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Ambiente


 

La regione Molise e l’energia elettrica

 

Mentre molte sono ormai le voci di economisti che insistono su consumi sobri e compatibili con le risorse naturali, il rispetto del paesaggio e la salute delle persone, altri pensano piuttosto a cercare tutte le strade capaci di portare l’economia verso il profitto più sconsiderato ed in ogni caso  indifferente per il bene comune ed una vita degna di questo nome.

Tutti sanno che nella ricerca delle fonti energetiche gli scienziati più avveduti cercano d’individuare la tutela della salute per le popolazioni, il rispetto per l’ambiente e le risorse naturali oltre che l’efficienza delle stesse ed i costi di realizzazione e di rendimento.

Un referendum nel 1987 ha deciso che in Italia le centrali termonucleari non debbano essere costruite ed invece l’attuale governo di centro-destra ne sta riproponendo la possibilità in barba al modo di pensare degl’Italiani.

Anche sulle fonti di natura termica o su quelle rinnovabili, quali l’eolico o il fotovoltaico, c’è un dibattito piuttosto eterogeneo circa l’efficienza, il costo, l’impatto ambientale e gli elementi di rischio per gli abitanti del territorio su cui sono posizionati gl’impianti.

Premettiamo subito che siamo favorevoli alle fonti energetiche rinnovabili, purché esse diano garanzia di rispetto della persona e del territorio nelle esigenze di una vita non inquinata dai tanti aspetti negativi che tali sistemi comportano e di cui discetteremo di seguito.

In Italia ad esempio poche e per lo più dislocate nel Meridione sono le regioni che hanno predisposto normative per disciplinare gl’impianti eolici e fotovoltaici; tra l’altro il numero delle torri eoliche da esse previste, come in Toscana, Basilicata e Puglia, è molto limitato e corrisponde a meno della metà delle 545 attualmente previste dalla recente legge n. 15 della Regione Molise.

Oltretutto qualche regione, come la Sardegna, che pure aveva già elaborato linee guida sulle fonti rinnovabili, ha revocato il bando e la relativa procedura di valutazione delle proposte di realizzazione degl’impianti eolici per procedere alla revisione e riformulazione del Piano Energetico Regionale.

C’è dunque già chi, pur essendo favorevole all’eolico, si ferma un attimo per riflettere anche sugli aspetti negativi di questo tipo di fonte energetica e per limitarne i danni.

Diciamo subito che la legge regionale n. 15 prodotta in merito dalla Regione Molise non ci piace per diversi aspetti.

Intanto le fasce di rispetto in essa previste dai perimetri dei parchi archeologici, come da quelli urbanizzati o dalle abitazioni rurali sono nettamente insufficienti a garantire il rispetto del territorio, ma anche la difesa di una vita dei cittadini libera dal rumore, dai campi elettromagnetici e dalle variazioni di luce-ombra prodotti dalle torri eoliche. 

Oltretutto tale normativa, nel fissare il numero dei 545 pali istallabili nel territorio del Molise, stabilisce solo la potenza minima di ciascuno in 2 MW. Questo significa che l’altezza delle torri ed il diametro delle pale possono raggiungere dimensioni che ne fanno dei veri e propri mostri ambientali. Come si capisce la Regione Molise non ha scelto il microeolico, ma un eolico industriale e selvaggio, rispetto al quale non possiamo che dirci contrari.

Creiamo l’eolico, il fotovoltaico, ma non finalizziamoli per favore unicamente ai profitti delle aziende; cerchiamo piuttosto di pensarli, come tutto il resto, per il bene dell’uomo.

Il nostro interesse per il problema che stiamo esponendo deriva dal fatto che la stessa legge regionale n. 15 del Molise è passata sopra le teste della popolazione, senza che a nessuno sia venuto in mente di creare un dibattito diffuso tra la popolazione, in maniera che questa avesse la possibilità di partecipare in modo informato all’elaborazione della normativa in questione.

Nel Molise si è arrivati alla regolamentazione dell’eolico e del fotovoltaico, ma, come ha giustamente fatto rilevare l’associazione Forche Caudine, si è  abbastanza indifferenti ad altre materie limitrofe quali la bioarchitettura, la casa passiva, i pannelli fotovoltaici, il green public procurement, cioè gli “acquisti verdi” da parte della pubblica amministrazione”.

Del problema dei parchi eolici ci siamo interessati sin da quando la dorsale delle montagne che dividono l’alto Molise dall’Abruzzo è stata letteralmente riempita di torri eoliche di enormi proporzioni che rappresentano davvero uno scempio per il paesaggio.

Ora la questione si è fatta più pregnante dal momento in cui la World Wind Energy Holding S.r.l.

ha presentato al Comune di Duronia in data 7 maggio 2008 un progetto per la realizzazione sul territorio del medesimo Comune di un impianto eolico di potenza complessiva di 22 MW, costituito da 11 aerogeneratori di 2 MW cadauno,  alti 126 metri e con un diametro delle pale di 92,50 metri.

Ora si è in attesa della valutazione dell’impatto ambientale da parte della regione.

A Duronia, intanto, è nato un comitato spontaneo che ha prodotto un proprio studio preliminare sul rispetto di tale progetto della normativa prevista dalla recente legge regionale n. 15.

Sembrerebbe che la proposta della World Wind Energy Holding S.r.l. sia fuori dalle fasce di rispetto previste dalla legge e quindi ci siamo attivati per chiedere la sospensione del progetto in questione ed evitare quindi danni irreparabili all’ambiente ed alla popolazione.

È grave che fino a questo momento tutto sia avvenuto senza che nessuno abbia cercato di coinvolgere minimamente la popolazione di Duronia e del territorio limitrofo e che non siano state ascoltate le associazioni ambientaliste.

La installazione delle undici megatorri previste sconvolgerebbe il paesaggio in maniera irreversibile compromettendo in maniera definitiva per l’intera area qualsiasi progetto di turismo; ma questo sarebbe nulla rispetto ai danni derivanti per la salute della popolazione e per l’intero ecosistema.

Ribadiamo e sottolineiamo che non siamo contrari alle fonti rinnovabili di energia elettrica, purché esse non abbiano un impatto fortemente negativo sulla vita della comunità locale, che in ogni caso dev’essere coinvolta nelle decisioni.

Questo noi vogliamo fare con la creazione del comitato spontaneo a Duronia che ci auguriamo coinvolga unitariamente non solo la popolazione locale, ma anche quella dei Comuni viciniori, in alcuni dei quali sembra ci siano iniziative progettuali simili.

Oltre alla diffusione del documento che alleghiamo, chiediamo una presa di posizione di tutti gli organi competenti in merito.

Informiamo ancora che il comitato spontaneo nato a Duronia organizzerà presto un Convegno sul tema in questione perché ci possa essere un confronto di base su una questione così delicata che riguarda la vita dei cittadini dell’area interessata, ma forse dell’intera regione.

È da tempo ormai che molti cercano di coscientizzare gli abitanti delle aree interne del Molise su un modello di sviluppo che non possiamo lasciare all’irresponsabilità di chi cerca d’imporre sistemi di produzione e di consumo contrari alla vita di un’intera collettività.

Speriamo davvero che le forze attive del territorio interno del Molise si assumano la responsabilità di diventare soggetti attivi sulle decisioni politiche, sociali ed economiche.

 

 

Umberto Berardo

 

 

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