DR GROUP
12 domande a Massimo Di Risio:
per capire a che gioco giochiamo
Massimo Di Risio è il proprietario della DR Motor, che prese fondi
regionali legati alla ricostruzione, dopo il terremoto in Molise. Si parla di
5 milioni di euro, che Di Risio avrebbe avuto
grazie ai buoni rapporti con il governatore molisano Michele Iorio.
Secondo una ricostruzione giornalistica della testata molisana Primonumero.it, confermata dal direttore Monica Vignale e finita anche su La7, la DR Motor avrebbe potuto
prendere soltanto 178 mila euro dalla Regione, per avviare l’attività.
Su Wikipedia, nella pagina della DR Motors, si legge: «L'azienda importa componenti prodotti
dalla Casa automobilistica cinese Chery Automobile
e li assembla nelle sue sedi italiane». Ma Giuseppe Tarantino, responsabile
Fiom del Molise, in un’intervista telefonica rilasciataci lo scorso 29
novembre, disse che le auto arrivano già pronte dalla Cina. Per Tarantino, la
DR Motor «realizza solo l’impianto a gas». Se è vero, e pare che Di Risio non abbia smentito pubblicamente Tarantini, DR
Motor dovrebbe chiarire che cosa produce nello stabilimento di Macchia
d’Isernia (Isernia). Soprattutto per due fatti concomitanti: i ritardi
dell’autunno passato nel pagare i dipendenti e l’acquisizione aziendale dello
stabilimento Fiat di Termini Imerese (Palermo), con
l’assorbimento, entro il 2016, di 1312 lavoratori siciliani (241 nel 2012).
Diamo a Di Risio la possibilità di
spiegare, liberando il campo da equivoci, sospetti e polemiche. In dodici
domande, il nostro Andrea Succi affronta le questioni principali della DR
Motor. Ora tocca a Di Risio parlare.
1) È vero che le auto della DR arrivavano, o arrivano,
direttamente dalla Cina già pronte e assemblate e nello stabilimento di
Macchia d’Isernia vengono semplicemente sostituiti i marchi dei vari
componenti?
2) Come ha utilizzato i 5 milioni di euro di fondi pubblici per
l’emergenza sismica che il Presidente della Regione Michele Iorio, in qualità
di Commissario per l’emergenza, Le ha erogato?
3) Quali sono i suoi rapporti con l’attuale presidente della
regione Molise Michele Iorio?
4) È vero quanto sostiene Giuseppe Tarantino, segretario
molisano della Fiom-Cgil, che
gli operai non sono stati pagati per mesi, “come in effetti comunicato da
delegati e lavoratori”?
5) Che destino avranno i delegati e gli iscritti Fiom? Lo stesso
promesso da Marchionne in Fiat?
6) Se è vero, com’è vero, che per legge ogni autovettura
commercializzata in Europa deve sottoporsi al crash test secondo gli standard
EuroNCAP, perché la DR5 (il cosidetto
SUV italiano) non ha questo tipo di certificazione?
7) Secondo Sicurauto.it , il primo
portale italiano sulla sicurezza delle autovetture, nei crash test eseguiti
sulla Chery Tiggo
(vettura con cui la Dr5 condivide quasi tutto, eccetto l’impianto a gas) “in
uno schianto a 67 km/h contro una barriera deformabile
i sensori posti nei manichini hanno riportato che un eventuale
conducente umano sarebbe morto per trauma cranico letale e fratture alle
vertebre cervicali in seguito al violento contatto tra testa e volante; i
sensori hanno inoltre constatato gravi lesioni a torace, gambe e piedi. Per
quanto riguarda il manichino passeggero i risultati sono stati più rosei:
nonostante il grave trauma cranico un passeggero umano sarebbe sopravvissuto
allo schianto. In aggiunta è stato riscontrato il fatto che l'apertura delle
portiere della Tiggo, in seguito al test, è stata
molto difficile, tanto da richiedere l'utilizzo di strumenti specifici”:
perché non ha mai risposto alle sollecitazioni di Sicurauto.it
riguardo alla presunta sicurezza della DR5?
8) Secondo un articolo del Sole 24 Ore, datato 24 novembre 2011,
“Dr Motor era gravata a fine 2009 da circa 74 milioni di debiti
complessivi – di cui 34 con le banche –, con una posizione finanziaria netta negativa
per 34 milioni a fronte di un patrimonio netto di poco meno di 10 milioni”:
come può un’azienda in simili condizioni finanziarie assumere il controllo di
Termini Imerese?
9) Secondo Maurizio Zipponi,
Responsabile del settore lavoro dell’Italia dei Valori, “quel che Di Risio non dice, purtroppo, è per quale via conti di
appianare il cospicuo debito e di trovare i finanziamenti necessari per
produrre macchine a Termini Imerese. Diventa dunque
di smentita in smentita più forte il sospetto di trovarci di fronte a una di
quelle classiche partite di giro cui troppe volte abbiamo assistito in questi
ultimi anni: quei giochi vertiginosi alla fine dei quali gli unici a
ritrovarsi gabbati, presi in giro e gettati in mezzo a una strada sono i
lavoratori.” Come risponde a Zipponi?
10) Secondo fonti DR l'operazione siciliana dovrebbe essere
garantita anche da soggetti pubblici, per un importo pari a circa 178
milioni: “37 a fondo perduto, 45 come contributo all'occupazione della
Regione, 95 sotto forma di credito bancario garantito”. È plausibile
ipotizzare che parte di questi fondi andranno a ripianare i debiti della Dr?
11) Secondo Lettera43.it, Dr Group “promette di
produrre a Termini Imerese 60 mila auto all'anno a
pieno regime (la Fiat ne produceva 70 mila senza sfruttare l’intera
potenzialità dello stabilimento), ma in tre anni di attività ne ha
immatricolate solo 10 mila, con una capacità produttiva di 115 al giorno e un
fatturato 2010 di 50 milioni di euro”: come pensa di compiere quello che
sembra un vero e proprio miracolo?
12) Quali sono le interconnessioni tra DR, Fiat e Cherry,
sapendo che la Cherry è azienda alleata anche di Fiat? Significa che i cinesi
stanno monopolizzando, oltre il mercato del tessile, anche quello
automobilistico italiano?
La redazione e i lettori di Infiltrato.it
si aspettano da Massimo Di Risio una risposta su
questi temi di importanza nazionale e locale. Sappiamo dei gravosi impegni
che affliggono un imprenditore del calibro di Di Risio ma conosciamo anche le aspettative di tante
famiglie intorno al gruppo Dr Motors e al suo
futuro. E, soprattutto, vorremmo capire qualcosa in più sul mistero del crash
test.
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