Aprile/Giugno 2003

 


Duronia

 

LA VOCE DELL’AMMINISTRAZIONE

Un brindisi con l’acqua che rallegra il cuore

di Franco Adducchio

(Sindaco di Duronia)

 

            …. e tre. L’impresa dell’acqua è ripartita. Nonostante i molti problemi, nonostante le frane, nonostante coloro che per ostacolarci hanno fatto di tutto e di più (chi era che remava contro l’attività e l’occupazione  !!!!), nonostante i timori per le poche risorse disponibili, abbiamo trattenuto il fiato e ci siamo tuffati. Mai bagno fu più salutare.

            I primi numeri sull’attività sono confortanti. Siamo solo all’inizio ed è troppo presto per  avere certezze. La cautela è d’obbligo però  le cose viste ci permettono di sognare.

            Le prime valutazioni sono comunque tali che in qualche modo ci inducono ad alzare il nostro orizzonte. L’obbiettivo era quello di salvare lo stabilimento, tenerlo lontano dagli speculatori,  accantonare le risorse necessarie all’adeguamento degli impianti e quindi garantire una continuità occupazionale.

            Oggi abbiamo l’impressione di essere di fronte ad un’opportunità di sviluppo per il Paese.  Per questo  dobbiamo però imparare alcune cose.

            In primo luogo dobbiamo imparare ad utilizzare il territorio con più accortezza. Mai più collocare una discarica sull’area di una sorgente. Che cecità !

            Occorre difendere le nostre insorgenze d’acqua preservandole dalle cause di inquinamento.  Esse sono la nostra ricchezza.

            Per cominciare occorre saperne di più  sulla situazione delle falde. Per questo stiamo perfezionando con l’Università di Isernia una convenzione  per monitorare la fonte Cannavine. Non appena avremo disponibili le risorse necessarie dovremmo farlo anche per le altre fonti.

            Altra cosa che dobbiamo imparare è quella di utilizzare le risorse umane del Paese in modo produttivo. Le attività d’impresa devono essere efficienti. Dobbiamo impiegare in primo luogo chi appare pronto ad entrare nel processo produttivo in modo redditivo.  Occorre abbandonare una  logica distorta che  asseconda  esigenze clientelari e criteri premianti. Con questo si rischia di compromettere solo le opportunità di sviluppo. Ultimamente mi è stata spesso perorata la richiesta di occupazione di qualcuno con la sola motivazione della necessità e del bisogno sociale. Sono certo che  se si rimette in moto lo sviluppo economico ci sarà occupazione per tutti anche per chi oggi non è ancora pronto ad entrare nell'attività produttiva.

            Una economia in moto automaticamente, con il tempo, è in grado di assorbire tutte le risorse occupazionali. Non possiamo oggi mettere a repentaglio l'occasione di sviluppo che ci viene offerta occupando maestranze non ancora pronte e impiegando solo chi ha bisogno o  chi ci fa piacere.

            Per altro prevedere la reale efficienza delle maestranze non è cosa sempre agevole e l’errore è dietro l’angolo. Però l’obbiettivo deve essere quello di proseguire nella giusta direzione.

            Da qualche tempo ho maturato il convincimento che per i piccoli Comuni le Amministrazioni devono fare qualcosa di più dell’essere di stimolo ai fatti economici.

            Devono imparare ad essere parte attiva nei processi produttivi. Devono imparare a saper coniugare le esigenze sociali con una cultura d’impresa che sappia cogliere le opportunità economiche.

            Questo è tanto più necessario quanto più l'iniziativa privata è carente. Rimettendo in moto i fatti economici  si può istaurare un effetto moltiplicativo delle opportunità. Un esempio di tutto questo è per noi già evidente. 

            Siamo partiti, lo ripeto,  con il solo obiettivo di salvare lo stabilimento. Oggi, sia pure con molta cautela, possiamo e dobbiamo guardare più in alto. La nostra impresa dell'acqua può darci di più.

            Stiamo già provvedendo ad ampliare l'attività della nuova società Cannavine s.r.l. con un ramo d'azienda che provveda anche a distribuire il prodotto agli utilizzatori finali  per tutta la regione  Molise dove il mercato è ancora poco sfruttato. Questo significherà altre opportunità di lavoro. Nuove iniziative sono  allo stato di progetto ed è ancora prematuro parlarne. Però una cosa è certa.  Da una opportunità può nascerne  un'altra. Abbiamo solo la necessità di poter lavorare con calma e chiediamo di poterlo fare.

            Prima di uscire dal tema devo anche precisare alcune cose su cui in molti hanno mostrato interesse. Ora che l'attività dello stabilimento è ripartita in  modo soddisfacente possiamo pensare all'aumento di capitale per la società Cannavine s.r.l che deve permetterci di far entrare i capitali privati e  poter così  completare la sua natura si società mista a prevalente capitale pubblico.

            Preciso poi che l'aumento di capitale  sotto il profilo finanziario non è necessario, ma rispecchia una esigenza amministrativa. Ovviamente non era opportuno offrire le quote dell'aumento di capitale ai privati quanto l'attività era ferma. Le vicende pregresse del Paese ed il triste ricordo che esse hanno lasciato ci hanno consigliato di attendere il momento opportuno. Per le stesse ragioni non era consigliabile pensare all'ingresso del capitale privato nella fase iniziale di costituzione della società. Se avessimo scelto questa strada probabilmente oggi staremmo ancora in attesa di poter iniziare l’attività. Lo stato degli impianti ci ha obbligato a partire con le sole forze del Comune. E' stata una scelta obbligata.

            Anticipo che l'aumento di capitale, per una quota minoritaria, sarà offerto in parte ai cittadini di Duronia ed a tutti coloro che vi sono nati e conservano la propria abitazione ed in parte agli operatori  commerciali che, nelle varie regioni,  propongono la nostra acqua al mercato.

            L'operazione è già in fase di realizzazione è sarà completata probabilmente prima della fine dell'anno.  In ottobre formalizzeremo l'offerta pubblica dandone ampia comunicazione. Se qualcuno comunque vuole delle anticipazioni l'Amministrazione è disponibile a chiarire tutta l'operazione.

            In tema di acqua devo poi precisare anche un'altra situazione. Agli amici de "la vianova" ricordo il problema della captazione dell'acqua della fonte degli asini. La precedente Amministrazione aveva fatto realizzare la captazione  dell'acqua della fonte degli asini, affidandone  i fondi regionali e l’intervento stesso ad una Società Semplice.  Sull’area della fonte  per altro già si era costruito il depuratore.

            Immediatamente prima delle ultime elezioni la stessa Amministrazione aveva fatto immettere tale acqua captata nella rete per uso domestico di alcune borgate. Questo nonostante che l'opera realizzata non fosse stata ancora collaudata.

            Appena insediata, la mia Amministrazione ha diffidato i soggetti che avevano realizzato l'intervento  bloccando l'immissione di tale acqua nella rete.

            Ora la ASL a cui ho sottoposto il problema, ha formalizzato in modo inequivocabile che l'acqua della fonte, visto l'assetto dei luoghi con le relative strutture, non può essere utilizzata per fini domestici. E così sia. Va in fumo in tal modo un investimento di circa 100.000,00 euro. E bravi !

            Non mi meraviglia il fare della precedente Amministrazione che ci ha abituato a  ben altro. Non mi meraviglia che essa  abbia creduto di poter affidare in modo legittimo ad una Società Semplice la realizzazione di un'opera che implica necessariamente l'intervento su alcuni beni di proprietà pubblica (la fonte - la rete idrica). Nè mi meraviglia che essa abbia potuto approvare un progetto che non doveva essere neppure  preso in considerazione  a norma della  Legge che regola la materia. Non mi meraviglia poi che essa nel corso dei lavori abbia trattato con  arroganza i cittadini delle borgate che hanno osato protestare per il modo in cui i lavori stessi sono stati fatti e per il modo  di procedere alla sostituzione dei contatori .

            Quello che mi chiedo con stupore è se il Tecnico, Progettista e Direttore dei Lavori, abbia dato un'occhiata alla Legge che regola la  materia e  dove avesse la testa quando ha letto le condizioni che impediscono la captazione per uso domestico delle acque di fonte. Da qualche giorno  mi domando poi se sulla vicenda possa essere presa una iniziativa che non sia la semplice denuncia all'opinione pubblica.

            Per il momento passiamo oltre. Molti hanno a cuore la situazione del cimitero ed aspettano da decenni un intervento dell'Amministrazione.  Il problema è a cuore anche alla mia Amministrazione. Le scorse settimane abbiamo fatto, con qualche ritardo, i primi passi. Gli amici ci vogliano perdonare questo ritardo. L'urgenza della situazione richiedeva forse una iniziativa più veloce, ma l'impegno per riattivare lo stabilimento ha assorbito molte nostre forze.

            Ora siamo in attesa del progetto esecutivo per poter eseguire l'esproprio dei terreni, l'accensione di un mutuo e la realizzazione del primo intervento per allargare il muro di cinta. Nei prossimi mesi parleremo  più in dettaglio di questo intervento.

            Ho voluto comunque darne l'annuncio  per permettere a chi è in attesa di potersi regolare. Il progetto esecutivo sarà pronto subito dopo il periodo estivo  e ci auguriamo di compiere i successivi passi amministrativi entro il corrente anno.