indietro

 

Ambiente


 

Il Molise e l’affare delle pale eoliche

 

Anche il Molise ha scoperto l’affaire delle energie alternative; e, con esso, il cosiddetto business del vento. Tant’è che si è cominciato a registrare – qua e là -  una sorta di piccolo boom di pale eoliche che, di recente, ha avuto modo di interessare pure qualche Procura della Repubblica.

Insomma, gli impianti in questione stanno diventando qualcosa di economicamente molto apprezzabile anche nella ventesima regione, e ciò benché la quota di energia da vento italiana non sia assolutamente paragonabile a quella vantata dai leaders europei del settore (Germania, Spagna e Danimarca).

Certamente le pale nostrane crescono a ritmo esponenziale, per fortuna grazie anche ad un certo numero di aziende serie; ma il peso della politica (e quello di tanti speculatori) rischia di farlo rassomigliare anche qui soltanto ad un castello di carte.

È stato accertato che, nelle giornate di vento, la fonte eolica copre appena il 3,3% del fabbisogno energetico nazionale; eppure, vengono presentate sempre più domande per le installazioni dei pali. Ed a farlo, spesso non sono le grandi società quanto piuttosto un sottobosco di “facilitatori” che, vantando buone entrature a Palazzo, arraffano permessi da vendere in seguito al migliore offerente.

Questo perché l’autorizzazione per una installazione vale quasi quanto l’oro. Trattandosi di 500mila euro per ogni megawatt, la firma di un dirigente regionale su di un titolo cartaceo di via libera assume il valore di quindici milioni di euro. Cosicché, le chiavi di questo forziere sono tutte in mano alla politica ed alla burocrazia.

Sul territorio della ventesima regione vi sono di già 136 impianti per una produzione di 102,32 mw. Si tratta ancora di ben poca cosa a fronte degli impianti siciliani (658) e siciliani (631), ma essi sono sempre più di quelli installati in Calabria (58), nella Toscana (20) e nella Liguria (11).

Il guaio è che spesso questi impianti nascono in posti poco adatti, prossimi ai centri abitati oppure dove non vi sono cavidotti per il trasporto dell’energia pulita. In un simile Far West le turbine non nascono dove c’è più vento, ma dove c’è un sindaco che si fa convincere. Tanto, un Comune deve svolgere semplicemente un’attività amministrativa!

Con questo sistema, l’utile lordo delle imprese del settore è aumentato di otto volte negli ultimi quattro anni.; e, dulcis in fundo, il padre dell’energia eolica italiana (uno degli uomini più ricchi e potenti della Campania), si ritrova ad essere … il presidente del Bene-vento  calcio.

Quando si dice nomen omen!

 

Claudio de Luca

 

 

indietro