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Informazione

                       

 

 Lettera aperta a Monsignor Bregantini che ha scritto a S.Francesco di Sales, patrono dei giornalisti, nel giorno della sua festa

Caro Padre Giancarlo, mi ti rivolgo - non senza imbarazzo - come preferisci essere chiamato nell'esercizio del difficile e fondamentale compito che svolgi con dolcezza e determinazione, e ti scrivo rispondendo alla lettera che hai idealmente inviato al Protettore dei giornalisti, nella ricorrenza della sua festa.



La lettera indirizzata a San Francesco di Sales e calibrata deontologicamente sul suo esempio, si chiude con una triplice esortazione che il Santo farebbe (dovrebbe fare) ai giornalisti molisani, dei quali annunci di far parte con gioia: 1. di essere più liberi dentro e non schiavi di nessuno; 2. di far germogliare il bello e il buono ch'è seminato a piene mani nella nostra antropologia e nei nostri territori; 3. di avere maggiore stima reciproca, anzi, di gareggiare a stimarsi a vicenda. Sono precetti alti, nobili e condivisibili, oltretutto profondamente legati gli uni agli altri che però, perché non risultino ideologici e imbonitori, hanno bisogno che ai giornalisti sia riconosciuta la dignità del loro lavoro e la sofisticata funzione democratica che svolgono.

Nel Molise, caro Padre Giancarlo, l'informazione si regge sul finanziamento pubblico che la politica elargisce premiando testate amiche e discriminando quelle critiche e d'opposizione. E' nell'ambito di questo scenario che si pone, concretamente, la questione dell'essere liberi e non schiavi di qualcuno. Per questo, innanzitutto a tutela del lavoro giornalistico e della fondamentale funzione che svolge il pluralismo a sostengo e coltivazione della democrazia, l'Assostampa e l'Ordine regionale, hanno contribuito ad elaborare un progetto di riforma della comunicazione regionale che il Presidente Iorio e la sua maggioranza, schierati a difesa di interessi che hanno fatto pesantemente aggio sul loro atteggiamento, si sono adoperati affinché non arrivasse alla discussione del Consiglio regionale, nel corso della legislatura da poco terminata. Dall'approvazione e dall'operatività di una riforma che stabilisca regole chiare e trasparenti per l'accesso alle risorse pubbliche, dipende anche il fatto che il giornalista sappia cogliere e diffondere quello che c'è di buono e di auspicabile nella nostra comunità, finalmente libero dai condizionamenti della politica.

E sempre dalla legge, caro Padre Giancarlo, dipende anche la stima e il rispetto fra i giornalisti. La condizione negletta e ricattabile in cui viene deliberatamente tenuta la comunicazione nella nostra regione deprime e avvilisce anche la professione fino alla professionalità, che ha bisogno del rispetto delle norme contrattuali e delle tutele previste per l'espletamento del compito importante e delicato che le compete. La battaglia affinché la nostra regione si doti di una legge quadro che metta fine all'intrusione della politica nella comunicazione e che punti al sostengo franco e sostanzioso di un settore la cui salute e vivacità rappresenta un significativo indicatore del grado di civiltà e di democrazia di un consorzio culturale qualsiasi, non è appannaggio esclusivo dei giornalisti ma riguarda i partiti, le associazioni di categoria, il sindacato, il mondo della cooperazione, la Scuola e l'Università, ma anche la Chiesa che fa parte dell'ordito spirituale e culturale della nostra comunità.

Per questo, Padre Giancarlo, anche come nuovo iscritto (di riguardo) all'Ordine molisano, ti chiediamo di unirti alla lotta (è meglio chiamare le cose col loro nome per sconfiggere l'acquiescenza passiva che ci intorpidisce come lamenti) che i giornalisti molisani hanno portato e porteranno avanti per la rapida approvazione di una legge di settore, fondamentale conquista civile per tutti i nostri corregionali, comunque la pensino.


LEGGI LA LETTERA DI MONSIGNOR BREGANTINI A SAN FRANCESCO DI SALES

 di Antonio Ruggieri (da il benecomune.it)                                                      

  Campobasso, 02 Febbraio 2012

 

 

 

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