L’AMERICA CHI ERA COSTEI?!?
di Savino Tartaglia
Le nazioni della vecchia Europa hanno fatto un lungo cammino, un cammino di lunghi, lunghissimi secoli, soffrendo profondamente ogni progresso sociale e, quindi, maturandosi e migliorandosi gradualmente, guidate dal genio di tanti loro figli che si sono distinti mirabilmente in tutti i campi dello scibile umano, gettando le basi alla formazione delle società moderne, di cui quella Nord-Americana, che si è impossessata caparbiamente delle redini del potere, issandosi a nazione-guida del globo terrestre, nonostante le sue evidenti deficienze di maturità psico-mentale di società troppo giovane.
Eh, sì, per il nord-americano d’origine e d’adozione, quale io sono, i valori morali ed intellettuali contano pure, certamente, ma sempre dopo e di gran lunga dietro i valori materiali.
La ricchezza: ma… chi era costei?!?
Ebbene analizziamola un pò per conoscerla meglio e guardiamola in faccia, a viso aperto, per “sdrammatizzarla”.
La ricchezza passa innanzitutto attraverso l’analisi profonda di tre occhi – si occhi! – Di capitale importanza, prima di sconfinare nel campo della materia.
Esistono altri occhi a parte gli occhi anatomici?
Certamente, e molto più importanti di quest’ultimi.
L’occhio della coscienza od occhio morale. Assolutamente il più importante!
L’amore – il vero amore, l’amore che fa capo all’assoluto – ne è la pupilla: gli altri sentimenti – amicizia, rispetto, eccetera, - ne sono l’iride.
La ricchezza morale è la ricchezza vitale dell’essere umano, perché è la sola ricchezza che lo pone a contatto con l’assoluto, di cui il Cristo è stato il Messia.
L’occhio mentale: l’intuizione – la famosa “ragion pura” -, creatrice dell’idea ne è la pupilla: la logica – la famosa “ragion pratica” -, la fantasia, la maturità culturale, eccetera, ne sono l’iride.
La ricchezza mentale, che cavalca sulle vie dorate dello scibile umano, è seconda sola alla ricchezza morale.
L’occhio fisico: il terzo occhio, visibile e toccabile, anche lui importantissimo. La salute fisica ne è la pupilla; la bellezza, la robustezza, eccetera, ne sono l’iride.
La ricchezza fisica – comunemente chiamata “la salute” – è la terza la ricchezza in assoluto.
E finalmente… “R’ QUASCION’”!
R’ QUASCION’ – oh che bello! – od il conto in banca od il portafoglio, che–dir–si –voglia, rappresenta la ricchezza materiale, in quarta posizione nella classifica delle ricchezze dell’essere umano, è, quindi, molto importante, anche se responsabile di tanti crimini commessi da gran parte di quelli che l’hanno conquistata.
La ricchezza materiale, che si compendia nel capitale, può procurare la gioia di vivere: comperando un castello, una Ferrari, vacanze da mille e una notte, abbigliamenti lussureggianti, ori ed oretti, il capitale si offre ed offre la gioia di vivere, non certo la felicità.
Le tre ricchezze “occhialute” – e soprattutto la ricchezza morale e la ricchezza mentale, di cui si compendia la dignità umana – sono la vera ricchezza, perché solo loro procurano all’essere umano il bene per eccellenza: la felicità.
La gioia non è la felicità: verità assoluta!
La gioia è solamente un surrogato della felicità.
Duroniesi del mondo, battiamoci gagliardamente e dignitosamente per la conquista del Capitale, certamente, ma soprattutto della ricchezza morale, della ricchezza mentale, della ricchezza fisica.
“Fatti non foste a viver come bruti.
Ma per seguir virtute e canoscenza.”
Due versi del grande vate che trattano chiaramente, senza equivoco, dei valori umani fondamentali: i valori morali ed i valori mentali.
Il “grande duroniese nel mondo” - Chi era costui?- è l’esempio più fulgido della ricchezza morale, che egli è riuscito a conquistare e che sta vivendo in piena felicità al servizio del Cristo, il Bene assoluto, in mezzo alla gente più povera – mi riferisco alla povertà materiale, naturalmente- del globo terrestre.
L’essere umano, se non conquista i valori morali,
vive la sua vita brancolando nel buio, alla ricerca disperata del famoso
“Eldorado” – la felicità - che non troverà mai, se non nell’illusione, quando
riesce a riempire d’oro… R’ QUASCION’.
La Terra dello Zio Sam, nonché la sua appendice nordica, è la Terra dello “Show-off”, che altro non è che la mania di mostrare le conquiste materiali, che rappresentano la ricchezza per eccellenza, al confronto della quale gli altri valori – e soprattutto quelli morali - sono ben poca cosa: “Ahi, America, vituperio delle genti!”, grida il sommo vate dall’oltretomba.
A te, Duroniese del mondo, la preghiera di non
gridare allo scandalo, commentando i miei “OCCHI” negativamente e, magari,
ironicamente – eh, professo’! - , ma piuttosto di coglierne il monito come un
atto di grande amicizia da parte di chi ti vuole un mondo di bene, essendo stato, tu, parte integrante della mia
vita al tempo meraviglioso della mia infanzia e della mia giovinezza: la
Pineta, la Civita, r’ str’ pparon, la Sammuca, l’Amm’cupa, l’Cannavin’,
r’M’rcun’ d’ Laura, R’ Quart’ d’ la massaria, Chill’d’z’ngarella, Chill’ d’
M’ngrist’, Chill’ d’ Sett’ P’rchitt’, M’ngh’ccill’ d’ Uramb’tiell’, ‘D’l’rata
d’ Frang’schiell’, R’ figl’ d’ m’ngucc’ d’ la Br’siccia, R’strol’ch’ d’
Sand’iann’,G’uann’ d’Ciaw’ Lon’, Pascal’d’Pap’ raciann’, M’ch’lin’ d’ r’ P’
lasciun’, Piezz’, Mezz’, Laina, Asciola, G’nucc’ d’ Trapp’tar’, P’cciutt’,
Quarb’ner’, ciccognac (la piccola storia in un salotto molisano: “Signor Carosela, preferisce un cognac?”, la domanda;”Ci, ..cognac!”, la risposta),…: Oh, che meraviglia l’idioma della nostra montagna!
Ed ora in…breve!
Il “Grande Figaro” ha deciso di non trascorrere l’estate 2003 nella “sua” Duronia: oh, che notizia!
P’trin’, il presidente del più potente clan duroniese in terra nord-americana, d’altronde, è in arrivo, ahimè!
Duronia “Fuori-le-mura” nord-americana ha messo all’ostracismo Savino Tartaglia: ”Dura lex, sed lex!”, ha sentenziato P’trin’, il presidente.
A padre Antonio si domanda se nel suo Bangladesch ha ricevuto tre lettere di zia Addolorata di Francischiello ed una lettera, dai colori sgargianti, di Savino Tartaglia nella ricorrenza del Natale 2002.
All’Amministrazione Comunale di Duronia un “Bravissimo” per l’impegno profuso nel tentativo di colmare il male fatto alla nostra Duronia dalle precedenti amministrazioni: sono sicuro che le mie Cannavine ritorneranno all’antico splendore, allorquando furono al servizio devoto di tutti i Duroniesi…indistintamente.
Alla mia terzogenita, Elisabetta, che da qualche anno risiede a Firenze, l’abbraccio più affettuoso del suo paparuccio che le vuole tanto, tanto bene.
A voi tutti, Duroniesi “entro e fuori-le-mura”, il mio saluto più cordiale attraverso ciascuno dei miei tre “OCCHI”.