Aprile/Giugno 2003

 


Fossalto

 

A sei mesi dalla scomparsa

il sindaco di Fossalto Nicola Cornacchione

ha voluto ricordare Giuseppe Perna

venuto a mancare improvvisamente

 

Era un amico sincero e schietto, una persona con la quale ragionare e divertirsi, un uomo dal cuore grande capace di diventare un confidente, un compagno del quale potersi fidare e con il quale trascorrere momenti allegri e spensierati. Rispettato e benvoluto da tutti Peppino, come  confidenzialmente veniva chiamato, ci ha lasciati improvvisamente, senza alcuna avvisaglia. La sua scomparsa è arrivata come un fulmine a ciel sereno, rattristando l’intera comunità fossaltese che unita si è stretta intorno alla famiglia per condividerne la tristezza.

Peppino e la sua immancabile scopa lo si poteva incontrare nel cuore della notte intento a pulire vicoli e piazze di Fossalto, sempre pronto a sorridere a quanti trovava sulla sua strada. Giuseppe Perna è stato un personaggio caratteristico di Fossalto, che ha lavorato per oltre trent’anni per il Comune. Faceva l’operatore ecologico, per usare un termine moderno, e spesso si trovava ad essere involontario spettatore di scene che vedevano protagonisti coloro che vivevano la notte. Ma la sua coerenza gli impediva di raccontare particolari inediti o scomodi che riguardano i suoi paesani, si limitava a narrare i fatti curiosi e divertenti che si svolgevano quando tutti comodamente avvolti nel tepore delle coperte dormivano e ai quali lui, un gran lavoratore, assisteva quasi in disparte. Gioviale e allegro Peppino ha vissuto momenti difficili, che hanno segnato il suo spirito ed il suo fisico, senza mai farsi però sopraffare.

Motivo di enorme dispiacere è stata la notizia dell’accusa di una figlia per appropriazione indebita di capi di abbigliamento. Evento che lo ha rattristato oltremodo, facendolo soffrire molto in silenzio. Evento che si è dimostrato però infondato, Paola Perna è stata scagionata per non aver commesso il fatto così come riportato dalla sentenza emessa dal Tribunale di Roma firmata dal Giudice per le indagini preliminari dott. Orlando Villoni. Tale notizia è arrivata purtroppo quando lui non c’era più e quest’assoluzione, ne siamo certi, avrebbe fatto piacere al povero Peppino, ripagandolo di tutti i tormenti e le angosce che hanno accompagnato questa brutta vicenda. Coloro che lo hanno conosciuto non possono negare il vuoto che ha lasciato in ognuno di noi, e solo la gioia e il piacere di aver condiviso molti momenti insieme a lui leniscono l’amarezza per un distacco definitivo.

Si potrebbero aggiungere milioni di parole, esprimere mille emozioni e sentimenti comuni, ma preferiamo ricordarlo semplicemente per l’umiltà e la spontaneità che lo contraddistingueva. Ed aggiungere solo: “Grazie Peppino, per averci regalato un po’ della tua grande gioia di vivere”.

 

 

UN PENSIERO PER PEPPINO

 

C’è un tempo per ridere e uno per piangere,

c’è un tempo per vivere e uno per morire.

Vogliamo ricordarti così,

con il tuo sorriso e la tua gioia contagiosa.

Presente nei momenti importanti della nostra vita a condividere,

così come nei momenti semplici.

Accanto a noi, nel bello a gioire e nel triste a consolare.

Capace in modo speciale di entrare in relazione ed in sintonia con le persone,

le più diverse, libero come eri da schemi e condizionamenti.

Capace di far sentire unico chi aveva un’amicizia con te.

Hai amato tanto, hai vissuto con intensità e passione.

Hai saputo spartire te stesso.

Le crudeltà della vita avevano intaccato il tuo corpo,

ma non il tuo spirito fiducioso, forte, coraggioso fino alla fine.

Hai lottato contro le difficoltà della vita prendendo le cose un po’ alla volta,

nella consapevolezza che sono gli autentici rapporti con le persone

ad essere la cosa più importante.

Te ne vai con i tuoi sogni.

Abbiamo messo le radici profonde, noi in te e tu in noi.

Con te se ne va un pezzo di noi, ma ci rimane un pezzo di te.

E tu, che ora ci guardi, stacci vicino e aiutaci a raccontarti ai nostri figli.

 

Nicola Cornacchione