A.I.I.G
–Sezione Molise
UN VIAGGIO LUNGO
95.000.000 DI ANNI’
Il progetto
della Classe terza elementare di Matrice si chiude con una Mostra e
col Convegno sul
tema ‘La valenza formativa della lezione sul territorio’
di Enza
Santoro Reale
‘Un viaggio lungo 95.000.000 di anni’ è il titolo ambizioso di un progetto realizzato quest’anno dagli Alunni della 3° classe della scuola elementare di Matrice con la guida delle Insegnanti Mena Palladino, Rita Mastrocola, Domenica Padovano, Giuseppina Santone.
Animatore del progetto il Prof. Rocco Cirino, analista territoriale che guida i Bambini e gli Adulti nella lettura del territorio, per apprezzarne le risorse e confermare ipotesi suggestive sull’evoluzione della terra attraverso la ricerca e l’interpretazione di reperti significativi.
La domanda ‘c’era il mare a Matrice?’ ha avuto dagli Alunni di Matrice le risposte più disparate, aprendo, così, il problema e prospettando ipotesi, per la cui soluzione i Bambini, ognuno col metaforico mezzo di comunicazione prescelto, hanno iniziato il viaggio d’immaginazione attraverso le ere geologiche, fermandosi al periodo cretacico dell’era mesozoica, quando il mare si estendeva là dove oggi vive l’agro di Matrice, le cui rocce calcaree conservano testimonianze di fossili come rudiste, nummuliti, ammoniti, per alcune delle quali la datazione è stata fatta risalire dagli studiosi a 95 milioni di anni fa. L’esplorazione del territorio e la ricerca dei fossili ha poi impegnato i giovani ricercatori ed ha avuto come risultato l’allestimento di una mostra di grande interesse, per la scientificità del metodo di approccio alla realtà e per la ricchezza dei reperti esposti, in parte ritrovati e scavati dagli stessi alunni, in parte messi a disposizione del prof. Cirino.
All’inaugurazione della Mostra i Bambini hanno presentato il loro lavoro in lingua italiana ed in lingua inglese, hanno guidato nella visita, fornendo puntuali spiegazioni sui loro disegni, sulle tavolette realizzate con la tecnica del ‘decoupage’ e sul significato dei reperti.
E’ motivo di meraviglia un lavoro sì bene organizzato, a conferma delle straordinarie potenzialità di apprendimento, di concretezza e di manualità dei Bambini, della loro capacità ricettiva e quindi delle responsabilità degli Insegnanti nell’immettere in un terreno fertile i semi più giusti nel modo più corretto.
Incondizionato quindi l’apprezzamento per il progetto espresso dal Dirigente scolastico, Prof. Vincenza Testa e dai partecipanti al convegno, la Prof. Enza Santoro, il Prof. Rocco Cirino ed il Direttore Tommaso Pasquale, i quali hanno focalizzato l’attenzione sul tema ‘La valenza formativa della lezione sul territorio ’
La lezione fuori classe sta diventando una prassi che si va affermando, vincendo pregiudizi, resistenze anche di ordine burocratico ed i cui risultati sono evidenti nel progetto realizzato dalla scuola di Matrice.
La cattedra itinerante dovrebbe essere parte integrante della programmazione di tutte le scuole e dovrebbe costituire un’esperienza/studio non episodica, ma continua che accompagna l’evoluzione dell’uomo dalla scuola dell’infanzia all’università, allo scopo di assecondarne lo sviluppo, in un iter formativo fatto di tappe che promuovono un graduale approccio all’ambiente: dal vicino al lontano, dal semplice al complesso, dal concreto all’astrazione, alla generalizzazione.
La valenza formativa della lezione sul territorio è pluridirezionale: la scientificità della ricerca in campo è presupposto di un metodo di studio efficace; le capacità che si acquisiscono, quella di osservare, interpretare, rappresentare secondo il proprio punto di vista, il confronto di idee ed il riscontro alle proprie ipotesi, quella di orientarsi nel tempo e nello spazio e quella di selezionare le informazioni garantiscono la formazione di una personalità che sarà in grado di orientarsi nella società complessa, di confrontarsi, di reagire con senso critico e in piena consapevolezza.
Imparare a leggere il territorio significa acquisire molte competenze e conoscenze, fare molteplici esperienze disciplinari, assimilare il concetto di interrelazione dei saperi. Il contatto/studio dell’ambiente promuove la vera Educazione Ambientale.
C’è fiducia che l’esperienza iniziata in terza elementare col progetto ‘Un viaggio lungo 95.000.000 di anni’, continui fino alla terza media, anche per sperimentare se una tale prassi didattica favorisca effettivamente la formazione di un atteggiamento mentale e comportamentale fondato su un rapporto di amore per il bene/natura e di rispetto per un patrimonio che appartiene all’Umanità.
La ‘Montini’ di Campobasso, di cui la scuola elementare di Matrice fa parte, ne ha la possibilità, essendo un Istituto Comprensivo; la Dirigente Vincenza Testa ne vede i vantaggi e ne garantisce la continuità.
Agli Alunni ed alle Maestre l’augurio di perseverare con immutato entusiasmo ed impegno.