Elezioni regionali 2006
Uno sfogo
Come
dovevasi dimostrare. I molisani condannano
Questa
sconfitta mi sembra costruita negli anni, almeno dal 2001. Se non vogliamo
farla risalire ad ancora prima, cioè all’introduzione del sistema maggioritario
e delle alleanze forzate, limitiamoci agli ultimi 5 anni. Iorio è andato al
potere con un cavillo formale sulle firme dei Verdi e di qualche altra lista
trasformatosi in un caso giudiziario che i dirigenti di centro sinistra hanno
preso alla leggera, senza preoccuparsi molto di prendere contromisure: le firme
non valide dei Verdi, infatti, furono contate due volte. Comunque, è bastato un
anno di governo Di Stasi per far ribaltare i voti da sinistra a destra. Una
volta al potere Iorio, il gioco del clientelismo e della piena visibilità,
nonché la “occupazione” di tutti gli organi di informazione, hanno fatto il
resto.
Ma
da allora il centro sinistra hanno fatto ben poca opposizione e ben pochi
sforzi per raggiungere quella fantomatica unità a sinistra che non fosse solo
una trovata elettorale. Si sono visti forse i Verdi per le battaglie
ambientaliste? Dov’erano i due partiti comunisti? E perché l’unità non comincia
proprio da loro? Perché c’è stata sofferenza in tutti gli enti locali
amministrati dal centro sinistra? Perché un sindaco della Margherita è stato
fatto fuori da suoi consiglieri anch’essi della Margherita, provocando una
discutibile ma prevedibile svolta a destra del gruppo messo in minoranza?
Quanti di questi episodi si sono verificati in tutto
Nell’ultimo
anno, poi, c’è stata la negazione delle primarie. A parole qualcuno le voleva,
i segretari dei partitini si opponevano, di fatto nessuno se ne occupava. Solo
tardivamente molti si sono espressi a favore: quando non c’era più il tempo.
Come membro del
comitato promotore delle primarie faccio anch’io la mia autocritica: dovevamo
osare di più e organizzarle ugualmente dopo il primo evidente rifiuto da parte
dei segretari di partito; e dovevamo non essere troppo rigidi nei regolamenti,
peraltro sottoposti e votati in una assemblea, che però hanno di fatto escluso
persone e gruppi che si sarebbero impegnati in modo positivo. E rispondere
preparando nel frattempo una lista elettorale autonoma, composte da persone dei
movimenti, della società civile e da quanti, fuori dei partiti, si fossero
proposti; lista pronta da presentare da sola (con un proprio candidato
presidente), eventualmente da associare al centro sinistra in caso di più miti
consigli.
Ma
tant’è: ora abbiamo tempo per ricostruire un’altra sinistra, vera, nei metodi e
nei contenuti, che faccia le battaglie sul territorio sui grandi temi
strategici o anche sui problemi spiccioli, tenendo presenti le emergenze
planetarie, che impongono a tutti, ma almeno a chi vuole formare forze
progressiste, di cambiare radicalmente rotta. Denunciando e isolando i
traditori voltafaccia: perché si poteva essere certamente scontenti del centro
sinistra, come lo eravamo noi, ed uscirne, ma avendo il coraggio di combattere
da fuori, non passando dalla parte dei conservatori, inquinatori, devastatori,
fascisti, militaristi, pregiudicati, amici degli evasori fiscali, che ci hanno
condotto a guerre inutili, hanno dilapidato i nostri soldi e creato le
condizioni per nuove tasse.