LETTERA
APERTA
Alle Associazioni
ambientaliste molisane
E p.c. agli organi di
informazione regionali
Ai corrispondenti via e-mail
Pochi hanno
colto i gravi pericoli per l’ambiente molisano, per l’ecosistema complessivo e
per la salute dei cittadini, nonché per l’economia italiana, connessi alla
costruzione dell’autostrada Termoli-S.Vittore. Tutti
Ma ora tutte le
elezioni sono passate.
E’ strano che le
associazioni ambientaliste e il partito dei Verdi, nato sui problemi e sulle
strategie per la salvaguardia dell’ambiente, non si preoccupino non solo delle
devastazioni prossime venture che l’autostrada molisana necessariamente
comporta (sbancamenti, acque perse, cave, ettari ed ettari sottratti per sempre
alla fotosintesi clorofilliana) ma anche dell’incremento delle combustioni e
delle emissioni di polveri sottili e di gas nocivi e dannosi per l’effetto
serra, conseguenti all’inevitabile aumento incentivato del traffico stradale in
tutto
E allora, siamo
proprio sicuri di voler trasformare la valle del Biferno, il valico di
Castelpetroso, la Isernia e la piana fino a Venafro, in una regione di transito
di autotreni e autovetture, con una crescita economica basata soprattutto su
aree di servizio, in attesa di chissà quali imprenditori? Non sarà un’ennesima
grande opera pubblica che serve soprattutto a chi la costruisce e che, in
assenza di idee valide, non porterà lo sviluppo sperato?
Non è certo un
caso che già con il primo tratto in costruzione, la variante di Venafro (quella
sì, necessaria a liberare dal traffico di passaggio Via Colonna Giulia), siano
sorti problemi di illegalità e di malavita organizzata. Ma comunque, va detto
al ministro Di Pietro, non basta assicurare la legalità nelle procedure,
nell’iter amministrativo e nella qualità dei lavori: si deve valutare con la
massima attenzione l’impatto complessivo di una simile opera in una regione
che, sulla carta, punta alla qualità della vita, al turismo sostenibile, alla
estensione e alla valorizzazione dei parchi, alla agricoltura biologica e di
qualità. O no? Siamo sicuri che l’autostrada sia sostenibile?
Piergiorgio
Acquistapace
Castropignano,
16 novembre 2006