SALVARE IL MOLISE!
Il Forum delle Associazioni ambientaliste lo vuole, ma.....
‘Scrigno di bellezze e di potenziali risorse’, ‘terra
incontaminata’, ‘oasi di serenità’ è la caratterizzazione ormai stereotipata
del Molise, che sempre meno corrisponde a realtà, ma è pur sempre il fondamento
di una retorica che ostenta l’orgoglio dell’appartenenza e maschera i guasti
del territorio, perpetrati ormai da anni ed in modo subdolo.
Ed ancora ‘valorizzazione’ ‘sinergia’ ‘trasparenza’
‘sviluppo sostenibile’ costituiscono il belletto oratorio che gonfia il suono e
relega nel nebuloso ogni tentativo di comprensione e di interazione.
Una carenza amministrativa segnata da ritardi o da
decisioni prese sotto la spinta del momento e per l’utilizzo di contributi, che
si disperdono nei canali della spartizione, non riesce a risolvere le
situazioni critiche in modo globale e lungimirante, anzi, per molti aspetti,
contribuisce ad aggravarle.
Eppure la pletora degli Amministratori, eletti dalla
cittadinanza, si arricchisce di dirigenti, funzionari, tecnici, consulenti,
sicché si abbassa vertiginosamente il rapporto Amministratori/Amministrati.
Un tale apparato, grazie anche all’utilizzo di
sofisticati strumenti tecnologici, dovrebbe garantire un oculato monitoraggio
in vista di un riassetto controllato del territorio e dovrebbe dare la spinta
giusta per attività di lunga durata che producano ricchezza e non si spengano
al venir meno dei finanziamenti pubblici. L’esigua superficie molisana,
governata da tanta saggezza e da consolidate competenze di esperti ampiamente
remunerati, dovrebbe risplendere in ogni suo angolo e le piccole comunità
dovrebbero progredire nell’intensità numerica e nel dinamismo dello sviluppo.
Ma.... il Molise muore giorno dopo giorno.
Il dissesto idrogeologico, anche se identificato e
rilevato nelle mappe specifiche, non costituisce l’elemento catalizzatore che
determina interventi di protezione e di prevenzione, né frena l’ambizione di
progetti arditi non sostenibili, non
commisurati con le condizioni di fragilità territoriale.
La biodiversità, onore e vanto di una terra vergine,
è compromessa da interventi di disturbo e da inquinamenti persistenti, anche se
non macroscopici; le colture biologiche, altra risorsa qualificante, sono a
rischio per carenze idriche e per l’invasività di sostanze nocive.
Il paesaggio ameno è deturpato da interventi
dissennati, autorizzati in modo acritico, fuori dalla logica palladiana: la
flessuosità collinare è deturpata dalle cave, ferite più o meno profonde ed
estese che compromettono l’armonia di forme e colori; la linea dell’orizzonte
segna crinali segmentati da pale svettanti che deturpano l’estetica e, quel che
peggio, compromettono la biodiversità; come se non bastasse, la contaminazione
si estende al mare ed alle coste, in modo da violare anche la fauna marina; e
questo con effetti di dubbia efficienza e di nessuna utilità per il Molise.
La consapevolezza di tante criticità e la presa di
coscienza che la voce di pochi è nota inascoltata hanno determinato nel Molise
il costituirsi del Forum delle associazioni ambientaliste, che si riconoscono
nell’unità di intenti dei singoli statuti: vigilare sul territorio,
interloquire con le Istituzioni,
arginare deliberazioni lesive del bene comune.
E’ iniziata così l’azione del Forum per capire il
perché di alcune decisioni non in linea coi presupposti della protezione e
della valorizzazione dell’ambiente e per aprire un tavolo tecnico di
collaborazione nel tentativo di sanare le distorsioni territoriali.
L’incontro/dialogo con le forze politiche, se e
quando è possibile, si dilegua in risposte evasive, in silenzi che aggravano i
dubbi; è difficile penetrare nei meandri di una politica senza regole e senza
trasparenza. Percorrere l’iter di un processo deliberativo per comprenderne la
logica significa smarrirsi nel mare magnum dell’indistinto, dove la
responsabilità individuale si disperde nella marea delle responsabilità altrui
sino ad appellarsi alla madre di ogni deliberazione ‘la volontà politica’,
un’espressione pomposa, che si gonfia all’inverosimile, sino a scoppiare,
lasciando un senso di vuoto, che
offende l’intelligenza, turba il senso civico e genera non poche difficoltà nel
riappropriarsi del senso delle parole e della realtà.
In nome della ‘volontà politica’ ogni inadempienza è
giustificata, ogni abuso è consentito, ogni disposizione emanata può essere
trasgredita, ogni responsabile tutelato.
Manca
un piano dello sviluppo energetico, manca un piano delle risorse idriche,
vincoli paesaggistici e di interesse storico possono essere disattesi, le aree protette possono essere violate e,in
assenza di regole, tutto è possibile: l’acqua si regala ed il Molise resta
asciutto; gli appalti, fuori di ogni norma e buon senso, sono affidati a pochi
eletti, quasi sempre non molisani; i rifiuti di altre regioni vengono
generosamente accolti, mentre aree montane e marine vengono cedute, per
l’istallazione di impianti, con giochi di potere subdoli e per il miraggio di
compensi irrisori, di cui solo pochi fruiscono.
Il sistema non regge! Il Forum lancia il grido perché
le forze politiche ed amministrative agiscano con senso di responsabilità e di
reale rispetto per il bene comune, perché le risorse molisane siano potenziate
e non svendute, perché le perle molisane siano custodite e protette.
Lo scrigno di bellezze, svuotate dei beni preziosi,
diventa una scatola da buttare.
Si
eviti di barattare il Molise e di ridurlo nella condizione di terra da
mortificare, dilapidare, conquistare.
Enza Santoro