I Racconti di Vincenzo
Colledanchise
IL GALLO SACRIFICALE

Quell´anno era
caduta tantissima neve, che aveva seppellito gli usci delle case e reso necessario
scavare gallerie. In una povera casa in Rua Petrucci, stava nascendo il
primogenito di una famiglia di contadini. La levatrice non c'era: a Natale
era tornata al suo paese e vi era rimasta bloccata dalla neve. Fu chiamato
il medico condotto, don Nicolino De Sanctis, che arrivò nottetempo con il
cappotto su pigiama e vestaglia, come era solito fare. Il parto fu difficile ma
grazie al prodigarsi del medico nacque un bel bimbo. Era piccolo, tanto
piccolo, che fu messo dentro una scatola di scarpe imbottita di bambagia.
Preoccupato per
la respirazione affannosa del neonato, don Nicolino fece il viavai quella
notte. Alla fine si decise e chiese al padre del bimbo di andargli a prendere
un gallo, grande e forte. L'uomo non capì: " Dottò, lo ammazziamo per
il battesimo...". Ma il medico, con tono di rimprovero: "Non è
per festeggiare il gallo, è per salvare la vita a tuo figlio".
Il povero uomo
continuava a non capire, né poteva capire. Comunque obbedì. Il medico prese il
becco fra le mani e lo infilò nell´ano del piccolo. Per tranquillizzare l'uomo,
disse: "Uno dei due dovrà morire!". "Madonna, non mio
figlio!" farfugliò il padre.
Intanto il
gallo, cercando disperatamente di respirare, si dimenava tra le mani del medico
che, con forza, continuava a tenergli il becco conficcato nell´ano del piccolo.
All´improvviso, strabuzzò gli occhi e morì. Don Nicolino sorrise
mentre il respiro del bimbo si fece sereno.
"Dottore,
ma il gallo è morto per la puzza?", "Scemo!" replicò
il medico. "Il gallo è morto perché volendo inspirare ha liberato le
viscere di tuo figlio, vittima di un blocco intestinale. Insomma questo gallo
si è sacrificato per la salvezza di tuo figlio, lo capisci, si o no?"
Fu così che
grazie a don Nicolino De Sanctis e a un gallo fu salvo Il figlio del fornaio