Bangladesh - Chuknagar, lunedì 15 dicembre
2008
Buon Natale!
Carissimi,
Sono qui a Khulna e approfitto per mandarvi questi
auguri natalizi.
Come potete immaginare il fine anno è sempre più movimentato del solito da noi
perché c'è la conclusione dell'anno scolastico con i rituali esami finali.
Quest'anno poi, per via delle elezioni politiche,
programmate
per il 29 dicembre, tutto si è svolto in anticipo e con un certo affanno:
i candidati del nostro programma agli esami di SSC,
che sono il primo esame di stato che conta,
sono ben 63, di cui la metà ragazze!
E' un risultato lusinghiero per chi ha iniziato e per chi ha
continuato a lavorare su questa linea della formazione umana.
E adesso ci prepariamo al Natale, che è un momento
assai significativo per questa giovane comunità
cristiana.
Domani 16 inizieremo solennemente la novena.
Un abbraccio a voi tutti
P. Antonio Germano Dash, S.X. <antoniogermano@infinito.it>
Bangladesh - Chuknagar, lunedì 20 ottobre
2008
DOPO
Carissimi,
Come ogni anno, anche questa volta tanti villaggi che sono nel bacino del Kopotokko, sono andati sotto acqua e vi
rimarranno a lungo con tanti disagi per la povera gente, come potete
immaginare.
La ragione di questo fenomeno calamitoso che si
ripete ogni anno è dovuto al fatto che gran parte del letto del fiume corre
sopra il
livello del terreno circostante e quindi, se l'argine esplode, l'acqua invade
il territorio circostante e vi rimane a lungo, perché non ha modo
di rientrare.
La soluzione sarebbe quella di dragare il fiume per
lungo tratto, ma chi lo farà? Così ogni anno il calvario della povera gente si
ripete.
Anche la nostra nuova scuoletta a Khampur
è andata sotto acqua, ma essendo le fondamenta ben solide, non ha subito danni,
per fortuna!
Vi mando in anteprima il disegno della chiesa preparato da un padre del
PIME.
Appena torna il vescovo da Roma, gliela farò vedere e
se sarà d'accordo, in gennaio, cominceremo i lavori, che prevedono anche la
risistemazione di tutti gli ambienti della missione,
eccetto la casa che è nuova.
Con ottobre finisce la stagione delle piogge e andiamo verso il bel tempo: il
tempo del giardinaggio!
Un abbraccio a voi tutti
P. Antonio Germano Dash, S.X. <antoniogermano@infinito.it>
Bangladesh - Chuknagar, martedì 14 settembre
2008
UN FATTO SENZA PRECEDENTI!
Carissimi,
vi mando queste poche istantanee che documentano un fatto senza
precedenti nella storia di Chuknogor: il Nunzio Joseph Marino è venuto a
farci visita. Con lui c'erano il vescovo di Khulna,
il nostro superiore
regionale, qualche suora ed una larga scorta di poliziotti, cose mai
viste a Chuknogor. Per l'occassione
abbiamo organizzato anche un piccolo
trattenimento. Si è fermato solo un'oretta.











Un abbraccio a voi tutti
P. Antonio Germano Dash, S.X. <antoniogermano@infinito.it>
Bangladesh - Chuknagar, martedì 25 agosto 2008
Carissimi,
nel mese di agosto io non ho avuto tregua.
La scuoletta di Khampur è terminata e venerdì prossimo l'inauguriamo con
l'incontro mensile dei
maestri, a cui saranno presenti anche gli altri padri che hanno lavorato
nella zona. Allego qui alcune foto.




P.S.: Il “lavoretto” che avevo mandato l'altra volta era soltanto
la base di partenza per una relazione da presentare a livello nazionale
a Dhaka, all'inizio di settembre: ho dovuto preparare
il testo in
inglese e perciò lo mando così com'è
per chi avesse la pazienza e l’interesse di leggerlo.
Un abbraccio a voi tutti
P. Antonio Germano Dash, S.X. <antoniogermano@infinito.it>
Bangladesh - Chuknagar, martedì 27 luglio 2008
Ho
voluto cimentarmi con questo piccolo lavoretto per provare a me
stesso di aver ricuperato pienamente le mie facoltà:
spero di esserci riuscito.
Etimologicamente,
Rishi significa “saggio” e, secondo una
tradizione, non accreditata per altro nei manuali degli studiosi, i fuori-casta
designati con tale nome sarebbero dei nobili decaduti. Ma ci sono anche altri
nomi coniati per loro, che fanno riferimento diretto alla loro condizione
segnata da un destino crudele. Tra di essi i più comuni sono: Muci,Das,Horijon,Dolit. Muci è il titolo più dispregiativo ed è legato al loro
mestiere originario, che era quello di scuoiatori e
conciatori di pelli. Il semplice sillabare la parola Muci
fa sputare per terra in segno di disprezzo. Nel contesto culturale Hindu il venire a contatto con carogne crea un tabù, da cui scaturisce lo stigma
dell’impurità e dell’intoccabilità. Si nasce e si
muore Muci, ma la segregazione continua anche
dopo la morte, perché anche il shoshan (il
luogo dove si bruciano i cadaveri) deve essere diverso per loro. Un Muci non può sedersi al bar (docan)
e sorseggiarsi il suo the, non può avere accesso al suo piatto di riso al
ristorante, non può andare dal barbiere a farsi tagliare i capelli, perché gli
oggetti che lui tocca rimangono contaminati.
Das
(la s finale si pronuncia come l’sh inglese) è
l’altro nome con cui sono indicati all’anagrafe o nei registri scolastici.
Ancora oggi i ragazzi di Chuknogor, che vanno alla
scuola pubblica, occupano gli ultimi posti nell’aula scolastica e qualcuno
degli insegnanti si diverte a chiamarli Das
Company. Das significa schiavo,
servo.
Horijon. Mahatma Gandhi
per gli intoccabili aveva coniato il termine Horijon
e cioè “figli di Hori”. Hori
è una divinità Hindu. Ma i fuori-casta non hanno mai
digerito l’appellativo benevolo di Gandhi. Dire Horijon, infatti, per loro era come dire “figli di
nessuno”.
Dolit. Dolit,
invece, è un nome di battaglia assunto e fatto proprio dallo sterminato numero
di intoccabili che sono in India: si calcola che si aggirino intorno ai 150
milioni. Dolit è un participio passato in
sanscrito ed anche nella lingua bengalese, che deriva
dal sanscrito. Significa spappolato, sbricciolato, calpestato
e ridotto in polvere ed esprime molto bene la condizione dalla quale i
fuori-casta vogliono rialzarsi, anche attraverso l’azione politica. Per
chi voglia approfondire il tema dell’intoccabilità, che è un’autentica piaga nella cultura del
sub continente indiano, può trovare un’ampia letteratura a riguardo. A livello
nostro saveriano, i pp. Luigi Paggi ( di Lecco),
Sergio Targa (di Brescia) e John Fagan
(scozzese) sono esperti in materia e
potrebbero intrattenere per ore ed ore coloro che fossero interessati all’argomento.
Il
sottoscritto, avendo speso più di trent’anni della
sua vita a contatto con loro, qualche anno fa, al proprio nome e cognome ha
aggiunto anche quello di Das e così
adesso mi firmo: Antonio Germano Das.
Da
quel poco che ho scritto, senza pretese, perché non mi considero un esperto in materia, ma solo un ciabattino
(ciabattino, calzolaio, lustrascarpe è una delle tante attività dei Muci), si intravede ed emerge la
complessità della problematica che la missione tra i Rishi
non può eludere, senza tradire se stessa.
a).
CHUKNOGOR – KHAMPUR. – Oltre alle missioni di Simulia,
Satkhira e Borodol,
costituite interamente da Rishi diventati
cristiani, all’inizio degli anni ’80 la missione esplose di nuovo in quelle
che, all’epoca, vennero definite “vie nuove”. Le mura della vecchia missione
sembravano coartare la spinta missionaria e si sentì perciò il bisogno di
uscire dalle mura per attuare un tipo di presenza più vicino alla gente e con
orizzonti più ampi. Sotto questa spinta, p. Luigi Paggi, uscendo da Satkhira, dove era stato parroco, si fissò a Chuknogor in mezzo alla para(=raggruppamento di
capanne) Rishi, scegliendo per abitazione una
capanna simile alla loro. Chuknogor, a metà strada
tra Khulna e Satkhira, è al
centro di un’area con larga concentrazione di fuori-casta. Stabilirsi a Chuknogor aveva perciò tutti i connotati di una scelta
strategica.
Solo
a qualche anno di distanza, p. Pierluigi Lupi lo seguì sistemandosi a Khampur, un altro villaggio Rishi
a circa
b).
I MODI DELLA MISSIONE. – Tanta premessa (veramente molto stringata) per
arrivare all’oggi della missione. Il tentativo portato avanti è stato quello di
rendere i Rishi protagonisti della propria
storia. Fin dall’inizio si escluse il discorso della conversione al
cristianesimo perché non si equivocasse e non si pensasse alla missione come ad
una partita di “do ut des”. La gratuità è stata e
rimane la caratteristica fondamentale della missione tra i Rishi
a Chuknogor, che adesso ingloba anche Khampur fin da quando p. Lupi andò a svolgere altrove la
propria attività. P. Luigi, che è il fondatore della missione a Chuknogor, ha messo in atto un movimento, che si è rivelato
inarrestabile e irreversibile. Molla ne è l’educazione, intesa in senso
anglo-sassone come promozione umana globale, che ha come punto di partenza l’alfabetizzazione. I Rishi hanno percepito che la scuola è la leva a loro
portata per uscire dalla reclusione in cui secoli di storia li hanno rilegati.
Il movimento ha dato i suoi frutti e oggigiorno non c’è Rishi
para che non mandi i propri figli a scuola. Sono 13 i villaggi collegati
direttamente a Chuknogor, ma il movimento si è esteso
a macchia d’olio, perché accanto a noi e insieme a noi operano altre
organizzazioni con i medesimi intenti e motivazioni. Il metodo suscitato da p.
Luigi, che poi ha fatto da supporto al movimento stesso, è stato quello del “Tuition Program”. In che cosa consiste? Gli alunni che
vanno alla scuola pubblica (dalla IV elementare fino all’SSC=secundary
school certificate) sostano alla missione o nei
centri creati negli altri villaggi per due ore di dopo-scuola su le tre materie
fondamentali: bengalese, inglese e matematica. Per
aver un’idea dell’efficacia e della consistenza del metodo, basti pensare che
nella prossima sessione saranno in 63 (30 sono ragazze) a dare gli esami di
SSC. Inizialmente i maestri venivano scelti tra musulmani e hindu
e p.Luigi era uno di loro, perché tra i Rishi non si trovava gente istruita.
Attualmente i maestri sono tutti Rishi. Nel
nostro programma, quest’anno essi sono 40. Si tratta in realtà di studenti del College,
che offrono due ore di ripetizione giornaliere e in questo modo ricevono
l’aiuto per mantenersi agli studi: da una parte danno, dall’altra ricevono.
Sono tante le attività collaterali portate avanti dalla missione, sulle quali
non mi diffondo, perché si aprirebbe un capitolo ancora più ampio.
c).
IL CATECUMENATO. – Dopo circa 20 anni di presenza a Chuknogor,
i primi studenti, mossi probabilmente dalla testimonianza di vita di p. Luigi e
degli altri padri che successivamente vennero a stare con lui, fecero richiesta
formale di diventare cristiani. P. Luigi, sempre restio ad accogliere tali
richieste, alla fine si convinse che non era in suo diritto negare la via della
salvezza a chi gliela chiedeva ripetutamente. Così il dialogo maestro-discepolo
(guru-shisho) si completò nell’adesione di fede
a Cristo da parte dei primi dieci studenti Rishi.
L’esempio fu contagioso e altri ancora fecero la medesima richiesta. Nel 2001,
per venire incontro a questa esigenza nuova della missione, fu chiesto a me di
venire a Chuknogor per iniziare formalmente il catecumenato. La missione doveva conservare la sua
fisionomia iniziale di apertura a tutti, Musulmani e Hindu.
La novità era rappresentata dal cammino dei Rishi
verso Gesù. Nel frattempo p. Luigi Paggi lasciava
Chuknogor per
seguire l’impulso di una nuova chiamata. Andò a stabilirsi tra i Munda, un gruppo tribale al limite estremo del Bangladesh, al margine della foresta tropicale. Prese il
suo posto p. Sergio Targa, 25 anni più giovane di me. Tutta l’attività di
promozione umana ricevette nuovo impulso e nuova creatività.
Ebbi
così tutto il tempo per prepararmi e per impostare con serietà il cammino catecumenale. Dopo un percorso di 5 anni, un primo gruppo
di 51 persone, giovani e adulti, la notte di Pasqua del 2006 ricevettero i
sacramenti dell’iniziazione cristiana nella cattedrale di Khulna
per mano del vescovo. Di anno in anno altri gruppi si aggregarono. Attualmente
i gruppi sono otto, divisi secondo fasce di età e di istruzione. Il numero
complessivo dei catecumeni è di 150.
Sfortunatamente,
alla fine del 2005, anche p. Sergio partiva per altri lidi lasciandomi solo. Da
3 anni ormai tutta la complessa attività della missione mi gira attorno. Scrivo
queste righe a 5 mesi di distanza da un’operazione alla testa per ematoma
cerebrale. Il fatto che sia arrivato in fondo mi fa credere di aver ricuperato
pienamente le mie forze: ne ringrazio il Signore. La piccola comunità
cristiana, che continua ad espandersi, non ha ancora un luogo di culto
adeguato. Celebriamo la domenica in un’aula scolastica. Alla soglia ormai dei
miei 70 anni, comincio proprio a credere che il Signore abbia voluto il mio
ritorno a Chuknogor per coronare questa prima fase di
evangelizzazione con la costruzione di una chiesetta.
Un abbraccio a voi tutti
P. Antonio Germano Dash, S.X. <antoniogermano@infinito.it>
Bangladesh - Chuknagar, martedì 24 giugno 2008
Carissimi,
Ieri notte, all'una meno un quarto, qui a Khulna eravamo tutti pronti
per vedere Italia-Spagna e,
proprio al momento d'inizio della partita, è
venuta a mancare la corrente e così è saltato il primo
tempo. Al ritorno
della corrente abbiamo potuto vedere il resto: non era
proprio il caso
di perdere due ore di sonno!
vi mando alcune foto che documentano tre fasi della
costruzione della
scuoletta a Khampur: la fase iniziale, quella
intermedia e quella ultima
con il disagio dei ragazzi che continuano a venire nella
vecchia
struttura.
Nel frattempo è iniziata alla grande la stagione delle pioggie.
Per adesso è tutto.
Un abbraccio a voi tutti
P. Antonio Germano Dash, S.X. <antoniogermano@infinito.it>
Bangladesh - Chuknagar, lunedì 2 giugno 2008
Torno alla posta elettronica
Carissimi,
Torno alla posta elettronica.
Proprio in questi giorni ho iniziato i lavori di costruzione della scuoletta di Khampur che mi è
stata finanziata da una signora di Foggia.
A Khampur, negli anni in
cui io ero a Borodol, c'era stato il p. Pierluigi
Lupi, il quale aveva iniziato una esperienza di avanguardia: viveva con una
comunità di studenti Hindu e Cristiani, con i quali
condivideva lo stile di vita bengalese. Rimase a Khampur per circa 5 anni e poi fu richiamato in Italia per
dirigere la nostra rivista Missione Oggi. La struttura dove lui abitava (mura
in terra battuta con copertura di lamiere) è quella che noi abbiamo adoperato
in tutti questi anni per il nostro Tuition Program.
L'abbiamo riparata a più riprese, ma con l'ultima alluvione è stata molto
danneggiata ed è pericolante. E' un grosso rischio farvi venire i ragazzi. Per
loro, nel giro di pochi mesi, speriamo di apprestare questa nuova struttura: 4
aule scolastiche con ampia veranda e servizi igienici. Il bel tutto verrà a costare
circa 8 mila Euro.
Ero appena rientrato in Bangladesh, quando mi
raggiunse la notizia che per la chiesetta di Chuknogor
c'era un lascito di 50 mila Euro. La
notizia me la dava lo stesso superiore generale, con cui avevo avuto modo di
parlare nei giorni che ero rimasto in Viale Vaticano. E'
successo che la sorella di uno dei nostri padri che si chiama Luigi Zucchinelli di
Bergamo, che tra l'altro è stato anche in Bangladesh,
quando il Bangladesh si chiamava Pachistan,
morendo ha lasciato un testamento, in cui con la somma lasciata esprime il
desiderio di
costruire due chiesette nelle nostre missioni: una in Africa e l'altra in Bangladesh. Così
l'abbocco con il superiore generale si è rivelato
provvidenziale. La somma ci consente di realizzare un complesso semplice, in
cui accanto alla chiesetta possiamo avere anche una sala per incontri
e 4/5 aule scolastiche. C'è un padre del PIME, che è ingegnere ed ha realizzato
tante chiesette in Bangladesh. L'ho invitato a Chuknogor
perchè veda l'ambiente e ci faccia un disegno adeguato con relativo preventivo.
I lavori, comunque, comincerebbero dopo la stagione delle
pioggie.
In questi ultimi giorni abbiamo temporali quasi ogni giorno; sono i temporali
che precedono la stagione delle pioggie. Da una parte
fanno
piacere perché rinfrescano l'aria incandescente, dall'altra generano paura per
i danni che possono provocare. Infatti uno di questi
temporaloni nei giorni scorsi ha danneggiato una
ventina di case a Chuknogor. E poi, ovviamente, la
gente da chi va? vengono da me in
processione perché intervenga a riparare le loro case, come io fossi il loro Bhogoban (nome hindu di Dio).
Per quel che riguarda la mia salute, devo dire che mi sento ogni giorno meglio.
Quindi, sempre in punta di piedi, ma anche confidando tanto nel Signore vado
avanti ormai a pieno ritmo.
Un abbraccio a voi tutti
P. Antonio Germano Dash, S.X.
Parma, 20 marzo 2008
Buona Pasqua
Carissimi amici,
Vi auguro una Pasqua, piena di gioia e di speranza.
Avrei voluto mandarvi questo indirizzo di augurio dalla missione di Chuknogor, come ogni anno, ed invece, quest’anno,
il Signore ha disposto le cose diversamente. Infatti, lo scorso 22 febbraio son dovuto rientrare improvvisamente in Italia. In seguito
ad una TAC effettuata in Bangladesh mi è stato
riscontrato un ematoma cerebrale e così sono stato imbarcato sul primo aereo
che veniva in Italia. Arrivato in Italia, il giorno dopo sono stato ricoverato
in ospedale, qui a Parma e,in giornata, sono stato operato: tre giorni dopo ero
già in piedi sulle mie gambe. Mi trovo dunque attualmente a Parma nella Casa
Madre dei Missionari Saveriani, dove il 25 ottobre
del 1964, dopo aver terminato i miei studi teologici, fui ordinato sacerdote
missionario.
Sono in tanti quelli
che mi sono stati vicini con la preghiera. Devo dire che ho sentito forte nei
giorni scorsi la vostra presenza e ve ne ringrazio. Avevo iniziato il mio
cammino quaresimale nella mia missione di Chuknogor,
dove un buon numero di catecumeni era nella fase finale di preparazione al
battesimo e celebro
In
questi giorni, mentre meditiamo sul mistero della Passione, Morte e
Risurrezione di Gesù, quello stesso mistero che mi ha
spinto ad andare e rimanere 31 anni in Bangladesh,
preghiamo gli per gli altri perché la luce e la forza che si sprigionano dalla
Morte e Risurrezione di Gesù diano significato e consistenza
ad ogni giorno della nostra vita. Questo è l’augurio che formulo nella maniera
più sincera a ciascuno di voi, mentre vi chiedo anche un ricordo nella
preghiera, perché il Signore mi conceda di ritornare al più presto fra i “Suoi”
fuori-casta a continuare la “Sua” opera.. Ringraziando e benedicendo, di nuovo
Buona Pasqua!
P. Antonio Germano Dash.
Bangladesh - Chuknagar, Domenica, 6 gennaio 2008
Buon 2008
Carissimi,
Il 2008 è arrivato con i suoi tanti
interrogativi e con quella grande apprensione, che ormai è nel cuore di
tutti.
Penso questo sia il frutto, a livello
individuale, di quel costruirsi torri e fortezze per proteggere la propria
sicurezza e, al livello internazionale, il porre le mani con forza sulle fonti
di energia per garantirsi il futuro.
Da questo angolo del
mondo, le cose appaiono in questa prospettiva e chi non ha niente da perdere
non si pone tanti interrogativi e l'apprensione è per l'oggi: riusciro' a comprare i due chili di riso per sfamare la mia
famiglia? Il futuro poi esplode ogni anno con cicloni ed alluvioni. La
conseguenza più disastrosa del ciclone di novembre è il continuo aumento dei
generi di prima necessità, primo fra tutti il riso, il cui prezzo è andato
sulle trenta take al chilo (l'equivalente di mezzo dollaro: se pensi che chi
guida il rikshaw, e qui in Bangladesh
ce n'è uno sterminio, prende l'equivalente di due dollari al giorno, si fa
presto a tirare le somme).
In tutta la fascia costiera del Bangladesh, in cui c'è una sola raccolta di riso all'anno,
con il ciclone, capitato proprio al momento del raccolto, tutto è andato
distrutto, provocando così il rialzo incontrollabile del prezzo.
Sul piano politico si vive in un clima di
grande incertezza. Dal gennaio scorso c'è un governo provvisorio, appoggiato
dai militari. Il compito era quello di preparare il terreno per le elezioni
politiche, che avrebbero dovuto aver luogo lo scorso marzo. Ma è trascorso un
anno e di elezioni politiche non si sa ancora nulla di preciso. Nel frattempo è
scattata una feroce campagna contro la corruzione e centinaia di migliaia sono
finiti in carcere, tra cui i due leader (Hashina e Kaleda) dei due maggiori partiti politici del paese. Il
risultato di questa incertezza cade sulle spalle della povera gente. Non c'è
nessuna indicazione di rotta, ma anche la sopportazione della gente ha un suo
limite e quindi questa rabbia repressa potrebbe esplodere da un momento
all'altro. Questa atmosfera non ha comunque disturbato la celebrazione del nostro
Natale, che si è svolto in un clima di serenità e di gioia: messa di mezzanotte
con canti che non hanno niente da invidiare ai migliori cori polifonici delle
nostre cattedrali in Italia ed il giorno di Natale, dopo la celebrazione in
chiesa (aula scolastica addobbata per
l'occasione), la celerbrazione
all'aperto con giochi semplici e partecipazione corale.
Con gennaio si affronta il nuovo anno
scolastico, che qui, in Bangladesh, incomincia
proprio in gennaio, con incontri programmatici, scelta di maestri, compera di
libri e quaderni.
Ritornando allo spunto iniziale, penso
proprio che che il modo migliore per superare tutti
gli interrogativi e vincere le apprensioni sia quello di uscire dalle proprie
sicurezze evitando di costruire baluardi e fortezze.
Un abbraccio a voi tutti e buon 2008
P. Antonio Germano Dash, S.X.