Aprile/Giugno 2003

 


Italia Nostra – Sezione di Isernia

 

IL TERRITORIO COME ECOMUSEO DELLA RELIGIOSITÀ

 

Viene presentata da Michele Cianciullo un'indagine che potremmo definire quasi esaustiva che ha per oggetto una testimonianza non solo della religiosità delle popolazioni transumanti e locali con l'individuazione delle croci viarie presenti nel territorio dell'intera regione.

Un patrimonio che va visto anche come una potenzialità di sviluppo che il territorio offre e che sinora non era stato oggetto di attenzione, di studio e di ricerca ad ampio raggio e che proprio per questo dà la possibilità di confrontare i vari elementi.

È una potenzialità, nell'ottica di una visione integrata dell'utilizzo di tutte le risorse del territorio come ad esempio con la creazione di itinerari tematici a carattere storico-architettonico che si sviluppa fra campagne, centri antichi, ai margini delle piste tratturali.

Le croci viarie, elemento essenziale che ha rivestito importanza per la vita sociale del- le popolazioni che in esse vedeva il simbolo religioso e Michele è solito dire che sono state e possono ancora essere il punto di ritrovo in casi eccezionali, il luogo in cui si suggellavano i contratti con lo stesso valore di un atto fatto dal notaio, contratti in- dissolubili con una semplice stretta di mano...

Ma anche elemento architettonico finemente lavorato e pregno di significati religiosi sin dalla base a tre gradini, il fusto, la zona del capitello, la forma della croce ed i ri- lievi scolpiti su di essa.

Forme varie che hanno in parte seguito il gusto dell'epoca in cui sono state fatte: antichissime alcune come quella di Gambatesa tozza perchè ricavata direttamente da una sola roccia lì presente, delicata e leggera come quella in stile barocco di Ripalimosani, ma tutte con lo stesso valore e lo stesso significato per le popolazioni.

Oltre che dai grandi monumenti, la storia delle popolazioni è fatta anche da questi piccoli monumenti che evidenziano il vero ed intimo carattere delle pop0lazioni e la loro cultura.

L'autore ha effettuato un censimento, svolto con impegno certosino, indispensabile per la conoscenza del nostro patrimonio sparso e spesso sottovalutato nella importanza e nel significato storico e non considerato nelle potenzialità in esso nascoste.

Ha ricostruito attraverso un'attenta analisi morfologica, formale, dei materiali, una precisa catalogazione suddivisa per la "forma" della croce viaria.

L'importanza del volume è nello stessa veste di catalogo nel quale le semplici note servono a far riflettere sulla storia e sulle diversità realizzative, ed è da intendere come elemento integrato, sia storico-conoscitivo che come strumento per la tutela e la salvaguardia, nonché come mezzo per la loro valorizzazione.

Molte sono le croci viarie riscoperte nei muri di abitazioni, chiuse all'interno di edifici pubblici e quindi avulse dall'ambiente in cui erano state collocate, spostate dalla posizione originaria per cui hanno perso anche in questo caso il loro significato sociale. Un elemento importante, dunque, per contribuire alla realizzazione di un ecomuseo del territorio, in cui gli elementi che lo compongono devono costituire un sistema da visitare con itinerari che permettano contemporaneamente di apprezzare anche il paesaggio in cui sono inseriti. 

Il presidente della sezione di Isernia di Italia Nostra

Arch. Claudio Di Cerbo