Bangladesh - Chuknagar, giovedì 21 Maggio 2009
Carissimi amici,
Devo purtroppo segnalarvi un altro incidente di percorso nella mia
vita missionaria in Bangladesh. In questi ultimi anni
la mia schiena è stata sempre un mio punto debole, ma, a
cominciare dallo scorso ottobre i dolori sono diventati persistenti fino
ad avvertire difficoltà anche nel camminare. Così, dietro pressione dei miei
superiori, mi sono deciso a farmi visitare. Dalle lastre è risultato
che ho dei problemi all’anca sinistra: la cartilagine che avvolge la testa del
femore risulta consumata e perciò c’è bisogno di una protesi.
Non prevedevo che le cose potessero avere questo risvolto.
Dentro di me pensavo: “ sono dolori legati all’età e prima o
poi passeranno”. Invece non sono passati. Così,
il prossimo 20 giugno, rientrerò in Italia e mi metterò in lista per essere
operato all’anca nell’ospedale di Parma, città dove conservo la mia residenza
in Italia.
M’illudevo di festeggiare il mio 70° compleanno nella nuova chiesa
che era in programma di costruire dentro quest’anno.
Avevo mandato anche a voi il disegno e alcuni di voi mi hanno
già fatto pervenire le loro offerte. Invece tutto è rimandato, salvo che i miei
70 anni cha passerò in qualche posto in Italia. Avrei
potuto accelerare i tempi. Non l’ho fatto, perché mi portavo dentro il dubbio:
Se comincio e poi dovrò lasciare?
Così, ancora una volta, ci rimettiamo nelle mani di Dio, a cui
appartengono le stagioni e i tempi. Nelle mie condizioni
continuo a viaggiare in moto, anche se mi diventa sempre più faticoso
alzare la gamba per montarvi su. Prego il Signore e chiedo anche a voi di
unirvi alla mia preghiera perché, ristabilito in salute, possa tornare e
compiere l’ultimo atto della mia missione tra i Dalit: la costruzione di una
chiesa per loro, se questa è la volontà di Dio.
Con grande gratitudine e riconoscenza vi
saluto e vi auguro una gioia grande nella fede profonda in Gesù
risorto e asceso al cielo.
P. Antonio Germano Das,
s.x.
Bangladesh - Chuknagar, giovedì 16 Marzo 2009
COSTRUZIONE DELLA CHIESA PER I FUORI CASTA
Carissimi,
vi
invio per conoscenza la lettera di ringraziamento ad Antonietta Berardo
fautrice dell'appello ( http://www.duronia.com/fondi09raccolta.html
) per la raccolta fondi per la costruzione della chiesa per i fuori casta,
pubblicato sul sito canadese www.duronia.com ed
allego due foto recentissime


Carissima Antonietta,
Ho appena letto sul tuo sito “Duronia” l’appello da te rivolto a tutti i Duroniesi sparsi per il mondo perché si sentano coinvolti nella costruzione della chiesa per i fuori-casta di Chuknogor. Ne sono rimasto commosso e con questa lettera voglio ringraziare te e tutti gli amici Duroniesi, che sentono come propria questa opera che io mi appresto a realizzare a nome di tutti voi. Il Signore benedirà il nostro sforzo comune, espressione tangibile di quella fede che affonda le sue radici proprio a Duronia.
Oltre la chiesa, prevediamo anche un’altra struttura organica con aule scolastiche, piccola biblioteca, sala per incontri e computer room per venire incontro alle esigenze del nostro programma di coscientizzazione e di promozione umana. Proprio in questi giorni ne sto parlando con il vescovo e con il mio superiore regionale per finalizzare la cosa in maniera da poter iniziare i lavori prima della stagione delle piogge.
Ho appena concluso una serie di incontri in tutti i villaggi in cui siamo presenti con il nostro Tuition Program. Facciamo questo tipo di incontri all’inizio e alla fine di ogni anno scolastico. Sono momenti di coscientizzazione, a cui noi abbiamo dato sempre molta importanza. Sono presenti gli studenti e i loro genitori, papà e mamma. Ogni anno si affronta un tema diverso strettamente connesso con la loro situazione concreta. L’anno scorso, per esempio, abbiamo affrontato il problema del matrimonio in tenera età (ballo bibaho), così diffuso in questa società e che è un’autentica piaga nel mondo dei nostri fuori-casta. Alla fase di coscientizzazionesegue di solito una linea di azione concreta per incrementare le decisioni prese.
Negli incontri di quest’anno, invece, abbiamo creduto opportuno insistere sulla necessità di creare aggregazione fra di loro per superare le divisioni, che sono la loro maggiore debolezza e offrono il lato agli altri gruppi di intervenire nei loro problemi. Con il pretesto di aiutarli, essi, in realtà, continuano a tenerli in uno stato di soggezione e cattività: la libertà dalla schiavitù non la regala nessuno, bisogna conquistarsela!
Di solito, in questi incontri, io prendo la parola alla fine, dopo che tutti hanno detto la loro. Quest’anno mi è venuta una ispirazione, che poi ho espresso con forte carica di convinzione ed ho potuto constatare con piacere che il mio discorso coglieva nel segno e veniva recepito. Ho esordito con una domanda che li ha colti di sorpresa. Ho chiesto alla mia gente: “Ci chiamano Rishi, Muchi,Dalit,Das, perché? Siamo stati noi a scegliere questo nome (mi includo nella domanda, perché anch’io ho assunto il nome Das) o sono stati altri ad appiccicarcelo? Evidentemente non siamo stati noi a scegliere il nome. Sono stati altri che ci hanno etichettato così. E perché ci hanno dato questo nome? Per ricordarci: Tu sei Das (=schiavo) e tale devi rimanere! (Tra l’altro, in lingua bengalese, dalla parola Das deriva anche Dasotto, che significa schiavitù). Adesso finalmente abbiamo aperti gli occhi e ci siamo accorti di questo trucco enorme perpetrato per secoli alle nostre spalle. Abbiamo iniziato una lunga marciache ci porterà dalla schiavitù alla libertà…”
Qui naturalmente il discorso si fa molto più ampio e interessante, ma io chiudo qui per il momento per non annoiarti troppo. Avremo ancora modo di risentirci. Di nuovo un caro saluto a tutti, un grande grazie ed una benedizione dall’Alto.
P. Antonio Germano Das - Chuknogor, 16. 3. 09
Cari saluti e un forte abbraccio a voi tutti.
P. Antonio Germano Dash, S.X. <antoniogermano@infinito.it>
Bangladesh - Chuknagar, giovedì 29 gennaio 2009
UMILON
DAS: UN MUCI ALLA CONFERENZA DI GINEVRA!

Carissimi,
Milon Das è
stato scelto dall’I.D.S.N. (International
Dalit Solidarity Network) a rappresentare i Dalit
del Bangladesh nella conferenza dell’H.R.C. (Human Rights
Council), che si terrà a Ginevra nella prima
settimana di Febbraio. Milon è direttore e fondatore
di una NGO che porta il nome di PARITTRAN (=salvezza), sorta con i Dalit e per i Dalit.Con una punta
di orgoglio, possiamo dire che l’evento rappresenta un
po’ il coronamento di 30 anni di presenza dei Missionari Saveriani
tra i fuori-casta di Chuknogor e dintorni. Milon infatti si è formato alla
scuola del nostro Tuition Program, prima come
studente e poi come insegnante.
Cari saluti e un forte abbraccio a voi tutti.
P. Antonio Germano Dash, S.X. <antoniogermano@infinito.it>