Aprile/Giugno 2003

 


VITA DA SCOIATTOLI

di Alessia Malerba

 

E’ormai noto che alcuni animali seguano e si adattino all’evoluzione dell’uomo: ci sono casi in cui gli uccelli si sono evoluti in abili costruttori postmoderni sfidando gli spazi e lo smog di grandi città in cui costruire nidi con materiale di recupero, metalli o plastici, del tutto originali abbandonando i tradizionali ramoscelli ed erbe essiccate.

La nostra storia ci porta nel piccolo ed incontaminato centro di Carpinone dove, le alte fronde di verdi e profumati tigli della stazione ferroviaria, costituiscono l’habitat naturale per simpatici e brillanti scoiattoli che scorrazzano liberamente sui rami, non curanti di quegli strani esseri animati che, dal basso, scrutano il cielo incuriositi dalla presenza di quel fiabesco animaletto dei boschi.

Sguardo vispo e allegro, musetto dolce e irrequieto, la famosa coda arcuata e lunga svolge un’importane funzione di contrappeso nell’acrobatica sequenza di salti e arrampicate utili agli spostamenti. I colori del suo pelo ben si adattano alle nostre mode autunnali e il suo modo di nutrirsi, con le zampette anteriori come prensili, si avvicina molto a quello umano. Nel procacciare il cibo compi talora vistosi spostamenti, ma questo non è sufficiente a determinare il suo trasferimento dai boschi ad un centro abitato. Cosa, può, dunque, averlo indotto a trasferirsi da noi?

Gli animali, si sa, hanno ben pochi hobbyes e molte necessità, tra queste l’inevitabile esigenza di nutrirsi e procurarsi cibo per momenti di ristrettezze alimentari: è forse questo il motivo che ha spinto i piccoli abitanti extraurbani a vivere con noi. Le abitudini alimentari di questo arboricolo roditore lo portano procacciare il cibo anche nelle giornate più fredde. L’alimentazione è varia: nocciole, ghiande, semi di conifere, scorze d’albero, noci, uova di uccello e piccoli animali.

La stazione ferroviaria, però, rappresenta un importante punto di passaggio e di consumo di alimenti tutt’altro che naturali e lo scoiattolo ha adattato il gusto ai conservanti per soddisfare le proprie esigenze nutrizionali; inoltre, in questo modo potrà variare la propria dieta scegliendo il menù quotidiano tra gelati a vari gusti, patatine e cioccolate dissetandosi con succhi di frutta e bevande gassate. Un ulteriore vantaggio della convenienza con l’uomo è la possibilità di liberarsi di un suo predatore specializzato, la martora che riesce a seguirlo sulle più alte cime degli alberi.

L’abilità di adattamento ha reso lo scoiattolo libero di manifestarsi all’uomo tanto da poter permettersi di attendere spensierato lungo i binari l’arrivo di un treno! Una volta superata la paura dell’uomo, si diverte ad accompagnarlo lungo i marciapiedi, tra un binario e l’altro, intrattenendo i viaggiatori che transitano con gli allegri disegni acrobatici. L’insolita partecipazione alla quotidianità umana è motivo di curiosità e distrazione per chi, reduce da un lungo viaggio, giunge a destinazione stanco e annoiato.

La  presenza di questo provetto acrobata non è, però, soltanto motivo di divertimento, ma soprattutto un importante spunto di riflessione: abbiamo invaso i loro territori, devastato i loro boschi, in tutta risposta, gli scoiattoli assecondano le nostre scelte mostrandoci l’estrema intelligenza animale nella capacità di adattamento per la sopravvivenza.

Il passato ci ha insegnato come sia facile portare piante ed animali all’estinzione, ma non è saggio abusare delle nostre possibilità umane contro di chi ha meno opportunità di noi, per questo non dovremmo mai invadere il loro habitat e cercare sempre di preservare qualche pur piccolo spazio per la loro sopravvivenza. Cosa ancor più importante, possiamo apprendere da loro che si può convivere pur soddisfacendo ognuno le proprie esigenze di sviluppo tecnologico e conservazione di una natura incontaminata. Non dimentichiamo che gli animali c’insegnano a vivere e la loro presenza diversifica, rallegra e arricchisce la nostra quotidianità è, inoltre, forte indice di naturale convivenza e genuino rispetto tra il mondo razionale e quello istintivo.