Fossalto
FALCE IN PUGNO ED ANTICA
SAPIENZA: RIVIVE A FOSSALTO LA TRADIZIONALE MIETITURA DEL FIENO
di Agnese Genova
Si sono dati appuntamento alle sette del mattino per preparare gli attrezzi del lavoro, hanno affilato con cura le lame delle falci fienaie e animati di tanta buona volontà si sono recati al campo. Poi tutti insieme hanno iniziato a mietere a mano il foraggio, proprio come facevano i contadini tanto tempo fa. Dopo circa un’ora di lavoro sotto un sole che si annunciava rovente, sono arrivate le donne in costume tipico con una cesta in vimini sul capo. Una breve pausa per consumare la colazione dell’alba, come veniva definita, a base di aglio, cipolla, formaggio e zuppa di vino e poi di nuovo a lavoro con rinnovata grinta. Più tardi, al fresco dell’ombra, un’altra sosta per mangiare uno spuntino più sostanzioso, la tradizionale mbrênna.
E’ stato un
tuffo nella vita contadina d’altri tempi quello riproposto lunedì 19 maggio
presso un’azienda agricola in contrada Costacalda a Fossalto dal Centro Diurno
e Sociale per gli anziani in collaborazione con l’Associazione giovanile “Punto
e Accapo”. Protagonisti proprio gli arzilli nonnini che entusiasti si sono
impegnati per mostrare una falciatura da tempo scomparsa e quindi dimenticata, rivivendo nostalgicamente i tempi andati.
Circa una quarantina di anziani ha dato dimostrazione di come una volta si
svolgevano le operazioni di mietitura, sotto gli occhi interessati degli alunni
di tutte le classi della Scuola elementare fossaltese. Una scena alquanto
suggestiva e dal forte richiamo, che molti non hanno mai vissuto, quella che si
è presentata anche agli occhi dei tanti curiosi e visitatori che si sono
incontrati in campagna. Appena scesi dagli scuolabus gli alunni si sono messi
alla ricerca dei nonni, mentre gli anziani, con la stessa voglia di abbracciare
i nipotini, cercavano di individuarli in quell’allegra compagnia di scatenati
spettatori. A distanza di una settimana gli anziani si sono ritrovarti per la
“giratura” del fieno, un’operazione effettuata rigorosamente a mano con grandi
forche che ha consentito di spostare il foraggio per farlo stagionare in egual
misura su entrambi i lati. La conservazione temporanea del foraggio avveniva in
passato costruendo attorno ad un alto palo un grosso cumulo di fieno compresso
a forma di cono chiamato stìgljë, riprodotto per l’occasione.
E’ giunto così di nuovo lunedì 26 maggio e con immutato entusiasmo i nonnini si sono ritrovati il mattino presto nello stesso campo per comporre dei mucchi di fieno bagnato dalla rugiada fresca. La giornata anche stavolta non ha risparmiato cocenti raggi di sole che hanno scaldato l’impegnativa opera di stigliatura. Stabilito il posto più adatto, è stato issato un grande palo, la pertica, intorno al quale ha preso forma lo stìgljë. Tralci di vite hanno costituito la base del grande cono che man mano, grazie all’abile maestria degli anziani più esperti, ha preso forma. I mucchi di fieno più distanti, collocati su un ramo di quercia sono stati trainati da un asino. Il singolare cono si è innalzato velocemente e sulla sommità è stato posto una specie di serpentone fatto di fieno inumidito e attorcigliato per conservare il foraggio ed impedire alle intemperie di rovinarlo.
Ogni dettaglio è stato filmato per produrre una videocassetta da usare a scopo didattico e turistico che sarà anche inviata alle comunità di fossaltesi residenti nelle Americhe e sarà in vendita per quanti volessero far rivivere a casa propria uno spaccato di vita campestre d’altri tempi. Sembrano essersi divertiti come veri attori sul set di un film gli anziani, sotto la regia attenta del giornalista Nino Bagnoli, autore tra l’altro della pubblicazione “Ipotesi di lessico fossaltese”, che si è meravigliato per l’ottima riuscita dell’iniziativa. L’ultima fase di questa tradizionale lavorazione si svolgerà in luglio con il trasporto di una razione di foraggio in fienile e la necessaria tranciatura prima di essere consumato dagli animali, un’operazione che permetteva di sminuzzare l’erba essiccata per evitare sprechi nella mangiatoia.
Umili e semplici momenti di vita paesana hanno dato vita ad un coinvolgente spazio aggregativo e di socializzazione, di scambio e confronto tra diverse generazioni acquisendo notevole valenza culturale. “Sono davvero soddisfatto della riuscita dell’iniziativa, è stato un momento di partecipazione e gioia collettiva intensamente vissuto ed apprezzato che ha superato ogni più rosea previsione. Bastava osservare gli occhi degli anziani per cogliere l’emozione ed il coinvolgimento che li ha rapiti. Il tutto è nato da una semplicissima idea ed ha dimostrato quanto poco basti per rendere partecipe la gente, in questo caso usando la rievocazione.
Il segreto per la buona riuscita di una manifestazione è proprio quello di avvicinarsi leggermente di più alle persone, dedicandogli più attenzione. I risultati sono sotto gli occhi di tutti” ha commentato compiaciuto Giovanni Mascioli della “Punto e Accapo”.