Duronia
CANNAVINE
Riapre lo Stabilimento
di Michelino Manzo
(Presidente Cannavine s.r.l.)
Nonostante le difficoltà naturali (frane e smottamenti) e quelle di ordine amministrativo (anch’esse naturali per chi vuol far partire una qualsiasi impresa), nonostante i boicottaggi, lettere anonime, avvertimenti e minacce, nonostante gli atti delinquenziali e i furti nello stabilimento, nonostante tutto, lo stabilimento Cannavine è stato riattivato ed è stato restituito a Duronia ed ai suoi Cittadini. Quella che fino a due anni fa era stata una iniziativa interamente gestita da persone e imprese venute a Duronia esclusivamente per fare i propri interessi, facilitati dalle gestioni allegre delle precedenti Amministrazioni Comunali - ma su queste è stato ampiamente scritto nei numeri precedenti e sulle stesse sono da tempo puntati gli occhi della Magistratura Ordinaria e di quella Contabile (Corte dei Conti) – ora è finalmente nelle mani del Comune di Duronia e dei Duroniesi.
L’Amministrazione Comunale ha creato la Cannavine S.r.L. di cui detiene, almeno in questa prima fase, la totalità del pacchetto azionario che ammonta a 98.000 €uro, vi ha insediato un Consiglio di Amministrazione e le ha fornito gli strumenti amministrativi (concessioni, autorizzazioni, etc) per la gestione dello stabilimento e per l’imbottigliamento dell’acqua sorgente. I cognomi dei componenti del CDA sono eloquentemente Duroniesi ( Auciello, D’Amico, De Vincenzo, Iacovantuono, Manzo e Saltarelli) e testimoniano l’intenzione da parte dell’Amministrazione di sviluppare l’iniziativa con le forze messe a disposizione dal paese e che lavorano nell’esclusivo interesse del paese stesso. Contestualmente l’Amministrazione Comunale, a fronte della verifica di una serie di possibili ipotesi di collaborazione con esperi del settore, ha anche individuato un Direttore di stabilimento che da molti anni opera nell’ambiente ed ha consolidato una ricca esperienza in termini gestionali e commerciali. La collaborazione con questo signore, che risponde al nome di Egidio Ciovacco, è iniziata come una qualsiasi relazione di lavoro; da una parte una Amministrazione Pubblica che vuol valorizzare un proprio bene, dall’altra un imprenditore che vuol fare i propri profitti. Con il passare del tempo, le continue difficoltà in cui ci si è imbattuti (minacce comprese) e che avrebbero potuto dissuadere dal proseguire una delle due parti - se non ci fosse stata una ferrea volontà di raggiungere l’obiettivo, ha consolidato la relazione e creato una sinergia rappresentata dal prodotto delle componenti.
Per l’assunzione dei tecnici/amministrativi necessari all’operatività dello stabilimento si è proceduto all’emissione di un bando che prevedeva che gli interessati inviassero una domanda di assunzione con relativo curriculum vitae. Nell’analisi delle domande si è tenuto conto soprattutto delle esperienze pregresse e, ovviamente, i candidati che avevano lavorato precedentemente nello stabilimento sono risultati i più adatti. Questi sono stati pertanto invitati singolarmente ad un incontro per definire i dettagli dell’assunzione, ma nessuno di loro – con una unica eccezione – ha accettato la proposta fatta dalla Società. Anzi, la maggior parte di loro ha rifiutato l’incontro dicendo di avere già trovato lavoro o di essere in attesa di un altro più importante. E’ stato un tentativo di boicottaggio o semplicemente il vaglio di più occasioni di lavoro presentatesi contemporaneamente ? Ciascuno lo interpreti come meglio crede, fatto sta che ad oggi risulta che molti di loro sono ancora in attesa che le promesse ricevute si tramutino in lavoro. Un in bocca al lupo di cuore.
Si è proceduto pertanto all’analisi delle altre domande pervenute e, nel novero di queste, si sono selezionati gli attuali operatori (Berardo, Colaneri, D’Amico, Grieco e Manzo). Lo stesso fenomeno di aggregazione e di consolidamento di rapporti precedentemente descritto per l’Amministrazione Comunale e il Direttore si è esteso al CDA ed ai tecnici/amministrativi che hanno preso servizio presso lo stabilimento. Anche in questo caso, le difficoltà operative dovute all’avvio della produzione e i numerosi ostacoli predisposti da alcuni elementi contrari alla ripartenza dello stabilimento, hanno costituito il collante dell’iniziativa e moltiplicato l’impegno e la tenacia di tutti nell’intento di raggiungere gli obiettivi prefissati. Amministrazione Comunale, Consiglio d’Amministrazione, Direttore e Tecnici; quelli che inizialmente erano dei semplici componenti di una iniziativa sono diventati una squadra. E che squadra!!! Coloro che hanno messo e stanno ancora mettendo i bastoni fra le ruote all’iniziativa ne prendano atto, poiché ciò è avvenuto anche merito loro.
Nell’attivazione dell’iniziativa va tenuta in particolare evidenza l’attenzione che l’Amministrazione Comunale ha richiesto alla Società Cannavine nel monitoraggio e controllo della bontà dell’acqua. Detto monitoraggio viene fatto costantemente attraverso un laboratorio di analisi installato all’interno dello stabilimento e attraverso prelievi effettuati da laboratori esterni privati e dalla USL. Da quando lo stabilimento è ripartito ai cittadini di Duronia non è certamente sfuggito che almeno in un paio di occasioni la sorgente è stata chiusa per pulizie di ordinaria amministrazione. La procedura di sanificazione (di tanto in tanto necessaria per una sorgente naturale) viene effettuata direttamente alla sorgente, poiché in questo modo salvaguarda sia i consumatori dell’acqua imbottigliata che la popolazione che si approvvigiona direttamente alla fonte. Dette procedure di pulizia alla sorgente non venivano quasi mai applicate dalle precedenti gestioni, perché il loro interesse era rivolto esclusivamente ai consumatori dell’acqua imbottigliata. Quest’ultimi a loro volta venivano ingannati in modo continuativo poiché nello stabilimento – come noto – erano stati installati dei filtri a raggi ultravioletti vietati tassativamente dalla legge (anche su questo aspetto – su nostra segnalazione – c’è stato un intervento della Magistratura), che alteravano la qualità dell’acqua. Ora quei filtri sono stati eliminati e quindi, per salvaguardare la salute sia dei consumatori dell’acqua imbottigliata che degli avventori alla fonte, di tanto in tanto sarà necessario ripetere le pulizie di ordinaria amministrazione. Le eventuali chiusure della sorgente devono pertanto essere considerate una garanzia della continuità di controllo e monitoraggio a cui l’acqua Cannavine viene sottoposta..
Sotto il profilo squisitamente economico, nonostante i costi iniziali dovuti al ripristino di macchinari a lungo inoperativi e non manutenuti quando era necessario, le cose procedono in modo confortevole e soprattutto con delle aspettative di crescita a dir poco interessanti. Diversi operatori del settore chiedono l’esclusiva della fornitura dell’acqua a livello regionale (Abruzzo, Puglia, Calabria, Campania e Sicilia) e risulta ormai inderogabile estendere le capacità della Soc. Cannavine alla distribuzione diretta nell’ambito della Regione Molise. Nel breve periodo ci sarà certamente bisogno di inserire altri tecnici e personale da destinare alle attività di distribuzione diretta e le risorse saranno individuate, per quanto possibile, a Duronia. Nel momento in cui nel paese si rincorrono le voci su fatturati e business fantastici (spesso a sproposito) è necessario rimanere con i piedi per terra e continuare a rimboccarsi le maniche così come è stato fatto fino ad oggi. I programmi della Società sono ambiziosi e si raggiungeranno man mano che la squadra si allargherà ad altri elementi con capacità e voglia di fare almeno pari a quelli che già ci operano.
Avanti tutta!