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A distanza di
10 anni circa dall’evento sismico che ha distrutto la scuola F. Jovine di San Giuliano di Puglia, provocando la morte
di 27 bambini e di due maestre, la domanda è sempre la stessa: perché la
ricostruzione, esclusa San Giuliano di Puglia, è ferma ancora la 20 – 30%?
Chi si
aspettava delle risposte o quantomeno alcuni input in tal senso nella
convention organizzata dal Comitato
tecnico per la ricostruzione dello scorso 20 gennaio presso
la Biblioteca Albino sarà rimasto come minimo deluso. La riunione, definita
sarcasticamente spontanea, era capeggiata dall’attuale consigliere
regionale Nico Romagnuolo, titolare della delega per
la ricostruzione.
La
discussione si è incentrata sullo stato
di criticità e sull’eventuale proroga o meno per un altro
anno. Da questo punto di vista ampie sono state le garanzie da parte di Romagnuolo
nel suo intervento a dir poco noir:“I
primi di novembre la struttura commissariale si è mossa presso il Governo
per avere rassicurazioni che puntualmente sono arrivate dalla Protezione
Civile....poi arriva la doccia fredda dal Ministero delle Finanze che non
conosce come funzionano le cose da noi in Molise. Hanno bloccato tutto
perché hanno trovato delle incongruenze che non c’entrano nulla con la
ricostruzione”.
A questo
punto in sala, piena di tecnici e amministratori locali, serpeggia un
silenzio ansioso tanto che l’unica mosca che vola nella sala è acqua di
colonia. Ed ecco quindi che mister
progetto ricostruzione Molise annuncia:“ Comunque state tranquilli: prima
di venire qui mi son sentito con il Presidente Iorio, il quale mi ha
assicurato che il rinnovo, la proroga dello stato di criticità, ci sarà”.
Ma
cos’è lo stato di criticità? Il provvedimento prevede la proroga del contributo per
l'autonoma sistemazione corrisposto alle famiglie che hanno scelto un
alloggio provvisorio in affitto, dei
contratti a tempo determinato per il personale degli uffici sisma (a
seconda dei limiti e delle esigenze programmate dai sindaci),
delle misure specifiche legate al funzionamento e alle contabilità speciali
della Struttura commissariale.
Inoltre
bisogna ricordare che lo "stato di criticità" non
corrisponde allo "stato d'emergenza", cessato il 31 dicembre
2009. Lo stato di criticità si basa nella sostanza sul disagio effettivo
che le popolazioni colpite dal terremoto ancora vivono nei loro territori
e, va da sé, che se la ricostruzione è ferma ad un 20 -30% le
responsabilità di quello che l’allora premier Berlusconi definì Modello
Molise, sono tutte da attribuire al carrozzone amministrativo e burocratico
che la regione Molise ha creato.
Ed è proprio
sul personale che Romagnuolo
si sofferma e diventa profondo:“… i
346 milioni di euro, Delibera CIPE del 3.08.2011, non saranno spesi tutti
nel 2012....l'anno prossimo il rinnovo non ci sarà però state tranquilli
che le stabilizzazioni le faremo.....” . andando a
rispondere anche a Cristian Di Paola, portavoce
del comitato tecnico per la ricostruzione, il quale sottolineava come “..a 40 – 45 anni non si può più
non avere un posto fisso. Tutti o quasi abbiamo famiglia …”.
E Romagnuolo conclude il suo magnifico intervento, con la
chicca dell’anno:“Ci
sono voluti 10 anni per avere un pò di soldi”. Delle
due l’una: o Romagnuolo, un po’ come Scajola, non
sapeva dei tanti soldini arrivati in Molise per la ricostruzione oppure
quel Romagnuolo nominato da Iorio nel 2006 era
solo un suo omonimo.
Ma sta di
fatto che mister
progetto ricostruzione Molise scende dalle stelle. Ed
allora proviamo a fargli sapere qualcosina.
A quasi due
anni dalla sua nomina, il 12 maggio 2008, La7 manda in onda una puntata di Exit, condotta da Ilaria D’Amico, dedicata alla ricostruzione
in Molise. In particolare viene preso in esame l’articolo 15 che viene
definito il capofila degli sprechi e delle inefficienze della cattiva
gestione. Qualcuno
degli intervistati definisce il terremoto molisano un terremoto legislativo
creato ad hoc per sommarsi a quello naturale. L’articolo 15
era stato ideato per favorire la ripresa produttiva dei territori colpiti
dal sisma e dall’alluvione (gennaio 2003) e ovviamente, così è avvenuto per
i 14 comuni colpiti dal sisma e per l’alluvione del basso Molise,
l’emergenza è diventata regionale.
Il 13 ottobre
del 2007 il senatore Astore asserisce che “Il problema resta sempre lo stesso: capire che fine
hanno fatto quei trecento milioni di euro arrivati e mai rendicontati”.
A quei 300milioni di euro negli anni se ne sono aggiunti tanti altri, fino
a sfiorare il miliardo di euro, con cui sono stati finanziati i progetti
più stravaganti e fantasiosi, utili solo a creare un grande circo mediatico
ma che nella sostanza ha lasciato i terremotati sempre più terremotati.
E
allora a chi ha giovato allargare le aree del terremoto? A chi è servito
creare apparati costosi ed inefficienti, perché nella maggior parte dei
casi non c’era nulla da ricostruire?
Sicuramente
non ai cittadini che ancora oggi vivono in abitazioni di fortuna ma,
probabilmente, a Cipe&Ciop, alias Michele Iorio e Gianfranco Vitagliano - rispettivamente Presidente della Regione
Molise e Assessore alla Programmazione da ormai 10 anni - che
si sono ritrovati tra le mani finanziamenti a pioggia, con un conseguente
ritorno di immagine elettorale.
Ma se il
Modello Molise previsto da Berlusconi avesse mantenuto i tempi delle
promesse e degli annunci ovvero “
In due anni tutto sarebbe tornato al suo posto” oggi parleremo di precari
da stabilizzare? Quindi diventa molto chiaro il
perché, una volta decaduto lo stato di emergenza nel dicembre del 2009,
dopo 7 anni si sia creato un ulteriore provvedimento, lo stato di criticità, per
cui “ finché le persone non faranno
rientro nelle loro abitazioni sarà possibile utilizzare procedure
straordinarie per far recapitare nuovi soldi.”
Ma questa
situazione diventa paradossale perché senza la proroga dello “stato di
criticità” ci sarebbero sì i soldi per la ricostruzione ma non i tecnici
per realizzarla. Ma si può portare a termine la ricostruzione in un solo
anno dopo 10 di immobilismo? Non sarebbe il caso di sedersi attorno ad un
tavolo e paventare un nuovo modello di ricostruzione dato che il prossimo
anno i tecnici e i vari uffici COC non ci saranno più?
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