La terza edizione del “Cammina,
Molise!”, manifestazione
organizzata con tanta passione e la solita cura da Giovanni Germano
ed il suo staff, fa accorrere i partecipanti, la cui maggioranza è di
origine molisana e precisamente di Duronia, da tempo residenti
soprattutto a Roma..
Ritornano con nostalgia e con piacere nei luoghi
di origine e partecipano con entusiasmo alla “camminata” organizzata.
Notevole è stato
l’impegno svolto
dal comitato organizzativo alla ricerca di alloggi, assistenza,
e contatti con le amministrazioni, che hannodecisamente risposto
con bontà offrendo una ospitale accoglienza
e saporiti prodotti locali. Altro obiettivo della manifestazione è la
riscoperta della cucina locale.
Qualche conto bisogna farlo perché questa
manifestazione ha rappresentato un fatto eccezionale per l’attività escursionistica,
per la cultura e per la socializzazione.
In 4 giorni sono stati
percorsi oltre 130 chilometri, con qualche variazione al programma
iniziale consistenti in piccoli aggiustamenti, apportati per timore,
da parte soprattutto dello scrivente, dovuto alla presenza di un
gruppo così numeroso ed eterogeneo per
età, per abitudini di vita e per preparazione fisica. Non
capita spesso di vedere una comitiva così nutrita, anzi
nella regione è senz’altro insolito ad eccezione delle
due precedenti esperienze del “Cammina,
Molise!”, per
cui qualche timore sulla “tenuta” èstato ammissibile,
ma subito fugato dai risultati dei primidue giorni.
La camminata
ha portato la folta schiera dei partecipanti a conoscere ipaesi
dell’Alto Molise, gioielli di natura intatta
quasi sconosciuti come le riserve M.A.B., i segni dell’attività millenaria
dell’uomo, le testimonianze storiche e resti di patrimonio
artistico, sconfinando nel vicino Abruzzo, in provincia di Chieti;
il tutto con il piacere dell’aria aperta e della festosa
accoglienza delle popolazioni locali.
Bisogna fare ora qualche considerazione
sulla situazione della sentieristica dellezone attraversate e sull’ambiente.
In altre regioni, stante la copiosa affluenza, si discute e si
sente la necessità di regolamentare l’accesso
ai sentieri e di uniformare le indicazioni, le tabellazioni ed
i segni dei tracciati perché vi sono svariate tipologie
di indicazioni che si sovrappongono; nella nostra ancora non è presente
tale necessità ma sarebbe ora, visto che i presupposti ormai
ci sono o sono in formazione .
Proprio perchè da noi non
c’è ancora
necessità di
mettere ordine fra la segnaletica, siamo ancora in fase di individuazione
dei sentieri. Si potrebbe mettere ordine e permettere al frequentatore
di percorrere i sentieri senza difficoltà di interpretazione
(vedi la proposta di Legge Regionale ed il manuale di informazione
del CAI “sentieri, segnaletica e manutenzione”).
Disponiamo
di una rete sentieristica in effetti poco praticata perché poco
conosciuta e solo gli sforzi fatti dalle associazioni ambientaliste
e dai gruppi culturali come “la
vianova” hanno il merito di avere portato alla
riscoperta del patrimonio culturale. Ripeto, camminare è cultura,
ma è anche socializzazione e svago.
(Claudio Di Cerbo - Italia Nostra IS)