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Il perno principale sul
quale si fonda e si mantiene la storia della ricostruzione post sisma di
San Giuliano di Puglia, è il sistema degli appalti, un sistema,
sperimentale, che è servito alla cricca della Protezione Civile di
sperimentare al meglio le metodologie di intervento.
Andiamo con ordine e partiamo dall'inizio. La gestione delle grandi opere
e delle attività di ricostruzione evidenziano ilsan_giuliano_fm forte
legame esistente tra le imprese che realizzano i lavori pubblici a San
Giuliano, e non solo, il Sindaco, il Soggetto Attuatore e la sua
struttura organizzativa. Quando nel 2004, il Presidente del Consiglio
Silvio Berlusconi, nominò Claudio Rinaldi
Soggetto Attuatore per la ricostruzione, gli aveva conferito l'incarico
per le sole opere pubbliche di San Giuliano di Puglia, nel giro di 8 mesi
però, nelle mani di Rinaldi finì tutto, non
solo le opere pubbliche del piccolo centro, ma anche opere pubbliche,
finanziate dalla Regione Molise, che nulla avevano a che vedere con il
terremoto, come il completamento dell'ultimo lotto della statale 87,
inaugurata una settimana prima delle elezioni regionali, con tanto di
nastri bandiere convitati, e proprio in quel periodo, la cricca iniziava
a sperimentare gli imbrogli delle grandi opere. E San Giuliano di Puglia
tutto insieme è una grande opera.
IL MODELLO MOLISE
Il tanto sbandierato modello Molise ha trovato terreno fertile nel
silenzio generale di chi sapeva (e non ha parlato, innanzitutto) come mai
a fronte di un potenziamento dell'ufficio comunale preposto alla
ricostruzione, di ben 11 unità lavorative, si decide di affidare tutti i
lavori al soggetto attuatore. Molto semplice qualcuno ha voluto che S.
Giuliano di Puglia (terremoto o no) diventasse un laboratorio scientifico
- altamente specializzato, nel malaffare, con tanto di cabina di regia. A
muovere le fila dell'operazione sono, da una parte il Sindaco di S.
Giuliano e, dall'altro, il Soggetto Attuatore, figura già nota nel mondo
delle imprese per aver avuto a che fare con alcune di esse in occasione
dei lavori preparatori al giubileo di Roma 2000. I due, in sostanza,
stando a documenti e testimonianze dirette, raccolte da infiltrato.it hanno messo in piedi un sistema nel
quale tutto doveva confluire nel famoso "MODELLO MOLISE". Il
tutto con la scusa che bisognava riportare i cittadini nelle loro case e
in fretta, tanto in fretta che a distanza di 9 anni almeno 100 san
giulianesi sono ancora nelle casette di legno.
E grazie a questa fretta che i due soggetti, il sindaco del paese ed il
soggetto attuatore, grandi amici, hanno potuto eludere diverse norme e
leggi sugli appalti come? Ecco, innanzitutto eludendo le leggi nella
parte più stringente dell'evidenza pubblica della cosi detta "gara
aperta" per poter optare per il più conveniente e personale metodo
della gara aperta-ristretta, cosi detta "gara chiusa", entro la
quale spicca quello che tanto piace al Soggetto Attuatore del Molise:
l'affidamento diretto o l'appalto integrato, che - come è noto –
comporta, nel primo esempio, la possibilità di invitare soltanto tre o
cinque ditte, i cui nomi sono scrupolosamente forniti dall'impresa capo cordata
(che compilerà ovviamente tutte le carte e formulerà tutte le offerte);
mentre nel secondo esempio, la presentazione, da parte delle stesse
imprese, del progetto definitivo, e a volte anche di quello preliminare.
Insomma con queste regole, molto semplici e molto personali, sono stati
gestiti milioni di euro. E non lo diciamo noi. Questo metodo è stato
contestato all'Italia anche dall'Unione Europea che in una circolare
scrive chiaro e tondo: "Le stazioni appaltanti, possono avvalersi
delle procedure accelerate previste nei singoli Stati - in deroga all'
ordinaria e più rigorosa normativa sugli appalti contemplante l'obbligo
di ricorrere a gare selettive basate su regole di evidenza pubblica e di
severo rispetto dei principi della concorrenza - soltanto per il tempo
strettamente necessario a fronteggiare le situazioni eccezionali
(scaturenti da eventi catastrofici; sciagure; etc),
ossia, unicamente durante la fase della c.d. "emergenza acuta",
intesa quale situazione di grave pericolo per le persone rimaste senza
tetto e perciò da fronteggiare con immediatezza e con ogni mezzo".
Chiaro no? Solamente per il tempo strettamente necessario a fronteggiare
l'emergenza, ma questo metodo è utilizzato tutt'ora ovunque. Ma per
essere pratici facciamo anche qualche esempio: nelle gare
"chiuse" quelle cioè con la partecipazione di 5 imprese
massimo, il ribasso, che in questo caso il comune di San Giuliano ha
registrato sulla costruzione/ricostruzione delle opere pubbliche, è pari
al 4, massimo 5% sul totale del costo dell'opera. Una situazione che non
ha mancato di scatenare polemiche e contestazioni da parte di diverse
aziende che per un motivo qualsiasi venivano esclusi da questa cerchia di
illuminati, amici del Soggetto Attuatore e del Sindaco del paese. Così nel
2007, più precisamente ad ottobre, le cose cambiano.
Infatti va detto che con il metodo Rinaldi,
spesso e volentieri, le imprese hanno tutte le informazioni, prima ed in
tempo utile per poter studiare una strategia che consenta loro il minimo
ribasso e di conseguenza il massimo guadagno. Bisogna inoltre considerare
il fatto che in questi lavori viene applicato il prezziario nazionale in
uso alla Protezione Civile, prezzario che chiaramente è radicalmente
diverso da quello regionale. Arrivati ad ottobre del 2007, come si
diceva, ed in concomitanza con la gara d'appalto per la mega piscina
comunale, e dopo molte contestazioni, anche in sede giudiziaria,
dell'andazzo consolidato, per la prima volta si svolge una vera e propria
gara d'appalto. Con quale ribasso la ditta aggiudicataria ha vinto
l'appalto della piscina? Con il 21% sul prezzo iniziale, ben 16% in più
di tutti gli altri lavori, una perdita per l'ente di qualcosa come 13
milioni di euro.
Tanti soldi letteralmente buttati all'aria, se si considera che per i
lavori pubblici fino a quella data sono stati spesi la bellezza di 80
milioni di euro. Ma in che modo sono stati fatti i lavori? E chi ci ha
guadagnato? Lo vedremo nella prossima puntata.
di Michele Mignogna (da infiltrato.it)
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