indietro

 

Ambiente


 Il tracciato, tra natura e cultura, della Statale 87

L'attuale percorso della Statale 87 segue, come tutte le vecchie strade (strade romane), la linea di minima pendenza (quella che, come riportato sui testi di Topografia, veniva indicata dal mulo), adattandosi rigorosamente alla morfologia del terreno. Essa, cioè, risale i versanti e discende nelle valli in modo armonioso, realizzando un rapporto simbiotico con lo stesso percorso tratturale nel quale è inserita. L'uno, il tratturo, per il passaggio delle greggi, dei pastori, dei cani, delle masserizie e di quant'altro era in stretta relazione con la transumanza in quanto tale. L'altra, la strada, per permettere, evidentemente, ai proprietari di seguire le loro greggi con mezzi di trasporto più comodi ed efficienti, quali carri, carrozze e calessi. Da qui la Statale 17 L'Aquila – Foggia e le Statali 87 Capua (Napoli) – Termoli, 85 Capua (Napoli) – Isernia e 86 Forli del Sannio - Vasto. La prima, perché segue e affianca i tratturi che vanno dalla Puglia all'Abruzzo e viceversa, la altre, perché, incrociando la SS. 17, a Vinchiaturo e Isernia, permettevano di attraversarli tutti, dal Pescasseroli – Candela al L'Aquila – Foggia. Le tre statali permettevano, in tal modo, sia di risalire fino agli altopiani abruzzesi, dove sostare fino a Settembre, sia di raggiungere il tavoliere durante i mesi freddi, per il controllo delle greggi e la riscossione degli introiti derivanti dai commerci effettuati dai pastori.      

   Che il nuovo tracciato della Statale 87 sia conforme a quello esistente non è il capriccio di chi si occupa di natura e cultura, ma un'esigenza tesa a conservare la memoria storica di quanto descritto. Nasce da qui la richiesta, ritenuta necessaria, che le modifiche che si intendono apportare siano di piccola entità e che gli interventi di rettifica dovranno interessare, per quanto ci riguarda, solo i tratti eccessivamente ed inutilmente tortuosi, anche se ciò comporterà, inevitabilmente, aumenti, sia pur contenuti, della pendenza del tracciato. Quindi, non progetti di opere d'arte (viadotti e gallerie) di rilevanti dimensioni ma, interventi di piccola entità (ponticelli più ampi, rilevati più lunghi, trincee più alte), e sempre e soltanto per dare sì alla strada una maggiore scorrevolezza, ma sempre per conservare la sua panoramicità e la sua stretta concordanza con l'ambiente, nelle sue molteplici sfaccettature, in cui la stessa strada è tuttora inserita.

   La Statale 87 non deve, cioè, diventare la classica strada a scorrimento veloce, caratteristica propria delle strade di fondovalle, con i viadotti che scavalcano le valli e le gallerie che le mettono in comunicazione, ma una strada capace di unire la fluidità del movimento al contesto ambientale, culturale e naturalistico, che è lì per essere assaporato e goduto.   

Angelo Sanzò

L'Altritalia Ambiente

Forum delle Associazioni Ambientaliste

 

indietro