Duronia
di
Franco Adducchio
(Sindaco
di Duronia)
…. e tre. L’impresa dell’acqua è ripartita. Nonostante i
molti problemi, nonostante le frane, nonostante coloro che per ostacolarci hanno
fatto di tutto e di più (chi era che remava contro l’attività e
l’occupazione !!!!), nonostante i
timori per le poche risorse disponibili, abbiamo trattenuto il fiato e ci siamo
tuffati. Mai bagno fu più salutare.
I primi numeri sull’attività sono confortanti.
Siamo solo all’inizio ed è troppo presto per
avere certezze. La cautela è d’obbligo però le cose viste ci permettono di sognare.
Le prime valutazioni sono comunque tali che in qualche
modo ci inducono ad alzare il nostro orizzonte. L’obbiettivo era quello di
salvare lo stabilimento, tenerlo lontano dagli speculatori, accantonare le risorse necessarie
all’adeguamento degli impianti e quindi garantire una continuità occupazionale.
Oggi abbiamo l’impressione di essere di fronte ad
un’opportunità di sviluppo per il Paese.
Per questo dobbiamo però
imparare alcune cose.
In primo luogo dobbiamo imparare ad utilizzare il territorio con più accortezza. Mai più collocare una discarica sull’area di una sorgente. Che cecità !
Occorre difendere le nostre insorgenze d’acqua
preservandole dalle cause di inquinamento.
Esse sono la nostra ricchezza.
Per cominciare occorre saperne di più sulla situazione delle falde. Per questo
stiamo perfezionando con l’Università di Isernia una convenzione per monitorare la fonte Cannavine. Non
appena avremo disponibili le risorse necessarie dovremmo farlo anche per le
altre fonti.
Altra cosa che dobbiamo imparare è quella di utilizzare
le risorse umane del Paese in modo produttivo. Le attività d’impresa devono essere
efficienti. Dobbiamo impiegare in primo luogo chi appare pronto ad entrare nel
processo produttivo in modo redditivo.
Occorre abbandonare una logica
distorta che asseconda esigenze clientelari e criteri premianti.
Con questo si rischia di compromettere solo le opportunità di sviluppo.
Ultimamente mi è stata spesso perorata la richiesta di occupazione di qualcuno
con la sola motivazione della necessità e del bisogno sociale. Sono certo
che se si rimette in moto lo sviluppo
economico ci sarà occupazione per tutti anche per chi oggi non è ancora pronto
ad entrare nell'attività produttiva.
Una economia in moto automaticamente, con il tempo, è in
grado di assorbire tutte le risorse occupazionali. Non possiamo oggi mettere a
repentaglio l'occasione di sviluppo che ci viene offerta occupando maestranze
non ancora pronte e impiegando solo chi ha bisogno o chi ci fa piacere.
Per altro prevedere la reale efficienza delle maestranze
non è cosa sempre agevole e l’errore è dietro l’angolo. Però l’obbiettivo deve
essere quello di proseguire nella giusta direzione.
Da qualche tempo ho maturato il convincimento che per i
piccoli Comuni le Amministrazioni devono fare qualcosa di più dell’essere di
stimolo ai fatti economici.
Devono imparare ad essere parte attiva nei processi
produttivi. Devono imparare a saper coniugare le esigenze sociali con una
cultura d’impresa che sappia cogliere le opportunità economiche.
Questo è tanto più necessario quanto più l'iniziativa
privata è carente. Rimettendo in moto i fatti economici si può istaurare un effetto moltiplicativo
delle opportunità. Un esempio di tutto questo è per noi già evidente.
Siamo partiti, lo ripeto, con il solo obiettivo di salvare lo stabilimento. Oggi, sia pure
con molta cautela, possiamo e dobbiamo guardare più in alto. La nostra impresa
dell'acqua può darci di più.
Stiamo già provvedendo ad ampliare l'attività della nuova
società Cannavine s.r.l. con un ramo d'azienda che provveda anche a distribuire
il prodotto agli utilizzatori finali
per tutta la regione Molise dove
il mercato è ancora poco sfruttato. Questo significherà altre opportunità di
lavoro. Nuove iniziative sono allo
stato di progetto ed è ancora prematuro parlarne. Però una cosa è certa. Da una opportunità può nascerne un'altra. Abbiamo solo la necessità di poter
lavorare con calma e chiediamo di poterlo fare.
Prima di uscire dal tema devo anche precisare alcune cose
su cui in molti hanno mostrato interesse. Ora che l'attività dello stabilimento
è ripartita in modo soddisfacente
possiamo pensare all'aumento di capitale per la società Cannavine s.r.l che
deve permetterci di far entrare i capitali privati e poter così completare la
sua natura si società mista a prevalente capitale pubblico.
Preciso poi che l'aumento di capitale sotto il profilo finanziario non è
necessario, ma rispecchia una esigenza amministrativa. Ovviamente non era
opportuno offrire le quote dell'aumento di capitale ai privati quanto
l'attività era ferma. Le vicende pregresse del Paese ed il triste ricordo che
esse hanno lasciato ci hanno consigliato di attendere il momento opportuno. Per
le stesse ragioni non era consigliabile pensare all'ingresso del capitale
privato nella fase iniziale di costituzione della società. Se avessimo scelto
questa strada probabilmente oggi staremmo ancora in attesa di poter iniziare
l’attività. Lo stato degli impianti ci ha obbligato a partire con le sole forze
del Comune. E' stata una scelta obbligata.
Anticipo che l'aumento di capitale, per una quota
minoritaria, sarà offerto in parte ai cittadini di Duronia ed a tutti coloro
che vi sono nati e conservano la propria abitazione ed in parte agli
operatori commerciali che, nelle varie
regioni, propongono la nostra acqua al
mercato.
L'operazione è già in fase di realizzazione è sarà
completata probabilmente prima della fine dell'anno. In ottobre formalizzeremo l'offerta pubblica dandone ampia
comunicazione. Se qualcuno comunque vuole delle anticipazioni l'Amministrazione
è disponibile a chiarire tutta l'operazione.
In tema di acqua devo poi precisare anche un'altra
situazione. Agli amici de "la vianova" ricordo il problema della
captazione dell'acqua della fonte degli asini. La precedente Amministrazione
aveva fatto realizzare la captazione
dell'acqua della fonte degli asini, affidandone i fondi regionali e l’intervento stesso ad
una Società Semplice. Sull’area della
fonte per altro già si era costruito il
depuratore.
Immediatamente prima delle ultime elezioni la stessa
Amministrazione aveva fatto immettere tale acqua captata nella rete per uso
domestico di alcune borgate. Questo nonostante che l'opera realizzata non fosse
stata ancora collaudata.
Appena insediata, la mia Amministrazione ha diffidato i
soggetti che avevano realizzato l'intervento
bloccando l'immissione di tale acqua nella rete.
Ora la ASL a cui ho sottoposto il problema, ha
formalizzato in modo inequivocabile che l'acqua della fonte, visto l'assetto
dei luoghi con le relative strutture, non può essere utilizzata per fini
domestici. E così sia. Va in fumo in tal modo un investimento di circa
100.000,00 euro. E bravi !
Non mi meraviglia il fare della precedente Amministrazione che ci ha abituato a ben altro. Non mi meraviglia che essa abbia creduto di poter affidare in modo legittimo ad una Società Semplice la realizzazione di un'opera che implica necessariamente l'intervento su alcuni beni di proprietà pubblica (la fonte - la rete idrica). Nè mi meraviglia che essa abbia potuto approvare un progetto che non doveva essere neppure preso in considerazione a norma della Legge che regola la materia. Non mi meraviglia poi che essa nel corso dei lavori abbia trattato con arroganza i cittadini delle borgate che hanno osato protestare per il modo in cui i lavori stessi sono stati fatti e per il modo di procedere alla sostituzione dei contatori .
Quello che mi chiedo con stupore è se il Tecnico,
Progettista e Direttore dei Lavori, abbia dato un'occhiata alla Legge che
regola la materia e dove avesse la testa quando ha letto le
condizioni che impediscono la captazione per uso domestico delle acque di
fonte. Da qualche giorno mi domando poi
se sulla vicenda possa essere presa una iniziativa che non sia la semplice
denuncia all'opinione pubblica.
Per il momento passiamo oltre. Molti hanno a cuore la
situazione del cimitero ed aspettano da decenni un intervento
dell'Amministrazione. Il problema è a
cuore anche alla mia Amministrazione. Le scorse settimane abbiamo fatto, con
qualche ritardo, i primi passi. Gli amici ci vogliano perdonare questo ritardo.
L'urgenza della situazione richiedeva forse una iniziativa più veloce, ma
l'impegno per riattivare lo stabilimento ha assorbito molte nostre forze.
Ora siamo in attesa del progetto esecutivo per poter
eseguire l'esproprio dei terreni, l'accensione di un mutuo e la realizzazione
del primo intervento per allargare il muro di cinta. Nei prossimi mesi
parleremo più in dettaglio di questo
intervento.
Ho voluto comunque darne l'annuncio per permettere a chi è in attesa di potersi
regolare. Il progetto esecutivo sarà pronto subito dopo il periodo estivo e ci auguriamo di compiere i successivi
passi amministrativi entro il corrente anno.