Aprile/Giugno 2003

 


Sport

 

Lo  sport  in  evoluzione nel sud

                                                                                                           di  Domenico  Ciarmela

 

La nobile arte della pratica sportiva che ha sempre affascinato i popoli di tutto il mondo vede nelle Olimpiadi l’espressione più autentica.

La sua maggiore diffusione avvenuta soprattutto nelle società più ricche e più evolute non sempre comunque ha visto l’interesse dei governanti a distribuire risorse economiche adeguate per le relative strutture in ugual misura nelle varie regioni del mondo o di uno stesso stato.

L’Italia è uno di questi paesi dove in materia sportiva e non solo, il sud è stato sempre bistrattato, siamo forse il fanalino di coda per la carenza di impianti adeguati ad eccezione dei campi di calcio anche se non del tutto idonei ma che non mancano anche nei piccoli centri interni dove i giovani possono dar sfogo alla propria passione almeno in questo osannato sport. I nostri padri non hanno sicuramente potuto vivere e tramandarci una cultura piuttosto nuova per le regioni meridionali più sottosviluppate come il Molise.

Ma le passioni non sono sempre ereditarie e le nuove generazioni stanno oggi prendendo sempre più coscienza dell’importanza delle attività motorie, mentre i genitori prendono coscienza della diffusa obesità dei propri figli e della pericolosità per la salute.

La maggiore sensibilità acquisita porta a iscriverli a palestre o centri sportivi di vario genere di quelle discipline più diffuse nelle città più grandi dove sono prevalentemente ubicati, andando incontro a molti sacrifici sia di carattere economico che di tempo disponibile, dal momento che i mezzi di trasporto tra città e comuni lasciano anch’essi molto a desiderare. Lo stato, le regioni, le province e i comuni, anziché erogare risorse economiche per la costruzione d’impianti tramandano invece l’arte di arrangiarsi.

                        Per fortuna ci sono delle persone nella comunità che si rimboccano le                                                                                                                                       maniche tra mille difficoltà, animate dalla passione, dall’entusiasmo e da spirito di sacrificio, per poter togliere dall’ozio della strada e tirar su sportivamente e non solo i nostri adolescenti.

E’ il caso del comune di Fossalto dove dal 1995 è stata fondata la Polisportiva Fossaltese con sito web www.polfossaltese.it che annovera fino ad oggi ben 130 giovani sportivi tra le varie categorie, dal calcio maschile al calcio e pallavolo femminile.

Una realtà sportiva unica per un piccolo comune, di un significato e una funzione sociale enorme, non solo per la comunità Fossaltese ma punto di riferimento anche per i comuni limitrofi. Questi giovani sportivi possono dar sfogo alla propria passione vicino o nel luogo di residenza, unendo anche gli adulti sempre più divisi dalla politica. Essi, se ben guidati e ben educati in famiglia sono in grado di dimostrare tutta la loro creatività, intelligenza ed energia, in un ambiente più sano, più libero e con meno rischi delle città più grandi. In armonia con la natura del proprio territorio, con le sue forme, i suoi colori e i suoi sapori è un nutrimento dello spirito che tempera il carattere e la formazione non solo sportiva.

Direi che la pratica sportiva ha bisogno dell’amore per il proprio territorio, delle proprie radici e della propria storia, per poter essere  protagonisti sin dalla tenera età. Gli adulti hanno il compito di rievocare  le nostre origini, costumi e tradizioni delle generazioni che ci hanno preceduto, senza sparti acque e senza rinnegare il bagaglio di esperienze,  di sofferenze e di miseria che esse hanno vissuto per essere oggi quello che siamo. La propria identità non deve essere dispersa nella nullità del materialismo sfrenato e la mancanza di valori.

Valori quindi anche sportivi che sicuramente il sodalizio della Polisportiva Fossaltese, dal direttivo allo staff tecnico, ha saputo in questi anni di attività inculcare ai giovani atleti soprattutto con la disciplina e il rapporto umano.

All’assemblea ordinaria annuale degli 80 soci del 12 luglio 2003 il presidente uscente Antonio D’Alessandro che con molto impegno ed entusiasmo si è  dedicato alla società nei  suoi tre anni di presidenza ma direi piuttosto a tutto il calcio locale in cui ha militato  per molti anni, nel ringraziare i membri del consiglio e dello staff tecnico per il buon lavoro svolto, ha voluto mettere in risalto la trasparenza e l’onestà amministrativa, illustrando il miglioramento di tutte le squadre. Il non preoccuparsi tanto dei risultati o porsi dei traguardi, puntando soprattutto sul divertimento come miglior sistema per la crescita delle giovani leve dello sport amatoriale, chissà se fra i talenti che non mancano un giorno potrà nascere altri  campioncini che si aggiungeranno a Vittorio Ciarlariello e Giovannantonio Russo, già volati  nelle categorie superiori di eccellenza.

E’ ormai diventata consuetudine nella festa di fine stagione sportiva dell’ultimo sabato di giugno alla quale è invitata tutta la cittadinanza, premiare con la “Coppa disciplina” della società i ragazzi e le ragazze più meritevoli scelti dai loro istruttori.

Quest’anno nella prima categoria è stato premiato Nicola Vergalito.

Fra gli allievi di oltre 16 anni che terminano la loro esperienza nel settore giovanile scolastico per passare nei dilettanti e quindi nella rosa dei giocatori che disputeranno la prima categoria sono stati risultati premiati: Antonio Colangelo, Saverio Nonno, Giovannantuono Russo, Andrea Florio, Ivan Coperchione, Diego Bagnoli.

Nella categoria Giovanissimi     premiato          Dario Ciccarella.

                       Esordienti                                       Manlio Tavaniello.

                       Pulcini                                             Filippo Milano.

                       Primi Calci                                      Pierpaolo Vergalito.

 

Calcio femminile                                  premiata           Antonella Gallo.

Pallavolo femminile                                                    Giovanna Colangelo.

 

Nella sua redazione il presidente uscente auspicando uno spirito di continuo rinnovamento per dare sempre più smalto all’operato della Polisportiva Fossaltese percorrendo quella strada maestra dei soci fondatori che ha generato tanti successi, ha esposto inoltre il bilancio attivo di oltre 10.000 Euro della società che si troverà a gestire il nuovo presidente eletto Roberto Tavaniello e il nuovo consiglio direttivo a quanto sembra non ancora definitivo che prenderà le redini di quello uscente formato da: Domenico Meo, Domenico Durante, Giovanni Bagnoli, Nicola Fratantuono, Attilo Ludovico, Domenico Antonio Cornacchione.

Supplenti: Santino Russo, Costantino Tullo, Antonio Marcone, Gino Bagnoli.

Collegio dei probiviri: Giuseppe Morcone, Claudio Buzzelli, Nicola Fierro.

Revisori dei conti: Antonietta Piedimonte, Michela Colangelo, Filomena Vergalito.

Staff tecnico stagione 2002/03:

Domenico Ciarlariello   - 1a squadra maschile

Giovanni Fierro                        - allievi

Giovanni Fierro                        - giovanissimi

Maurizio Russo                        - esordienti

Maurizio Russo                        - pulcini

Emilio De Cesare                     - squadra calcio femminile

Agata Grzanka             - pallavolo femminile

 

L’unica nota stonante a mio avviso di questa bella vicenda sportiva direi che è il campo di calcio situato troppo lontano dal centro urbano che giustifica in parte la scarsa tifoseria, inclusa quella dei familiari.

Sicuramente un campo vicino al paese agevolerebbe di più i familiari degli sportivi e i cittadini, soprattutto gli anziani e i più piccini i quali potrebbero anch’essi unirsi e gioire delle glorie e avventure sportive dei loro giovani conterranei.