La regione
Molise e l’energia elettrica
Mentre molte sono ormai le voci di economisti che
insistono su consumi sobri e compatibili con le risorse naturali, il rispetto
del paesaggio e la salute delle persone, altri pensano piuttosto a cercare
tutte le strade capaci di portare l’economia verso il profitto più sconsiderato
ed in ogni caso indifferente per il
bene comune ed una vita degna di questo nome.
Tutti sanno che nella ricerca delle fonti energetiche
gli scienziati più avveduti cercano d’individuare la tutela della salute per le
popolazioni, il rispetto per l’ambiente e le risorse naturali oltre che
l’efficienza delle stesse ed i costi di realizzazione e di rendimento.
Un referendum nel
Anche sulle fonti di natura termica o su quelle
rinnovabili, quali l’eolico o il fotovoltaico, c’è un dibattito piuttosto
eterogeneo circa l’efficienza, il costo, l’impatto ambientale e gli elementi di
rischio per gli abitanti del territorio su cui sono posizionati gl’impianti.
Premettiamo subito che siamo favorevoli alle fonti
energetiche rinnovabili, purché esse diano garanzia di rispetto della persona e
del territorio nelle esigenze di una vita non inquinata dai tanti aspetti
negativi che tali sistemi comportano e di cui discetteremo di seguito.
In Italia ad esempio poche e per lo più dislocate nel
Meridione sono le regioni che hanno predisposto normative per disciplinare
gl’impianti eolici e fotovoltaici; tra l’altro il numero delle torri eoliche da
esse previste, come in Toscana, Basilicata e Puglia, è molto limitato e
corrisponde a meno della metà delle 545 attualmente previste dalla recente
legge n. 15 della Regione Molise.
Oltretutto qualche regione, come
C’è dunque già chi, pur essendo favorevole all’eolico,
si ferma un attimo per riflettere anche sugli aspetti negativi di questo tipo
di fonte energetica e per limitarne i danni.
Diciamo subito che la legge regionale n. 15 prodotta
in merito dalla Regione Molise non ci piace per diversi aspetti.
Intanto le fasce di rispetto in essa previste dai
perimetri dei parchi archeologici, come da quelli urbanizzati o dalle
abitazioni rurali sono nettamente insufficienti a garantire il rispetto del
territorio, ma anche la difesa di una vita dei cittadini libera dal rumore, dai
campi elettromagnetici e dalle variazioni di luce-ombra prodotti dalle torri
eoliche.
Oltretutto tale normativa, nel fissare il numero dei
545 pali istallabili nel territorio del Molise, stabilisce solo la potenza
minima di ciascuno in 2 MW. Questo significa che l’altezza delle torri ed il
diametro delle pale possono raggiungere dimensioni che ne fanno dei veri e
propri mostri ambientali. Come si capisce
Creiamo l’eolico, il fotovoltaico, ma non
finalizziamoli per favore unicamente ai profitti delle aziende; cerchiamo
piuttosto di pensarli, come tutto il resto, per il bene dell’uomo.
Il nostro interesse per il problema che stiamo
esponendo deriva dal fatto che la stessa legge regionale n. 15 del Molise è
passata sopra le teste della popolazione, senza che a nessuno sia venuto in
mente di creare un dibattito diffuso tra la popolazione, in maniera che questa
avesse la possibilità di partecipare in modo informato all’elaborazione della
normativa in questione.
Nel Molise si è arrivati alla regolamentazione
dell’eolico e del fotovoltaico, ma, come ha giustamente fatto rilevare
l’associazione Forche Caudine, si è “abbastanza
indifferenti ad altre materie limitrofe quali la bioarchitettura, la casa
passiva, i pannelli fotovoltaici, il green public procurement, cioè gli
“acquisti verdi” da parte della pubblica amministrazione”.
Del problema dei parchi eolici ci siamo
interessati sin da quando la dorsale delle montagne che dividono l’alto Molise
dall’Abruzzo è stata letteralmente riempita di torri eoliche di enormi
proporzioni che rappresentano davvero uno scempio per il paesaggio.
Ora la questione si è fatta più pregnante dal momento
in cui
ha presentato al Comune di Duronia in data 7 maggio
2008 un progetto per la realizzazione sul territorio del medesimo Comune di un
impianto eolico di potenza complessiva di 22 MW, costituito da 11 aerogeneratori
di 2 MW cadauno, alti
Ora si è in attesa della valutazione dell’impatto
ambientale da parte della regione.
A Duronia, intanto, è nato un comitato spontaneo che
ha prodotto un proprio studio preliminare sul rispetto di tale progetto della
normativa prevista dalla recente legge regionale n. 15.
Sembrerebbe che la proposta della World Wind Energy
Holding S.r.l. sia fuori dalle fasce di rispetto previste dalla legge e quindi
ci siamo attivati per chiedere la sospensione del progetto in questione ed
evitare quindi danni irreparabili all’ambiente ed alla popolazione.
È grave che fino a questo momento tutto sia avvenuto
senza che nessuno abbia cercato di coinvolgere minimamente la popolazione di Duronia
e del territorio limitrofo e che non siano state ascoltate le associazioni
ambientaliste.
La installazione delle undici megatorri previste
sconvolgerebbe il paesaggio in maniera irreversibile compromettendo in maniera
definitiva per l’intera area qualsiasi progetto di turismo; ma questo sarebbe
nulla rispetto ai danni derivanti per la salute della popolazione e per
l’intero ecosistema.
Ribadiamo e sottolineiamo che non siamo contrari alle
fonti rinnovabili di energia elettrica, purché esse non abbiano un impatto
fortemente negativo sulla vita della comunità locale, che in ogni caso
dev’essere coinvolta nelle decisioni.
Questo noi vogliamo fare con la creazione del
comitato spontaneo a Duronia che ci auguriamo coinvolga unitariamente non solo
la popolazione locale, ma anche quella dei Comuni viciniori, in alcuni dei
quali sembra ci siano iniziative progettuali simili.
Oltre alla diffusione del documento che alleghiamo,
chiediamo una presa di posizione di tutti gli organi competenti in merito.
Informiamo ancora che il comitato spontaneo nato a
Duronia organizzerà presto un Convegno sul tema in questione perché ci possa
essere un confronto di base su una questione così delicata che riguarda la vita
dei cittadini dell’area interessata, ma forse dell’intera regione.
È da tempo ormai che molti cercano di coscientizzare
gli abitanti delle aree interne del Molise su un modello di sviluppo che non
possiamo lasciare all’irresponsabilità di chi cerca d’imporre sistemi di
produzione e di consumo contrari alla vita di un’intera collettività.
Speriamo davvero che le forze attive del territorio
interno del Molise si assumano la responsabilità di diventare soggetti attivi
sulle decisioni politiche, sociali ed economiche.
Umberto Berardo