Ambiente
CHE BEL PANORAMA!
La tutela dei quadri
panoramici è uno degli obiettivi dei nostri piani paesistici i quali contengono
speciali disposizioni per salvaguardare le visuali più spettacolari.
In diversi piani paesistici molisani è prevista la tutela delle visuali che si godono da alcune strade o da determinati belvederi. I percorsi vengono denominati «strade panoramiche» ed in genere essi si svolgono in altura perché da qui si aprono panorami più ampi.
La tutela consiste nel lasciare libera la vista a valle di queste vie, con speciali disposizioni quali la delimitazione di una fascia di rispetto o l’obbligo di una verifica per le costruzioni da realizzarsi a fianco del tracciato stradale; altri tipi di prescrizioni che vengono adottate frequentemente altrove sono quella di limitare l’altezza degli edifici da realizzarsi sul pendio posto su un lato della strada, in basso, o quella di consentire che rimanga libera la vista fino al raggio formante 30° con l’orizzonte. Nei piani paesistici sono indicati pure i «punti di visione» i quali possono essere o luoghi di osservazione privilegiata dei quadri panoramici o, all’opposto, elementi singolari da ammirare come un castello, una chiesa isolata, ecc. Anche per i belvederi, cioè i posti da cui si godono i panorami, è stabilita una specifica protezione per garantire lo sguardo sul territorio.
Si è detto che le strade panoramiche sono proprie delle zone con altitudine elevata, ma vi è anche nella nostra regione il caso della strada litoranea che permette di gustare l’immagine dell’ambiente marino.
Si tratta di un’arteria più recente di quella di montagna perché solo agli inizi del XX secolo è stata realizzata la statale che passando lungo la costa collega il nord al sud del Paese; prima di allora la balneazione era un’attrattiva per una piccola cerchia di persone e solo dal secondo dopoguerra i poveri Comuni marini (Petacciato, Campomarino, oltre a Termoli) in passato isolati, sono diventati una meta turistica sempre più affollata resa raggiungibile dal capoluogo regionale tramite la Bifernina che è degli anni ’70. Il piano paesistico del basso Molise, il n. 1, cerca di porre rimedio al fenomeno dell’edificazione continua di residenze turistiche, peraltro di sconsolante qualità architettonica, lungo la battigia. Si è cercato di evitare che i fabbricati occupassero interamente il litorale sia per salvaguardare la visuale verso il mare per chi percorresse la strada che corre vicino alla spiaggia sia per assicurare la prospettiva della costa dalle imbarcazioni che attraccano nei porti turistici (quello di Campomarino, il molo di Termoli e, in futuro, pure il porticciolo turistico di Montenero di Bisaccia attualmente in progetto). Se in passato il panorama interessava esclusivamente gli esteti, in genere aristocratici, oggi che è aumentato il livello culturale della popolazione molisana esso appassiona sempre più persone. Va, poi, considerato che la crescita diffusa del benessere ha prodotta la richiesta di una migliore qualità di vita che va insieme ad una espansione del tempo libero a disposizione. È salita la domanda di natura, di storia, di patrimonio artistico e con essa l’interesse per gli aspetti paesaggistici. Su questa evoluzione della società molisana occorre far leva per rafforzare la tutela del paesaggio, la quale non può non essere legata a esigenze ricreative di elevato spessore culturale.
L’attrezzare delle strade panoramiche o il creare
dei belvederi oltre a soddisfare il fabbisogno ludico possono contribuire, poi,
a sviluppare occupazione tanto diretta che indiretta nel settore ambientale.
Per salvare i panorami non basta, comunque, la valorizzazione di certi percorsi
o di particolari punti di osservazione, ma è necessario impedire le alterazioni
degli scorci visivi che qui si percepiscono. Ovviamente, le bellezze
panoramiche vengono modificate dalle trasformazioni territoriali, a volte
inevitabili, che interessano i comprensori abbracciati dallo sguardo. In
effetti, nel Molise le più gravi distruzioni del paesaggio sono avvenute nei
decenni precedenti quando le superstrade hanno spaccato le più misteriose valli
fluviali (del Trigno e del Biferno), quando i residences turistici e le seconde
case hanno devastato l’ambiente costiero, quando gli impianti di sci hanno
violato la solennità della montagna del Matese. Adesso la situazione
territoriale sembra essersi consolidata e le preoccupazioni maggiori sono
connesse alla contaminazione del contesto rurale da parte delle nuove
costruzioni che stanno cambiando l’aspetto di tanti piccoli borghi e del circostante
paesaggio agricolo.
di FRANCESCO MANFREDI-SELVAGGI
(da
@ltromolise 2007-01-08 03:02:21)