I TAPPA

II TAPPA

III TAPPA

IV TAPPA

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

II TAPPA

III TAPPA

IV TAPPA

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

I TAPPA

III TAPPA

IV TAPPA

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

I TAPPA

II TAPPA

IV TAPPA

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

I TAPPA

II TAPPA

III TAPPA

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 
Prima edizione - 1995
 
   

 

AR' JAMMECENNE A R' PAJESE A PPEDE P' LA VIANOVA

Partiti da Roma alle 5 del mattino di martedì 2 agosto, i marciatori sono arrivati dopo quattro giorni a Duronia, dove sono stati accolti dalla cittadinanza in una grandiosa festa popolare.

Ritornare al paese a piedi! Per onorare i sacrifici dei tanti compaesani emigrati ed in particolare di quelli venuti a piedi a Roma tanti anni fa, la manifestazione è stata dedicata a loro.

Ripercorrere in senso inverso gli antichi sentieri che portarono i nostri padri ad emigrare verso la grande città in cerca di fortuna.


PRIMA TAPPA

 

ROMA, PIAZZA DEL CAMPIDOGLIO

Ore cinque del mattino di Mercoledi' 2 Agosto del 1995.
E' l'inizio della pazzia!
la vianova, il mensile molisano fondato a Duronia nel 1994, ha dato appuntamento qui, in questa piazza, la più importante del mondo, a 34 pazzi, promettendo loro una lunga camminata, che li avrebbe portati dopo quattro giorni al loro paese d'origine: Duronia!


Si parte!!
ar' jammecenne a r' pajese a ppede p' la vianova!

STAFFETTA

Appena fuori le mura della capitale, i marciatori affidano i loro primi passi a sei volontari podisti, che con una faticosissima staffetta li condurranno fino ad Alatri, da dove iniziera' la vera e propria scarpinata.
E cosi' Pietro Giacinti, Pasquale Auciello, Pino Carovillano, Armando Cialdini, Mario Romagnoli e Silvana Adducchio, affrontando i perigli del traffico della via Casilina, la maglietta verde impregnata di sudore, si passeranno il testimone ogni 15 chilometri

 

Pasquale Auciello Pino Carovillano Armando Cialdini Mario Romagnoli Silvana Adducchio

ALATRI

Alatri, ore 11,00 di mercoledi' 2 agosto.Piazza Santa Maria Maggiore.
Silvana Adducchio ha l'onore di chiudere la staffetta, dopo una faticosa arrampicata sulla salita che conduce ad alatri.
Davanti al municipio sono presenti tutti i marciatori. ad accoglierli il sindaco di Alatri che porge loro il benvenuto a nome della città e li ringrazia per aver scelto Alatri come tappa della loro marcia.
Dopo lo scambio dei doni ed una bella rinfrescata, i marciatori sono pronti per la grande avventura.

INIZIO MARCIA SALITA DI VEROLI

La salita di Veroli. mancano ancora 40 chilometri prima di arrivare a Sora.
Da accordi presi in precedenza con il comune, i marciatori dovevano essere prelevati alle ore 18,30 all'ingresso di Sora dai vigili urbani ed accompagnati in pompa magna all'albergo, dove era previsto un incontro dibattito sull'emigrazione.
Durante il tragitto i piu' allenati, con alla testa Odorino e Padre Germano, partono in quarta ma.... sbagliano strada.
Quelli che rimangono dietro la strada l'azzeccano ma negli ultimi chilometri si sparpagliano per sentieri ed arrivano a Sora per rivoli diversi ed in orari distanziati.
Insomma i vigili urbani riescono a catturare, intorno alle venti, solo tre persone sulla strada giusta e scortarli all'albergo.


INCONTRO DI SORA

A sera tarda nella sala convegni dell'albergo dove erano alloggiati i marciatori, durante l'incontro-dibattito che si e' tenuto sul tema dell'Emigrazione, cosi' il vice sindaco di Sora, Enzo Di Stefano, saluta i marciatori.
"Ho atteso, unitamente al consigliere Rocco Sperduti, assessore della Comunita' Montana di Arce, ed al Dr. Fabio Bellini, consigliere della regione Lazio, l'arrivo dei marciatori, che partendo da Roma, sostando a Sora per poi proseguire il cammino verso altri comuni, arriveranno fra qualche giorno a Duronia nel Molise , ripercorrendo tutto il tragitto attraverso le montagne che videro i loro avi percorrere a ritroso per andare a Roma in cerca di lavoro e fortuna.
Questa iniziativa io ritengo sia lodevolissima sotto tutti i punti di vista, perche' lo scopo che si vuole raggiungere e' dei piu' nobili e sublimi: l'educazione dell'essere umano a non abbandonare il grembo materno, ovvero la terra che lo ha visto nascere, perche' e' li' che risiedono i piu' grandi valori.
Il mio augurio e' che questa nobile iniziativa dei marciatori di Duronia sia emulata da tanti altri giovani in tante altre parti del mondo, per ricordare il sacrificio ed il dolore dei propri padri provocati dal distacco dalla propria terra."

 


SECONDA TAPPA

 

E' la mattina di Giovedi' 3 Agosto.
La truppa sta per salire sul pullman che la traslochera' alle porte di Sora, da dove i marciatori partiranno alla volta di Opi, attraversando il Parco Nazionale degli Abruzzi.


DALLE PORTE DI SORA FINO ALLA SOSTA PRANZO

Scesi dal pullman, i marciatori riprendono a camminare.
L'itinerario previsto e' dei piu' suggestivi. Si attraversera' il Parco Nazionale d'Abruzzo. Ma bisogna aspettare Forca d'Acero prima di inoltrarsi nei bei sentieri boschivi del parco.
Intanto sotto il sole cocente di agosto i marciatori, per non disperdersi come e' successo il giorno prima, questa volta si sono ordinati nella classica fila indiana ed agli ordini del "priore" Alfredo procedono sull'asfalto a passo sostenuto.

SOSTA PRANZO PRIMA DI FORCA D'ACERO

E' l'una. Il sole scotta. Le membra sono stanche. I piedi fumano.
Lo stomaco incomicia a fare giustamente i propri reclami.
Si decide per una sosta.
Alla spicciolata arrivano i marciatori verso la meta agognata: il panino e la liberazione dei piedi tumefatti dall'involucro infuocato delle scarpe e dei calzettoni!

DOPO IL PRANZO VERSO FORCA D'ACERO

Dopo aver ristorato lo stomaco, svuotato le vesciche e rassodato i piedi, la truppa riprende a camminare alla volta di Forca d'Acero.
Due ore di dura marcia in salita ancora sull'asfalto e poi finalmente nel parco.
Si arriva finalmente a Forca d'Acero. Il tempo di una breve sosta.

 

DA FORCA D'ACERO A OPI IN PIENO PARCO

I marciatori ora sono nel Parco Nazionale d'Abruzzo e si apprestano a percorrere i sentieri che li condurranno ad Opi.
Il Parco Nazionale d'Abruzzo: un bell'esempio di tutela ambientale.



Ad Opi i marciatori arrivano alle ore 18 stanchi, sudati ed affamati. Dopo una breve visita al paese, tutti in pullman alla volta di Rionero Sannitico che dista 40 chilometri, dove e' prevista la sosta notturna. Una rinfrescata, una cena consumata con il cuore in gola e poi di nuovo tutti in pullman (o meglio quelli a cui le gambe ancora reggono) alla volta di Opi. Altri 40 chilometri per partecipare all'incontro dibattito previsto in programma.


L'INCONTRO DI OPI

Alle dieci di sera nell'aula consiliare del municipio di Opi, dopo una simpatica festa organizzata dagli amministratori in onore dei marciatori, si e' parlato di ambiente.
Alla presenza dell'intera giunta e di alcuni consiglieri comunali, del parroco, del presidente della Pro Loco e di tanti cittadini, il sindaco sig. Pasquale Di Rocco, ha salutato i marciatori e dopo la proiezione di bellissime diapositive sulla storia del parco ha introdotto l'intervento della Dr.ssa Cinzia Sullo, dopo il quale si e' aperto un interessante dibattito.

 


TERZA TAPPA

DA OPI A FORLI DEL SANNIO

Mattina di Venerdi' 4 Agosto. E' il terzo giorno di marcia.
La truppa attraversera' i centri di Civitella Alfedena, Alfedena e Rionero Sannitico prima di arrivare a Forli' del Sannio.
Questo e' il giorno dei primi abbandoni, dovuti ad infortuni. Sandro Berardo, alla guida del pullmino, e' l'addetto al recupero, oltre che al rifornimento d'acqua. Il pullman, guidato da Elio Chiocchio, funziona invece da ricovero.


A dieci chilometri da Rionero Sannitico un forte acquazzone precipita sui marciatori e li accompagnera' per due ore fino a Forli' del Sannio. La voglia di concludere camminando la tappa e' tanta che si affronta con rassegnazione la violenza dell'acqua. Al seguito dei marciatori con la propria auto c'e' un giornalista di "cronaca vera", che spesso rivolge provocatoriamente l'invito a salire in macchina, senza per altro ottenere soddisfacimento. Silvio Adducchio aveva avvertito in tempo: "non fatevi convincere a salire in macchina che questo poi lo scrive sul giornale!"
Comunque, fradici come pulcini, alle sette del pomeriggio i marciatori arrivano davanti al municipio di Forli del Sannio, dove ad attenderli c'e' il sindaco Sergio Lerza.

L'INCONTRO DI FORLÌ DEL SANNIO

Nella tarda serata di venerdì nell'aula consiliare municipale di Forlì del Sannio, stracolma di gente, alla presenza di tanti rappresentanti di enti amministrativi molisani si e' tenuto un importante incontro-dibattito sui tratturi.
Il saluto del sindaco apre una serie interessante di interventi.
L'arch. Giovanni Germano, capo redattore de la vianova, porge il saluto degli organizzatori della marcia, nell'auspicio che la vianova diventi sempre più la voce dei piccoli centri molisani.
Subito dopo i presenti ascoltano le parole di due grandi studiosi dei tratturi, il Dr. Domenico Pellegrino, presidente della provincia di Isernia, ed il Dr. Natalino Paone, presidente dell'Istituto per gli Studi Storici del Molise, l'unicità delle cui opere e' riconosciuta a livello europeo.

 


QUARTA TAPPA

DA FORLÌ DEL SANNIO A PESCOLANCIANO

Sabato 5 Agosto. Ultimo giorno di marcia.
Questa tappa vedrà impegnati i marciatori a percorrere lunghi tratti sul tratturo "Castel di Sangro-Lucera". La sera prima il Dr. Pellegrino, durante l'incontro di Forli', cosi' aveva descritto il tragitto: "...ora se volete sapere il percorso che farete domani, esso parte da Guado Setteporte per arrivare a Fonte La Colonica e poi giu' a valle fino a risalire verso il tratturo di Roccasicura, dal tratturo di Roccasicura alla taverna Gismondi, dalla taverna Gismondi al comune di S. Pietro, dal comune di S. Pietro a selva bella, da Selva Bella a Capo d'Acqua, da Capo d'Acqua a Iacona, da Iacona a Pescolanciano, da Pescolanciano a S. Onofrio, da S. Onofrio alla Bellaveduta, dalla Bellaveduta a Civitanova, da Civitanova al Fiumarello di Duronia e da lì fino a Duronia, ultimo tratto questo che e' veramente una salita strappacore..."
Inoltre a proposito di tratturi il Dr. Pellegrino fa qualche considerazione su la vianova "...'la via nova' e' un termine che nel nostro dialetto e' comparso quando sono state create le strade carrabili nella prima meta' del secolo scorso...proprio allora e' nato il termine 'la via nova', perchè 'la via vecchia' era il tratturo. E 'la via nova' era, per me e per quelli che hanno la mia eta', un punto di riferimento perche' : z' iva a pazz'ia' mmie'ze a' la via nova, z' iva a' jeca' mmie'ze a' la via nova. Allora si poteva giocare in mezzo alla via nova , perchè la via nova era il luogo del bambino, il luogo degli incontri, il luogo dei giochi. E credo, amici di Duronia, che la vostra e' una fine ironia quando avete voluto un giornale intitolato in questa maniera ed anche una passeggiata da Roma intitolata in questo modo. Una fine ironica inoltre quella di utilizzare la vianova per parlare de la via vecchia, per ritrovare il piacere dell'aderenza con la nostra realta'. Piacere anche fisico quello di misurarsi con il territorio, con le difficolta' del territorio e con quelle climatiche e con il piacere di scoprire o riscoprire pezzi e spezzoni del passato.
E allora io voglio dire che e' simpatico che voi abbiate fatto questa scelta , che per altro io valuto come un messaggio, come una intelligente, appassionata, straordinaria provocazione. E' questo quello che vi ha guidato per questo percorso per poi venirvi a ricongiungere con quello che era ' la via vecchia' e cioè il tratturo e parlare di esso..
."

 


DA PESCOLANCIANO A FAITO

La truppa e' aumentata. Si sono aggiunti alcuni amici di Duronia della Borgata Casale.
Si prosegue lungo il tratturo "Castel di Sangro-Lucera" verso la Bellaveduta di Civitanova, da dove si scorgera' finalmente il cucuzzolo di Duronia.


INGRESSO A DURONIA

Duronia ormai e' li', di fronte, in alto, aggrappata alle morgie di Sant' Mass'. Ancora pochi chilometri e la meta e' raggiunta.
Negli ultimi passi, il cuore alla gola, i ricordi dei quattro giorni trascorsi insieme, tra dure prove e felici momenti trascorsi gomito a gomito, balzano prepotenti nella mente ed a stento trattengono le lacrime.
Fra poco tutto sara' finito.
In lontananza si odono gia' le urla dei bambini, che aspettano impazienti l'arrivo dei marciatori. Si vedono su in alto fazzoletti sventolare di gente che saluta.
".. La vostra impresa, amici di Duronia, e' un messaggio validissimo, capace di operare molto piu' di tanta carta stampata o di quelle sciocche immagini che ci intrattengono sempre piu' del dovuto dinanzi ai nostri televisori..." Domenico pellegrino la sera prima a Forli del Sannio.
I marciatori di ar' jammecenne a r' pajese a ppede p' la vianova, partiti da Roma quattro giorni prima finalmente fanno il loro ingresso nel loro paese natale: Duronia.
La banda cittadina e la cittadinaza si stringe loro intorno in un abbraccio che non ha fine.

 

 

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editrice de la vianova, periodico molisano di informazione, ed organizzatrice della manifestazione naturalistica e socio-culturale cammina, Molise!

 

 

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