A.I.I.G
–Sezione Molise
‘LA VALLE DEL BIFERNO: DA
PROBLEMA A RISORSA’,
PRESSO IL BOCCARDI
DI TERMOLI
di Enza Santoro
Reale
‘La valle del Biferno: da problema a
risorsa’, è il tema del convegno organizzato presso il Liceo tecnico-economico ‘G.
Boccardi’ dall’Associazione Insegnati di Geografia, in collaborazione con
L’IRRE Molise, il C.E.D.A. - Centro di Educazione e Documentazione Ambientale
- e con il patrocinio del Comune di
Termoli.
Un
tema in sintonia con l ‘anno internazionale delle acque’ e di indubbia
attualità, da quando il Biferno, dopo
anni di innocua convivenza, è tornato a
mostrare la vis dirompente di un tempo, ed il suo bacino è tormentato da frane,
smottamenti e danni incalcolabili, una situazione drammatica che sembra aver
destato dal lungo torpore l’opinione pubblica e dovrebbe unire le forze
politiche in un progetto di pianificazione radicale.
Il
Convegno prevedeva la partecipazione delle autorità politiche dei comuni
collocati nel bacino del Biferno per un confronto di esperienze e per formulare
ipotesi di soluzione dei problemi endemici nel Molise, la cui mancata
risoluzione sarà causa di difficoltà più gravi e di un destino di invivibilità
e di fuga.
Qualificata, anche se davvero esigua la presenza degli Amministratori, più consistente lo presenza di docenti e di cittadini interessati alla problematica territoriale.
I lavori sono stati coordinati dalla Prof. Paola di Giannantonio e preceduti dal saluto dell’Assessore Di Guglielmo, in rappresentanza del Sindaco e del Prof. Zeffiro, in rappresentanza del Preside.
Gli interventi hanno avuto il pregio della concretezza e della sintesi, nonché la capacità di interessare il pubblico, che ha mostrato di apprezzare e condividere le tesi dei relatori non tutti molisani, ma accomunati dall’amore per la terra Molise e dall’obiettivo di valorizzarne le risorse.
Incisivo nella sua essenzialità di analisi e di riflessioni l’intervento della Prof. Emilia Sarno, docente non molisana che tuttavia impegna la sua azione di ricercatrice nello studio del territorio molisano, di cui apprezza il valore man mano che ne conosce la qualità e la storia.
La relazione sul tema ‘Il Biferno documento per la geografia storica’ è stato incentrata su una circostanziata analisi morfologica e storica del bacino del Biferno per dare risposte all’ interrogativo ‘perché un bacino ricco di acque non diventa fertile e popolato, perché un fiume, benedizione per la vita, rimane un problema e non si risolve in risorsa’.
Le cause del mancato sviluppo sono da ricercare indubbiamente nella natura del terreno, ma soprattutto in politiche mirate più allo sfruttamento che al potenziamento delle risorse. I governi che si sono succeduti hanno considerato il Molise terra di transito e di conquista, per cui hanno sfruttato senza rinnovarle le risorse umane ed ambientali, hanno favorito l’insediamento urbano nelle zone più vicine alle grandi vie di transito ed alle città più vitali senza provvedere ad opere di bonifica e ad un miglioramento strutturale ed economico dell’intero territorio, Inoltre l’organizzazione feudale, perpetuatasi nei secoli, ha contribuito a determinare la frammentazione territoriale, l’isolamento ed una condizione di subalternità che ancora persistono e sono d’ostacolo ad una saggia gestione del territorio, attenta alla tutela del patrimonio, aperta alle innovazioni positive, che ne garantiscano uno sviluppo sostenibile.
La speranza è che cittadini e politici cooperino per realizzare interventi migliorativi che durino nel tempo e trasformino le risorse potenziali in beni produttivi. E’ questo un dono che la vallata del Biferno ed il Molise nella sua globalità aspettano e meritano.
Schietto, fermo l’intervento dell’arch. Silvana Reale, la quale ha fatto una scelta coraggiosa, abbandonando Roma e le buone prospettive di affermazione professionale, per vivere in Molise, la terra che ama e che vuole contribuire a rendere vivibile e fruibile nelle sue peculiarità culturali e nelle sue amenità naturali.
Lucida l’analisi della situazione di inquinamento delle acque, di degrado delle infrastrutture, di dissesto idrogeologico.
Amara la ricognizione delle cause: Isolamento, individualismo, frammentazione degli interventi e dei finanziamenti, mancanza di cooperazione tra le realtà politiche, assenza di una pianificazione globale con interventi integrati e mirati alla concreta risoluzione dei problemi, smarrimento del cittadino e perdita del suo ruolo.
Entusiasta l’apprezzamento delle risorse, salubrità, genuinità dei prodotti, paesaggio, emergenze artistiche, architettoniche, archeologiche, ricchezze che, se valorizzate, ‘potrebbero fare del Molise un unicum, una perla che spicca nell’omologato e frenetico panorama dell’odierna società’
Quali le prospettive? Tante se c’è la volontà politica di attuarle: realizzare i progetti già finanziati relativi al risanamento di vaste aree della valle, restituire la purezza alle acque, ridare il manto verde ai pendii, rivitalizzare l’agricoltura, evitare la dispersione, creare circuiti turistici in modo da valorizzare le emergenze sparse sul territorio,
La speranza è nel Molisano che si riappropria della cittadinanza, la speranza è nei giovani se la scuola, al di là delle competenze professionali, si porrà l’obiettivo di formare la persona consapevole della sua identità e della sua responsabilità di cittadino.
Appassionato l’intervento del Prof. Rocco Cirino, un Molisano che, dopo l’esperienza di vita milanese, è tornato nella sua terra d’origine, determinato a sviluppare nei giovani il legame con il territorio ed il senso civico della conservazione e valorizzazione delle risorse antropiche ed ambientali Il tema ‘ il C.E.D.A. uno strumento per amare il territorio’ è eloquente espressione delle esperienze realizzate coi suoi alunni nel laboratorio della Natura.
LA VALENZA
FORMATIVA E CULTURALE DEL C.E.D.A.
CENTRO DI
EDUCAZIONE E DOCUMENTAZIONE AMBIENTALE
INTERESSE PER
LA MOSTRA ‘LA VALLE DEL BIFERNO’
ALLESTITA
PRESSO IL LICEO TECNICO-ECONOMICO ‘BOCCARDI’ DI TERMOLI
A conclusione di una lunga attività di ricerca e di documentazione il C.E.D.A. ha allestito presso il Liceo tecnico-economico ‘G. Boccardi’ di Termoli una mostra destinata a stimolare riflessioni e confronti su un bene tutto molisano ‘le acque del Biferno’
La Mostra visualizza immagini della vallata, evidenziandone il bello ed il deturpato, il suggestivo ed il violato e comunica ammirazione e sdegno, rammarico e speranze per un riscatto pieno di tante bellezze trascurate.
L’interesse per l’iniziativa è ancor più grande perché è il frutto di ricognizioni sulla valle del Biferno effettuate dagli alunni, guidati dal Prof. Rocco Cirino, analista del territorio, instancabile difensore della Geografia, convinto assertore della valenza formativa della ‘aula decentrata’ che favorisce l’osservazione diretta del territorio, l’acquisizione di conoscenze, l’assimilazione dei saperi, di cui la Natura è una fonte inesauribile.
La sua posizione non utopistica, ma consolidata da anni di esperienze, trova ampio e concreto riscontro nelle attività del C.E.D.A. e nel ‘Museo territoriale’, vanto del Boccardi e prodotto tangibile di un impegno decennale che ha coinvolto il Prof. Cirino ed i suoi alunni nella lettura del territorio e nella ricostruzione documentata dell’ evoluzione storica – geomorfica. Un patrimonio straordinario di reperti – fossili, rocce, forme di vita marina - che, esposti nell’Istituto, narrano la storia del territorio molisano, dal giurassico ai nostri giorni, un patrimonio tanto più significativo perché i reperti sono stati raccolti, studiati, catalogati dagli studenti, a riprova dell’efficienza dell’attività laboratoriale.
Il C.E.D.A. Centro di Educazione e di Documentazione Ambientale, animato e sostenuto dal Coordinatore, Prof. Rocco Cirino, dal Referente, Prof Lucia Bruna e dagli Operatori, Prof. M.Teresa Maurizio, Loredana Seccia e Anna Tutolo, ha, nell’arco di dieci anni, potenziato notevolmente le sue attività – seminari, convegni, laboratori, uscite didattiche, progetti educativi ambientali,conservazione e catalogazione del materiale raccolto – tutte mirate a costruire negli studenti un rapporto consapevole e responsabile nei confronti delle risorse naturali e a dar loro un metodo efficace, fondato sull’esperienza, secondo il principio ‘dell’imparar facendo’
Invero l’azione del C.E.D.A. si pone come modello didattico per molti punti qualificanti della sua attività:
la metodologia di studio fondata sull’osservazione, sull’analisi, sulla ricerca;
la tesaurizzazione delle conoscenze e la condivisione del patrimonio di informazioni;
la cooperazione con Enti ed Associazioni,in particolare con l’Associazione Insegnanti di Geografia;
l’uso delle tecnologie più avanzate per conservare i dati e potenziare la rete di conoscenze
Infatti il C.E.D.A. oltre a curare il progetto di educazione ambientale nell’ambito del proprio Istituto, offre servizio di consulenza ed assistenza a progetti educativi ambientali, considera il materiale prodotto patrimonio di tutti e lo rende disponibile per la consultazione e per il prestito, mette a disposizione per le altrui ricerche il laboratorio, il museo fossile e la produzione multimediale realizzata.
Conservazione e rispetto del passato e della natura, ma anche proiezione nel futuro ed apertura al nuovo, in particolare alla tecnologia come strumento per condividere le informazioni e ‘far rete’, onde agevolare la ricerca ed accelerare il processo di conoscenze; è in questa ottica che si inserisce il progetto di collegare la propria banca dati con quelle di altri istituti scolastici italiani.
Un riconoscimento al ‘Boccardi’ di Termoli per aver dato spazio ad un progetto ambizioso che si è concretizzato con risultati eccellenti, ponendosi come riferimento per chi volesse operare con concretezza ed efficienza.