linea sarà definitivamente
cancellata per esclusiva volontà della Rete Ferroviaria Italiana con la
colpevole condiscendenza dei nostri responsabili regionali e
provinciali.
Certo, in questo particolare momento non ci si può aspettare niente
dalla Provincia di Isernia, essendo totalmente impegnata a dimostrare
che la sua utilità risiede soltanto nella distribuzione delle poltrone
e delle indennità e che quell’Assessore che porta avanti un progetto e
lo fa arrivare a compimento deve essere cacciato al più presto per
manifesta “incompatibilità”.
Ma dall’Assessore regionale ci saremmo aspettati una violenta protesta
nei confronti delle Ferrovie; ci saremmo aspettati un impegno preciso a
delineare un piano per il salvataggio della nostra linea ferroviaria;
ci saremmo aspettati una convocazione quantomeno dei sindaci, se non
anche delle associazioni; invece niente di tutto questo, soltanto un
tavolo tecnico con dirigenti e funzionari che non è servito a niente.
Presto non rimarrà altro da fare che sostenere le iniziative dei nostri
sindaci più impegnati e seguire l’esempio di tassisti e camionisti e
occupare i binari e anche le strade, se necessario; impedire i
collegamenti ferroviari con Roma e Napoli; creare problemi agli altri
incolpevoli italiani nella speranza che qualcuno si accorga di noi e
dia ascolto alle nostre esigenze, che non sono capricci irrazionali, ma
problemi veri.
La ringrazio dell’ospitalità e la saluto con stima
di LUCIANO
SCARPITTI (Presidente Associazione "Il Glicine")
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