Lo zucchero filato del centrodestra molisano
Lo zucchero fuso sprizza fuori dal corpo centrale della macchina
e attraverso piccolissimi fori entra a contatto con l'aria più fredda. Si
solidifica ed assume la caratteristica composizione a filetti, che
vengono raccolti in un recipiente metallico. A questo punto basta ruotare
un piccolo stecchino lungo il recipiente metallico per raccogliere i
piccoli filetti di zucchero, i quali, essendo molto appiccicosi, si
attaccheranno tra loro diventando molto simili a batuffoli di ovatta o
cotone. È così che funziona la preparazione per avere un buon zucchero
filato ed è pressappoco così che il centrodestra molisano e i suoi attori
principali saltano fuori dalle loro poltrone e a contatto con l’aria sociale
si avvolgono su loro stessi per poi ritrovarsi attaccati sullo stecchetto
che li sostiene ormai da oltre dieci anni.
Lo scorso 4 febbraio, in occasione del consiglio
regionale monotematico sullo zuccherificio, la politica molisana ha
tracciato un solco che invece di chiarire le idee ai cittadini molisani
li ha coinvolti in una dolce spirale di pettegolezzi, collegati tra loro dallo
stecchetto dello zucchero filato della politica regionale, Michele Iorio.
Il fatto
curioso è che mentre un pò tutti attaccavano l’inattendibile Presidente nessuno si accorse che lo
stesso stava nel frattempo risistemando il suo
partito in vista dei due congressi provinciali e delle
consultazioni comunali ad Isernia.
Tornando
allo scorso 4 febbraio bisogna dire che uno dei punti cardine su cui si
basava la delibera sullo zuccherificio, definita la Exit Strategy,
era ed è l’azzeramento del suo Consiglio d’amministrazione (Cda). Però
almeno fino al prossimo 2 Marzo, giorno in cui dovrebbe essere nominato
il nuovo Cda, Antonio
Di Rocco, Lucio De Gaetano e Francesco Perna
resteranno in carica per gestire l’ ordinaria amministrazione che nella
fattispecie è la gestione a tutti gli effetti dello stabilimento.
Per uno di loro, ovvero il Presidente Di Rocco, è arrivata la conferma in diretta tv
dall’assessore alla programmazione Vitagliano -
alias il Cabarettista programmato - che a denti
stretti e con un’aria non del tutto convinta ha riconfermato l’azzerato Presidente
in carica.
Perché
questa accelerazione improvvisa e con ogni probabilità non voluta dal Cabarettista
programmato?
Qualche
mese addietro, in tempi di assegnazione delle deleghe, in tanti
sostenevano che L’Ulisse
Furioso, anche detto Ulisse Di Giacomo, senatore in quota Pdl e fedelissimo di Iorio, si fosse impuntato affinché la
delega alla programmazione fosse tenuta dal Presidente Iorio.
Non è andata proprio così.
Vitagliano in effetti non era così predisposto ad accettare e
riprendere in mano il suo assessorato, tanto è vero che il suo desiderio era dirigere
quello all’agricoltura, ugualmente importante ma sicuramente più
redditizio da un punto di vista della disponibilità economica rispetto
alla programmazione, in qualche modo “svuotata” da Vitagliano
stesso in questi ultimi 7 -8 anni. Sappiamo com'è andata:
Iorio in qualche modo ha punito Vitagliano,
lasciandogli in mano una patata bollente tra le mani e dando l’agricoltura alla Fusco Perrella.
Ovviamente in questa prima partita la sconfitta sembrerebbe appannaggio
de L’Ulisse Furioso ma non è proprio così
perché la possibilità di rivalsa era ed è dietro l’angolo.
Altro breve
salto temporale: siamo in tempi di composizione delle liste elettorali.
Con una mossa molto astuta il Governatore riesce a spaccare il fronte Di
Giandomenico – Orlando – Di Rocco ( volevano mettersi di traverso all’inattendibile)
garantendo a
quest’ultimo un posto di prestigio in futuro se si fosse fatto da parte
o meglio lo avesse aiutato nelle imminenti consultazioni regionali. Parole e promesse mantenute da
ambo le parti. Di Rocco è Presidente dello Zuccherificio. Antonio Di
Rocco è un uomo di Michele Iorio.
Già questo
basterebbe per rispondere alla domanda di cui sopra e capire il perché
dell’annuncio affatto entusiasta dell’altra sera. A questa prima rete
subita se ne aggiunge subito un’altra.
Noi
de L’Infiltrato da quasi due mesi scriviamo della rivalsa politica
dell’assessore nei confronti del Governatore. Diciamo e
stendiamo, in solitaria, della guerra interna tra i due “capi” del Pdl molisano. Oggi anche altri se ne sono accorti.
Sangue è stato versato sul campo di battaglia del congresso provinciale
di Campobasso. In tanti del Pdl, a dire il
vero, avrebbero voluto togliersi di mezzo l’attuale coordinatore
provinciale, l’edicolante
di Larino
alias Pierluigi Lepore,
soprattutto dopo i risultati ottenuti alle ultime consultazioni
regionali.
Ma
il Lepore oltre ad essere molto legato all’ex
ministro Matteoli è diventato il muro di gomma con cui si è riuscito a
rimandare al mittente l’attacco sferrato dal trio delle
decorazioni istituzionali De Camillis
– Perrella – Vitagliano. Se per la prima
sembrerebbe sia bastata una
sola chiamata all’amico in comune Scajola; se per la
seconda parrebbero esser
servite alcune rassicurazioni sul dopo Silvestri a Boiano,
dove il buon Carlo
a mammà – figlio dell’assessore
Fusco Perrella – dovrebbe essere il futuro
candidato Sindaco del centrodestra, per il “compagno Gianfry” è stata decisiva la posizione di Aldo Patriciello,
europarlamentare venafrano del Pdl, il
quale avendo già dalla
sua il futuro candidato presidente regionale, il cognato Mario Pietracupa, e la promessa di tornare in Italia non ha
alcuna intenzione di aprire battaglia per la conquista del potere.
Ed allora
il “compagno Gianfry”, assessore potente che sta con i
potenti e che consiglia ad amici e conoscenti di stare con gruppi potenti
da lui battezzati, si arrenderà a questa ribellione
interna nei suoi confronti capeggiata dall’ Ulisse Furioso da Carovilli oppure tornerà all’attacco?
Il prossimo
scontro potrebbe essere Isernia dove il centrodestra andrà sicuramente
diviso. Da una parte la maggioranza del Pdl,
dietro la sorella del Governatore Rosa Iorio, e dall’altra i dissidenti
capeggiati da Raffaele Mauro, cui si potrebbe aggiungere un aiuto
ufficioso e inatteso del Cabarettista, che sogna un canestro da tre punti
per vincere la partita. Eh
sì, parchè se la roccaforte elettorale di casa Iorio fosse
profanata sarebbe un colpo triplo: 1) Iorio perde a casa sua; 2) Iorio
rinuncerebbe ad una eventuale candidatura al parlamento; 3) Iorio non
sarebbe più il leader del Pdl molisano.
Su una cosa
però siamo certi, che questo centrodestra molisano da oltre un decennio
si regge nel bene e nel male sulla figura di Michele Iorio un pò come lo zucchero filato che senza il suo
stecchetto sarebbe solo zucchero fuso. È solo una coincidenza la crisi saccarifera?
di Alessandro Corroppoli
(da infiltrato.it)
Campobasso,
li 20 Febbraio 2012
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